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Scritto Sabato 02 marzo 2013 alle 12:20

Airuno: troppi 200.000 € per l’adeguamento del centro rifiuti. Vicino l'accordo con Brivio

Il comune di Airuno e quello di Brivio hanno promosso la gestione associata della funzione di "Organizzazione e gestione dei servizi di raccolta, avvio, smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi", per adeguare il centro di raccolta airunese alla normativa vigente occorrerebbero circa 200.000 euro (spesa difficilmente affrontabile, poiché il comune è sottoposto ai vincoli del Patto di stabilità), e la convergenza dei cittadini dei due comuni nel vicino centro di Brivio comporterebbe un risparmio in termini di personale (per l'amministrazione airunese) e un vantaggio in termini di efficienza del servizio e orari di apertura per tutti.

Adele Gatti

Queste le premesse, e le considerazioni, emerse durante il primo degli incontri pubblici sul tema "gestione associata delle funzioni e isola ecologica" svoltosi ad Airuno nella serata di giovedì 28 febbraio, che sarà "replicato" sabato 2 marzo alle 10.00 presso il Centro per il tempo Libero.
La decisione in merito alla chiusura del centro di raccolta di Airuno e della confluenza della popolazione airunese in quello di Brivio è oggetto di confronto e valutazioni da parte di entrambe le amministrazioni da diversi mesi, e la firma di una convenzione in questa direzione è ormai prossima a venire. La minoranza consigliare airunese ha promosso in paese una sottoscrizione di firme tra i cittadini, e in 350 finora hanno voluto esprimere il loro "no" contro lo spostamento del servizio. 

Giovanni Ravasi, Ugo Panzeri e Claudio Rossi

Nella serata di giovedì sono stati illustrati da parte del sindaco Adele Gatti, l'assessore al bilancio Giovanni Ravasi e il primo cittadino briviese Ugo Panzeri, il percorso e le motivazioni che hanno portato alla decisione.
A partire dalla normativa, che all'interno del decreto legge numero 95 del 6 luglio 2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica, la cosiddetta "spending review") indica che i comuni al di sotto dei 5000 abitanti (5.683 in Italia, il 70,2% del totale) dovranno obbligatoriamente gestire entro il 31/12/2013 nove funzioni associate: gestione finanziaria e contabile, trasporti e viabilità, catasto (qui è già avviato un discorso più ampio che coinvolge l'inter area meratese), pianificazione urbanistica e edilizia, protezione civile e coordinamento del primo soccorso, gestione rifiuti e tributi, servizi sociali, edilizia scolastica e istruzione, Polizia locale.

Entro il 2016 i comuni che avranno promosso tali associazioni dovranno dimostrarne l'efficacia e l'efficienza in termini economici, pena il commissariamento.
Airuno e Brivio hanno già avviato la gestione associata del sociale, della Polizia locale (in cui è coinvolto anche Imbersago) e il settore dei rifiuti e dei relativi tributi, con un documento approvato all'unanimità da entrambi i consigli comunali. 
"I comuni nella gestione delle funzioni associate mantengono il loro bilancio, e il comune capofila ottiene le quote dagli altri coinvolti" ha spiegato il sindaco airunese. "Ogni funzione deve essere valutata sotto diversi aspetti, per il sociale ad esempio l'assistente è presente in giorni diversi nei due comuni, per la Polizia locale gli agenti sono alternativamente nei tre territori. Ora li abbiamo a disposizione dalle 7.30 del mattino alle 7.00 di sera dal lunedì al sabato, un valore aggiunto. Un risparmio in tempi di costi non c'è nell'immediato, ma ci sarà nel lungo periodo". Sulla polizia locale associata saranno presentati numeri e dati in un incontro pubblico, ma durante l'assemblea un cittadino ha evidenziato come a suo parere i vigili non si vedano più in paese.
Il consigliere di minoranza Claudio Rossi, dopo aver sottolineato come un incontro sull'isola ecologica e funzioni associate sarebbe stato da fare molto prima, ha specificato che in consiglio è stata approvata la convenzione per la funzione associata, ma non il protocollo operativo che indica, tra le altre cose, l'ipotesi di chiusura del centro airunese in favore di quello briviese. "Mi aspettavo l'esposizione di numeri in merito alla piazzola" ha commentato.

Adele Gatti ha illustrato il costo, sulla base di un progetto "indicativo" redatto dall'Ufficio tecnico, di un intervento di messa a norma del centro di raccolta airunese. Cioè circa 200.000 euro. "La cosa più urgente sarebbe la posa di una stanga all'ingresso, affinchè entrino con la tessera regionale dei servizi solo i residenti in regola con il pagamento della tassa rifiuti" ha spiegato. "Il centro non dovrebbe essere vicino al cimitero, c'è un problema di pavimentazione, i cassoni non sono posizionati come dovrebbero (a raso del terreno), la recinzione dovrebbe essere più alta, non c'è videosorveglianza. Ad Airuno non è così, ma nulla dovrebbe uscire dal centro se non trasportato da personale autorizzato, e nessuno dovrebbe entrare a portare via oggetti. Avrei preferito di gran lunga avere un centro di raccolta a norma, so che per qualcuno questo comporterebbe un disagio, ma le singole situazioni possono essere valutate e affrontate. Ci sono una dozzina di airunesi che raggiungono il centro a piedi, ma la metà di loro possiede un'auto. Ora è uno degli stradini a occuparsi della gestione, ma quando andrà in pensione non potremo assumerne un altro (la legge consente di assumere 1 nuovo dipendente ogni 5 che se ne vanno per pensionamento o mobilità). Un intervento minore non risolverebbe la messa a norma, il centro di raccolta di Brivio è a circa 1 Km e unendoci dovremmo garantire una decina di volontari in vista dell'aumento dell'attività. Gli utenti infatti diventerebbero 8.000". Un concetto ribadito dal sindaco briviese Ugo Panzeri. "L'unione di funzioni e servizi non è semplice, ogni comune ha problematiche interne e caratteristiche diverse dagli altri. Ma siamo obbligati ad agire, e cercare la soluzione migliore nella concretezza del momento. Noi abbiamo deciso di collaborare con un comune vicino, e di proporre le soluzioni più efficaci. A Brivio, grazie alla passata amministrazione, una cinquantina di volontari gestiscono il centro di raccolta aperto 3 giorni a settimana in inverno e 4 in estate. I cittadini così si responsabilizzano e la differenzazione dei rifiuti migliora. Il fatto che esistano due centri di raccolta a distanza di 1 Km è uno spreco. Se Airuno decidesse che l'adeguamento del suo centro è prioritario sarei disposto a chiudere il mio". Una prospettiva che però non sembra decisamente essere nei programmi dell'amministrazione guidata da Adele Gatti, e proprio su questo si basa la critica maggiore da parte della minoranza consigliare. La quale sostiene, e non solo in questa occasione, che se su certi aspetti l'amministrazione non può sottrarsi agli obblighi (come nel caso dell'associazione di funzioni), dall'altra può scegliere in base alla priorità degli interventi da effettuare in paese. Al momento la convergenza nel centro di raccolta briviese e la chiusura di quello di Airuno è la soluzione da perseguire in termini di efficienza e risparmio.
La "ricerca" di volontari airunesi è già iniziata, la raccolta firme continua e le sottoscrizioni contro lo spostamento saranno presto depositate in comune.
R.R.
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