Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 358.685.528
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 20/10/2020

Merate: 36 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 24 µg/mc
Lecco: v. Sora: 19 µg/mc
Valmadrera: 18 µg/mc
Scritto Mercoledì 20 febbraio 2013 alle 13:54

Merate: Walter Mapelli procuratore a Monza parla agli studenti di legalità, mafia, servizio


"Ragazzi diffidate da tutto ciò che non ha una prospettiva generale. Il dibattito sulla giustizia è inquinato dalle richieste personali di qualcuno che vorrebbe assoggettare la magistratura alle sue necessità. Invece noi dobbiamo tornare a gestire la giustizia come un servizio".
Walter Mapelli, sostituto procuratore a Monza, ha parlato a "braccio" e a cuore aperto, come è nel suo stile, agli studenti di Viganò, liceo Agnesi e Villa Greppi radunati nell'aula magna di Via dei Ludovichi. Quello di stamane è stato il primo di tre incontri del progetto "Educare alla legalità democratica" proposto dalle scuole in collaborazione con l'Arci di Lecco e che, salvo problemi dell'ultimo minuto, vedrà la partecipazione alla seconda giornata di Marta Chiavari, giornalista autrice del libro "La quinta mafia" e di Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso, in chiusura di evento.

Walter Mapelli

"Si tratta di un'iniziativa voluta dalle rete di scuole composta da Viganò, Agnesi e Villa Greppi"
ha spiegato la professoressa Lucilla Barassi, tra le curatrici del ciclo di conferenze "il nostro obiettivo è creare una coscienza critica negli studenti, far sì che facciano proprio il monito che questa mattina il procuratore Mapelli ha rivolto loro: ragazzi state attenti, sviluppate la capacità di ragionamento e analisi. Terminate queste conferenze nelle classi si lavorerà per studiare la storia della mafia, guardando film e leggendo libri. Vogliamo capire con gli studenti il fenomeno mafioso, accompagnandoli anche alla partecipazione della carovana antimafia e supportando i ragazzi che parteciperanno ai campi di lavoro".
Questa mattina gli sguardi dell'aula magna sono stati catalizzati tutti dall'oratoria di Walter Mapelli che, raccontando del lavoro del magistrato, ha soprattutto offerto aneddoti che hanno consentito di convincersi come la mafia c'è anche in Lombardia, anche in Brianza. "Il vincolo familistico che lega gli appartenenti alle cosche" ha spiegato "fa sì che esista anche un forte grado di omertà. Nessuno tradisce. Gli incontri della 'ndrangheta sono come riunioni di condominio, democratiche, con una sorta di alzata di mano. Chi dissente però rischia. Famoso è il filmato che riprende una riunione a Paderno Dugnano con l'intero clan attorno a un enorme tavolo".

Giulia Venturini, referente Arci Lecco per la legalità democratica e antimafia sociale, con Walter Mapelli


Rispondendo poi alla domanda di uno studente che chiedeva come riconoscere il mafioso, Mapelli ha detto che "bisogna stare lontani e prendere le distanze da comportamenti palesemente illegali. Certo quando ognuno fa il proprio lavoro, i rapporti di forza si ristabiliscono e così la confisca dei beni della mafia da parte dello Stato ha portato a un progressivo impoverimento dell'organizzazione". E infine parlando delle accuse che la politica sempre più rivolge alla magistratura, Mapelli ha concluso: "a un magistrato si possono fare due accuse: di prendere soldi e di essere di parte. Ma poi bisogna fare i nomi di chi assume questi atteggiamenti e non nascondersi dietro la scusante che altrimenti si rischia di finire nei guai per qualche rivendicazione".

Ribadendo la necessità di considerare la gestione della giustizia come un servizio alla comunità, Mapelli non ha mancato di ammettere che le difficoltà della magistratura non sono date solo dalla mancanza di risorse ("anche quando sono stati fatti finanziamenti importanti gli uffici giudiziari non sono stati in grado di gestirli") e che oggi più che mai bisogna tornare ad avere un ruolo che sia al servizio del cittadino e della comunità in generale.
S.V.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco