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Scritto Sabato 02 marzo 2013 alle 08:39

Colico: nel 2006 il sequestro nel suo bazar di olii e cerotti ritenuti farmaci. Cinese assolto

Diverse confezioni di cerotti, olii e balsami gli erano stati sequestrati nel 2006 dalla Guardia di Finanza di Colico nell'ambito dell'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip di Catania.
A processo con l'accusa di presunte irregolarità commesse nel commercio di medicinali (articolo 147 del decreto legislativo 219/06), è finito stamani Lin Xiurui, cinese titolare di un bazar in Via Nazionale a Colico.
Difeso dall'avvocato Davide Pozzi del foro di Milano, il commerciante è comparso questa mattina in tribunale a Lecco davanti al giudice Maria Chiara Arrighi e al pm vpo Leonardo Piazza.
A deporre per primo è stato il maresciallo della GdF, Daniele Zamboni, all'epoca dei fatti operante a Colico. Quel 24 ottobre 2006 le Fiamme gialle intervennero nell'esercizio commerciale del cinese. ''Ci limitammo a dare esecuzione all'ordinanza a valenza nazionale, emessa dal tribunale catanese. Non effettuammo nessuna attività d'indagine'' ha precisato il maresciallo della GdF.
In particolare vennero sequestrati 80 cerotti, 4 flaconi di olii e 29 di balsami per il corpo. Prodotti ritenuti di natura farmaceutica, ma venduti invece come normali cosmetici, riposti sugli espositori dell'esercizio commerciale.
L'imputato ha spiegato al giudice e al pm di aver agito in buona fede. ''Non ho mai voluto svolgere illecitamente l'attività di farmacista, per me avere quei prodotti in negozio era normale, non erano dei medicinali''.
Il pubblico ministero ha chiesto di effettuare ulteriori approfondimenti sulla natura dei prodotti sequestrati all'imputato, richiesta ''contestata'' dal legale della difesa. A quel punto il dottor Piazza ha chiamato in causa anche i Ris, chiedendo la loro citazione in aula in qualità di ''testi''. Il giudice però, ha ritenuto opportuno proseguire, chiudendo la fase istruttoria del procedimento.
15 giorni di reclusione e una sanzione di 500 euro è stata la richiesta di pena formulata dal pm Piazza. Nella sua arringa difensiva l'avvocato Pozzi ha parlato di prove insufficienti a dimostrare l'irregolarità dei prodotti, ponendo invece l'accento sulla buona fede del commerciante. ''Non ha mai voluto recare alcun danno alla comunità'' ha concluso.
Nel pomeriggio è giunta la sentenza del giudice Arrighi, che ha assolto l'imputato dall'accusa di esercizio abusivo della professione di farmacista in quanto non è stata raggiunta la prova del reato. Il capo di imputazione relativo alla detenzione illecita di medicinali, è stato invece dichiarato prescritto.
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