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Scritto Lunedì 18 febbraio 2013 alle 19:30

Lomagna, Osnago, Cernusco, Montevecchia verso la fusione. Le posizioni di sindaci e opposizioni tra ''sì'' convinti e dubbi

Montevecchia, Cernusco, Osnago e Lomagna diventeranno un unico maxi comune? Probabilmente sì o comunque le amministrazioni, sostenute soprattutto dalla legge che prevede per i paesi sotto i 5.000 abitanti forme associate per la gestione delle funzioni, si stanno muovendo per valutare il da farsi e dunque come affrontare l'importante scelta tra il continuare sulla strada delle convenzioni (come quelle già stipulate per servizi sociali, polizia locale e catasto) oppure "fare rotta" sull'Unione (come quella che lega i tre comuni della Valletta) o ancora, allungare il passo, e arrivare addirittura alla fusione e quindi alla creazione di una sola municipalità.

"Come annunciato durante l'ultimo incontro del 29 gennaio scorso aperto ai Gruppi consiliari dove il dottor Balestra ha illustrato le prospettive di associazione di funzioni che coinvolgono anche il nostro Comune, martedì scorso i Sindaci hanno avuto un ulteriore momento di approfondimento presso gli uffici della Regione in merito alle prospettive future e ai relativi tempi di realizzazione"
ha spiegato il sindaco di Cernusco Giovanna De Capitani nel corso dell'ultima assise consiliare di giovedì 14 febbraio. "Ci tengo a rimarcare, per rispetto alle altre Amministrazioni Comunali coinvolte, che allo stato attuale restano ancora aperte tutte le possibili scelte associative, seppure la fusione da un punto di vista oggettivo resta a mio parere la soluzione più favorevole alle nostre condizioni territoriali e di gestione amministrativa. Certamente la tempistica indicata dai funzionari è molto serrata. Per poter rispettare la logistica dettata dalle elezioni nei due Comuni di Osnago e Lomagna del 2014 e le opportunità di supporto formativo con accesso ai contributi regionali e statali legati a questo tipo di scelta, i Consigli Comunale entro il prossimo mese di marzo dovrebbero deliberare un atto di indirizzo finalizzato tra l'altro ad aprire una campagna informativa rivolta alla cittadinanza. Nel contempo -  ha proseguito il primo cittadino facendo dunque il punto della situazione  -  la società Eupolis sta elaborando un'analisi dello stato economico-finanziario e gestionale, allo stato attuale, dei quattro comuni che potrà essere un importante strumento di programmazione futura anche nel caso vengano fatte scelte sulle sole convenzioni di funzioni associate o sull'unione di comuni.  Inoltre i prossimi nuovi assetti politici in ambito regionale saranno determinanti per le strategie di governo del territorio. Auspichiamo che il percorso iniziato sull'associazione delle funzioni non venga vanificato e compromesso da nuove normative".

All'intervento del sindaco De Capitani ha quindi fatto seguito quello di Giovanni Zardoni per Civicamente che ha ribadito di credere ciecamente nella fusione. Sottolineando come le elezioni siano ormai vicine, il capogruppo ha dichiarato "prima avviamo il procedimento più possibilità abbiamo per sceglierci i compagni di viaggio". Come infatti spiegato a latere del consiglio, Zardoni ritiene che "le convenzioni in atto non sono servite a nulla: sono aumentati i costi e peggiorati i servizi". Lo stesso varrebbe anche nel caso si scegliesse la soluzione dell'Unione. Meglio allora arrivare alla creazione di un solo comune con la possibilità, offerta in questo momento dalla leggere, di scegliere autonomamente con chi fondersi. Essenziale poi per Civicamente che, il "percorso sia condiviso", tanto è vero che Zardoni ha chiesto al sindaco di estendere a tutti i capogruppo delle diverse compagini presenti nei 4 consigli comunali la possibilità di partecipare alla stesura del documento per l'atto di indirizzo per arrivare a un testo unico. Questo per non trasformare la decisione in una battaglia elettorale e per far ci che ci sia l'accordo di tutti vista l'importanza della scelta.

Partendo dunque da queste brevi (ma dense di sostanza) battute scambiate in aula, abbiamo chiesto a tutti i sindaci e ai rappresentanti dei diversi gruppi d'opposizione di Lomagna, Osnago, Cernusco e Montevecchia di esporci la loro posizione in merito alla gestione associata  e dunque ai possibili scenari futuri.

Partiamo, per completare con Cernusco, da Renata Valagussa per il gruppo "Renata Valagussa Sindaco - Democrazia Cernuschese".
"Non ho espresso la mia posizione in consiglio comunale solo perché la questione non era all'ordine del giorno (l'argomento è stato trattato nelle comunicazioni del sindaco in apertura di riunione ndr)" ha spiegato. "Personalmente sono d'accordo con la fusione ma ho sentito tantissime persone del paese che ci tengono a Cernusco. Mi hanno fatto dissuadere perché li ho sentiti molto affezionati. Un signore, per capirci, mi ha detto "sono nato a Cernusco e voglio morire a Cernusco". Se si dovrà procedere alla fusione, sicuramente dovrà essere per volontà dei cittadini". Venendo invece a questioni più "pratiche", secondo la professoressa Valagussa, al momento, l'associazione delle funzioni non avrebbe portato vantaggi: "se vengono fatte dovrebbero portare economie e non dovrebbero essere solo proclami". Considerando anche che, ad oggi, le modalità con le quali la fusione verrebbe realizzata non sono ancora ben definite, "la mia è una posizione di dubbio" ha concluso la capogruppo.

OSNAGO

Sindaco Paolo Strina per "Progetto Osnago"

"Siamo in un momento di accelerazione" spiega il primo cittadino osnaghese. "In 10 giorni arriveranno le prime indicazioni operative da Eupolis. All'interno del nostro gruppo la discussione è ancora in atto: ci rendiamo conto che in ogni caso l'associazione va fatta. Detto questo ci stiamo confrontando. Il primo marzo è prevista una nuova riunione del gruppo, nel giro di 2-3 settimane bisognerà prendere una decisione, confrontandosi anche con la minoranza. Dobbiamo anche ragionare sulle tempistiche, diverso è arrivare alla fusione tra qualche anno rispetto che arrivarci nel giro di uno: bisogna valutare bene". Mettere insieme Osnago, Cernusco, Lomagna e Montevecchia, poi, secondo il sindaco vorrebbe dire arrivare alla creazione del terzo comune della provincia in quanto a grandezza, elemento questo che, ovviamente, complica il lavoro. "I nostri sono comuni strutturati con 15-20 dipendenti ognuno, tranne Montevecchia. Non è come Gravedona e uniti, per fare un esempio, dove il comune più grande ha di fatto assorbito i più piccoli". Da tenere in considerazione, poi,  la necessità di continuare a garantire sportelli per i cittadini e i vantaggi legati appunto alla dimensione, alla "sospensione" del Patto di stabilità e agli incentivi ("più teorici visto la situazione").


Francesco Arlati (indipendente)

"Assolutamente favorevole. Ovviamente però ci vuole un percorso: non è possibile farlo domani mattina". Così Francesco Arlati si è espresso a favore dell'ipotesi fusione, sostenendo anche come sia necessario che la popolazione "assimili" quello che dovrà succedere, iniziando anche a "guardare più in là". Secondo il consigliere indipendente, poi "in un anno è possibile arrivare alla fusione" dopo però aver indetto il referendum tra i cittadini.


Claudio Brambilla per "Pdl e Lega Osnago"

"Al momento c'è stata una sola riunione tra i quattro comuni alla presenza anche di Marco Panzeri che ha parlato dell'esperienza della Valletta dove l'Unione va bene perché fatta con spirito di risparmio. So che ci sono stati altri incontri per accelerare il processo di fusione. Come ho detto nella prima riunione informativa, quello che stiamo facendo noi (le associazioni di funzioni ndr) è una fase talmente embrionale da non permettere di avere risparmi. Il nostro passo successivo sarebbe l'Unione: avremmo così quattro consigli comuni più un consiglio e una giunta sovracomunali. Si verrebbe a creare una struttura barocca assolutamente inaccettabile. Fare ora la fusione, poi, sarebbe un azzardo. Lo spirito di campanilismo è ancora forte. La mia idea è quindi che alla fusione si debba arrivare a tempo debito. Si deve lavorare almeno un'intera legislatura. Si potrà quindi fare quando avremo testato bene le associazioni di funzioni e quando avremo educato i cittadini, prospettando loro il bene comune nell'unificare i comuni".

LOMAGNA

Sindaco Stefano Fumagalli per "Impegno Civico"
Ha sempre affermato di essere "totalmente contrario a questa normativa" ma, nell'ottica che "nessuno, dopo le elezioni la cambierà perché la direzione, non solo italiana ma anche europea è andare verso la creazione di unità locali amministrative più grandi dei comuni attuali" il sindaco di Lomagna Stefano Fumagalli spiega così la sua posizione: "l'attuale legge che obbliga i comuni a associare le funzioni ci ha messo di fronte a uno scenario a cui nessuno prima pensava. Di questo passo si arriverà a far collaborare diversi apparati tecnici che, con le convenzioni o con la creazione di un'Unione, di quattro diventeranno uno solo, entro la fine del 2013. Ci sarà quindi un solo apparato tecnico che dovrà rispondere a quattro apparati politici. Se fossimo in un'azienda privata diremmo che ci troveremmo in una situazione di piramide al contrario. Una situazione di questo genere non può esistere: porta a bloccare l'apparato tecnico. Se si vuole evitare la paralisi, la soluzione è andare in direzione della creazione di un solo apparato politico. Solo così l'organigramma tornerà funzionante. Dovremo quindi arrivare a breve alla fusione. Fosse per me anche a brevissimo (ma questa è una mia opinione personale). Come gruppo è aperto un confronto interno: ci sono alcune perplessità ma l'idea prevalente è che dal punto di vista gestionale, questo sia l'unico modo per andare avanti".

Fabio Vigorelli per Progetto Lomagna

"Durante una riunione informale il sindaco ci ha comunicato l'intenzione di procedere alla fusione. A me fa abbastanza "paura" l'idea di stare in un comune con quattro centri, superiore a Merate. Diventeremmo il terzo comune della provincia: ci porterebbe svantaggi per i cittadini, senza che al momento si vedano vantaggi economici. A mio modo di vedere, prima si fa il fidanzamento, poi si convive e infine ci si sposa. Noi invece, in questo modo, è come se ci sposassimo subito, senza possibilità di tornare indietro. Io, poi, onestamente mi sento di Lomagna, non di un comune di cui saremmo una frazione. Il sindaco vuole arrivare alle elezioni con il comune già fuso. Io farò campagna contro!". Ragioni intrinseche alla struttura stessa delle quattro municipalità coinvolte, questioni economiche e campanilistiche motivano dunque i dubbi di Vigorelli che non vede di buon occhio nemmeno lo studio commissionato a Eupolis: "è gratis perché saremo degli sperimentatori, i pionieri in Lombardia: non credo che questa sia una cosa su cui fare esperimenti. Una volta fusi, non avremo vie di ritorno".

MONTEVECCHIA

Sindaco Sandro Capra per "Montevecchia Democratica"
"La sensazione che la fusione sia la scelta più promettente c'è, ma dato che non è ancora corroborata dai dati concreti, mi riservo di attendere i risultati dello studio prima di esprimere un'opinione". Parole, quelle del primo cittadino di Montevecchia Sandro Capra, che rimarcano la volontà di lasciare aperte le porte a tutte e tre le opzioni, di gestione associata delle funzioni, di unione e fusione, sino a che quelle che egli stesso ha chiamato "sensazioni" vengano avvalorate da dati concreti. È infatti in corso uno studio accurato, ha spiegato il sindaco, per capire qual è la fotografia dei comuni, la situazione territoriale, i vantaggi e gli svantaggi abbinati ad ognuna delle possibili opzioni e la distribuzione dei servizi sul territorio. È condivisa l'idea che, se i quattro comuni decidessero di optare per la fusione, i tempi siano estremamente stretti a causa del fatto che Osnago e Lomagna già vanno verso questa prospettiva futura. "Le premesse per lavorare bene ci sono, dobbiamo avere la pazienza e non la frenesia necessaria a predisporre bene questa scelta. Le opzioni non supportare dai dati non ci portano però da nessuna parte" ha ribadito il primo cittadino.

Alberto Bosisio per "Nuova Montevecchia"
Tra i capogruppo di minoranza, quello di Nuova Montevecchia Alberto Bosisio è invece espresso fermamente a favore dell'opzione di fusione: "se il problema è che i comuni piccoli sono anti economici, allora si accorpino punto e basta. Se lo Stato non è in grado di imporre la sua volontà e ripiega su dei pasticci come l'unione dei comuni o l'associazione dei servizi il problema non è risolto, anzi: rimane. Perché le spese non vengono ridotte e tali provvedimenti sono anti democratici". In particolare, il consigliere si è detto perplesso in merito sia alla gestione associata delle funzioni, sia verso l'unione dei comuni, ritenendole "risposte di ripiego, inefficaci, costose e non rispondenti alla soluzione del problema per cui sono state proposte (o imposte), cioè la riduzione dei costi dei piccoli comuni".
"Un primo, concreto risparmio" ha spiegato il consigliere "dovrebbe derivare dalla diminuzione del numero dei responsabili, e della relativa spesa, ma ciò provoca ostilità dei vertici burocratici sia verso la gestione associata sia verso l' unione e si aggiunge alla preoccupazione del personale dei comuni, che dovrebbe mutare sede e datore di lavoro. Per quanto riguarda l'unione ravviso un ulteriore, gravissimo problema di antidemocraticità ed incostituzionalità dovuto all' interruzione del rapporto tra cittadino-elettore ed istituzioni: in altri termini, il cittadino eleggerebbe un Sindaco ed un Consiglio Comunale che non rappresentano il suo voto, perché le decisioni verrebbero prese da una nuova istituzione, l' "Unione di Comuni" appunto".

Ugo Gasparoni per "Lega Nord-Pdl Montevecchia"
"Spaccato" tra scelta politica e scelta "umana" è invece il capogruppo di Lega Nord-Pdl  Montevecchia Ugo Gasparoni, che si detto fermamente convinto della necessità di un tavolo in cui tutti, non solo i sindaci ma anche i capigruppo delle minoranze, possano incontrarsi per "mettere sul tappeto i pro e i contro delle tre opzioni e verificarli" nonché del dovere e della utilità di "andare poi a contatto con la popolazione, informarla inizialmente ed eventualmente fare un referendum in cui si chiede ai cittadini qual è la loro opinione". Ha puntualizzato il consigliere: "io sono leghista e in quanto tale per me il paese è radicato; dal punto di vista politico cercherei allora di tenere Montevecchia slegata dagli altri comuni, visto che già dal 1967 è stata scissa da Cernusco Lombardone. Dal punto di vista umano però mi rendo contro che Montevecchia con le sue 3500 anime, nonostante sia un paese ricco anche per media pro capite, non ce la faccia da solo a tenere vivo un comune. La situazione è ovviamente molto dedicata" ha continuato "ed è per questo che dovremmo trovarci tutti insieme, noi che di fatto amministriamo la popolazione. Con gli altri comuni coi quali abbiamo associato le funzioni ma questo viaggia come un grosso punto di domanda: non si avrà infatti un risparmio perché, di fatto, tutta la macchina funziona indipendentemente in ogni comune. Con l'associazione della funzione di polizia locale, ad esempio, ci troviamo in una situazione in cui non possiamo assumere vigili e di fatto ne abbiamo di meno".
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