• Sei il visitatore n° 476.316.686
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 08 ottobre 2010 alle 09:20

''Ospedali'': parte la corsa per la nomina del Direttore generale. La Lega reclama la poltrona dopo due manager in quota al Pdl. La prima indiscrezione indica Walter Locatelli già Dg dell’Asl

Ambrogio Bertoglio, Giuseppe Genduso, Luca Stucchi e Walter Locatelli

Il via alla campagna "acquisto appoggi" per la riconferma alla carica di direttore generale l'ha dato Ambrogio Bertoglio che, accompagnato dal direttore sanitario Giuseppe Genduso e dal direttore amministrativo Nunzio Del Sorbo (tutti e tre in quota a Comunione e Liberazione) ha fatto visita ai pidiellini meratesi lunedì sera. Il terzetto si è presentato in Via Carlo Baslini 10 dove, ad attenderlo, c'era un gruppetto  di militanti del Pdl, più laici che ciellini. Nell'incontro il Dg dell'azienda ospedaliera ha parlato del lavoro svolto in questi quasi tre anni di presenza nel lecchese e, soprattutto, dei programmi in corso che, per essere bene completati, necessiterebbero del rinnovo del mandato all'attuale dirigenza per i prossimi cinque anni. In particolare per quanto riguarda la Cittadella della salute, che tanto sta a cuore ad alcuni esponenti del Pdl (anche se pare che l'auspicato asilo nido si farà, ma soltanto al Manzoni di Lecco). Una pizza ha chiuso la bella serata. Ma quante possibilità ha Ambrogio Bertoglio di essere riconfermato? Difficile dirlo oggi, ma certo è assai più a rischio la posizione dei top manager in quota Pdl rispetto a quella dei massimi dirigenti dati in quota alla Lega Nord. E già, perché nel 2008, quando ebbe inizio il mandato triennale che scade il 31 dicembre prossimo, i rapporti elettorali tra Forza Italia più Alleanza Nazionale e il Carroccio erano ben diversi da quelli usciti dalle urne nel 2010 per il rinnovo del Consiglio regionale. Attualmente dei 45 direttori generali di Asl e AO con l'aggiunta dell'Areu, la nuova Azienda regionale Emergenza-urgenza, guidata dall'ottimo Alberto Zoli, direttore sanitario aziendale durante i cinque anni di Piero Caltagirone, ben 32 vengono dati in quota Pdl (di cui almeno 8 a CL e 5 ad An), 11 alla Lega, 1 al Pd e 1 all'Udc. Ma il Carroccio ha già parlato chiaro: nelle nomine di fine 2010 la Lega dovrà avere 22 direttori generali. Negoziabili fino ad un minimo di 20. Non uno di meno. E questa volta dovranno essere maggiori le presenze ai vertici delle aziende ospedaliere piuttosto che delle aziende sanitarie. Oggi il Carroccio "controlla" sei Asl, 4 AO e l'Areu. Una simile ripartizione è una doccia gelata per il Pdl che dovrà necessariamente rinunciare almeno a una decina di poltrone. In questo contesto Ambrogio Bertoglio non sembra avere molte possibilità di riconferma. Ha già accumulato molti anni come direttore generale prima dell'AO di Busto Arsizio, poi in quella del San Gerardo di Monza e, ora, a Lecco. Paradossalmente sembrerebbe avere maggiori chance Giuseppe Genduso che, si dice, non avrebbe mai nascosto l'ambizione di essere promosso alla massima carica aziendale. Possibilmente proprio a Lecco. Genduso si è mosso spesso in autonomia rispetto a Bertoglio e non ha mai rivestito il ruolo di direttore generale. O ce la fa in questa tornata o mai più. Ma anche le sue legittime aspettative si scontrano con l'aut aut della Lega Nord. Il Carroccio ha occupato la prima poltrona dell'Asl per due mandati: con Giacomo Walter Locatelli prima e con Mauro Borelli ora. Il primo, attualmente Dg dell'Asl Città di Milano, ha lasciato un buon ricordo di sé. Ed è proprio alla sua persona che sembra stiano pensando i dirigenti leghisti per la carica di top manager dell'azienda ospedaliera provinciale di Lecco. Locatelli tornerebbe così nel lecchese ben conoscendo questa realtà, studiata per cinque anni dall'osservatorio Asl e certamente troverebbe ampia collaborazione sia da parte dei dirigenti sanitari sia da parte del Territorio. Un altro top manager che, per evidenti ragioni di vicinanza, assumerebbe volentieri la carica è Luca Stucchi, meratese doc, oggi Dg al Carlo Poma di Mantova. Stucchi lavorerebbe "a casa" avendo già operato come dirigente nell'azienda ospedaliera, prima del grande salto. Ma anche lui è in quota CL e, per farcela, dovrebbe superare il concorrente leghista. Difficilmente il coriaceo Stefano Galli, capogruppo regionale del Carroccio alla sua quinta legislatura accetterà ancora, nel "suo" territorio un direttore generale ospedaliero del Pdl e, per giunta di CL. Soprattutto ora, che la Lega ha perso il comune di Lecco, andato a Virginio Brivio (PD) e ha dovuto concorrere all'elezione di Daniele Nava, del Pdl, alla guida della Provincia. Forte in periferia ma debolissima in città la Lega ha bisogno di un riferimento di "peso". E quale miglior riferimento di peso del direttore generale degli ospedali pubblici?
Sarà dunque ancora una volta il braccio di ferro tra partiti alleati in Regione a decidere. Come noto il Territorio è tagliato fuori dal discorso nomine, pur subendo poi le scelte regionali che in fatto di centralismo danno dei punti al mitico centralismo sovietico. Tuttavia almeno il diritto di parola è ancora vigente. E' probabile quindi che, prima o poi, l'assemblea del 26 sindaci del distretto sanitario meratese, il più dinamico dei tre distretti lecchesi, faccia conoscere la propria opinione circa l'operato dei vertici di AO e Asl. Servirà a poco, ma chissà che al Pirellone qualcuno dia un'occhiata anche al parere dei cittadini. In fondo il new deal varato proprio dall'assessore leghista Bresciani indica il ritorno al coinvolgimento pieno del Territorio come lo strumento fondamentale per razionalizzare i servizi e ottimizzare i costi.

C.B.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco