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Scritto Mercoledì 13 febbraio 2013 alle 13:43

Papa: le sue dimissioni 'lette' dai giornali tedeschi. ''Scelta bella, grossa e tragica''

Clarissa Colasanti
La notizia è stata lanciata alle 11.46 dalla giornalista italiana dell’Ansa e il flash di agenzia, in un altrettanto nanosecondo, ha fatto subito il giro del mondo. I giornalisti da ogni paese hanno già raggiunto la Città del Vaticano per documentare la scelta così improvvisa di Papa Benedetto XVI, per raccogliere indiscrezioni e raccontare al mondo un fatto che non si ripresentava nella storia della Chiesa dal 13 dicembre 1294, quando abdicò Celestino V. Così in una riunione di cardinali annunciata come di routine, il papa di origine tedesca ha annunciato il suo ritiro a fine mese. E se la traduzione dal latino ha fatto presto il giro dei media mondiali, la notizia continua a rimbalzare sui quotidiani tedeschi, mentre i siti online vengono aggiornati con approfondimenti continui. Al papa tedesco che ha dato le dimissioni sono dedicate intere rubriche. Il Bild si chiede già chi sarà il nuovo Papa, creando a lato pagina speciali box che spieghino perché il ‘unser’- nostro Papa ha effettuato questa scelta, la decisione di ritirarsi in un monastero, i minuti dell’annuncio definiti ‘dramatischen’, l’intervista al fratello e l’ipotesi che in realtà si tratti solo di cospirazione. Se ne ripercorre così la storia, con immagini, foto, video. Insomma, un’edizione speciale che da sola potrebbe costituire l’intero giornale. Si interroga anche su chi sia il successore il Faz, dedicando alla notizia la pagina di apertura dell’edizione online e lasciando in spalla le altre news provenienti da tutto il mondo. Per scorgere qualche nota di disincanto e amarezza sui giornali tedeschi basta leggere i principali titoli.

All’inizio l’euforia era grandissima, ha ricordato il Faz, «Doch die Freude über den deutschen Papst schlug schon bald in Ernüchterung um» - certo la gioia per il Papa tedesco è finita presto in disinganno». Un Papa bavarese, ha continuato il quotidiano riprendendo le origini di Joseph Ratzinger, una piccola Roma nel Bayern. «Fortschritt durch Rücktritt» - l’avanzamento attraverso le dimissioni, ha scritto lo Spiegel, in quanto il gesto, in realtà, potrebbe non essere altro che uno sguardo futuro per la Chiesa stessa. Il giornale lo ritrae di spalle, sia per la sua decisione, sia come segno di un avvenire che sarà inevocabilmente segnato da questo passo di carattere storico. Un gesto coraggioso, ha continuato lo Spiegel, lanciando una provocazione: con la sua rinuncia il Papa ha mostrato che « Der Mensch entscheidet, nicht Gott allein» - la persona decide, non Dio da solo. Una decisione che, secondo il settimanale, rispecchia la sua personalità, in quanto, nel suo discorso, non parla solo di sé, ma del mondo, «Indem er Schwäche zugelassen hat, hat er an Stärke gewonnen» - quando ha ammesso la sua debolezza, ha acquisito forza. E ancora, con le sue dimissioni, ha mosso le persone; o meglio, la sua abdicazione è stato il test più coraggioso e degno di nota che Benedetto XVI abbia fatto durante il suo pontificato.

Rispetto per il papa tedesco e speranze per un nuovo successore dalla pelle scura contornano invece lo spazio del Die Welt. Alla faccia, intanto, di chi ha sempre pensato che nulla potesse rimanere nei ricordi della gente di questo Papa. In fondo, titola il Die Welt, «Ein neuer Papst wird nichts ändern» - un nuovo Papa non cambierebbe nulla, almeno per quanto riguarda l’arretratezza delle riforme, perché, se pensiamo  al gesto effettuato lunedì, di certo Benedetto XVI rimarrà nella storia. E la spiegazione di tutto è molto semplice. Abituati a guardare il mondo da un punto di vista diverso, spesso non ci accorgiamo che «Wir sind Mensch» - siamo persone, ha scritto in un commento un giornalista del Bild. Se da una parte è un Papa che ha sorpreso, dall’altra c’è chi scrive, come il Die Welt, che in realtà avrebbe già voluto smettere da 8 anni. Così la sua fuoriuscita diventa «groß, tragisch – und schön» - grossa, tragica e bella. Un Papa caratterizzato dal ‘credo’ e dalla ‘ragione’, più aperto di quello che molti hanno sempre pensato. Amarezza si, quindi, per un Papa ‘di casa’ che si è rivelato tuttavia una persona innovativa che  sicuramente, per questo gesto, passerà alla storia. Una piccola parentesi, più all’italiana che tedesca, è pubblicata sempre dal Die Welt, segno di un umorismo che per noi sarebbe quasi scontato. «Männer kommen, Männer gehen. Merkel bleibt» - gli uomini vengono e vanno. La Merkel rimane, ricordando che durante il suo mandato ha avuto a che fare con tre Bundespräsidenten e presto con un altro Papa. La provocazione finale ed un commento che racchiude in sé più verità di quanto si possa immaginare proviene dal Bild.  Lo stesso giornale che quando Joseph Ratzinger fu eletto, scrisse a caratteri cubitali «Wir sind Papst» - siamo Papi e che adesso modifica l’apertura di pagina in «Wir sind Mensch» - siamo persone. Il Papa si ritira in una sorta di pensione, un po’ come la nostra. Ammette che le sue forze lo stanno lasciando e offre la possibilità alla Chiesa di modernizzarsi (endlich) – (finalmente), ha riportato sempre il quotidiano. Lo ammette, se ne va e lascia alla Chiesa un nuovo compito, quello di percorrere una nuova strada. Per i tedeschi questo basta, e vale più di mille rinunce. L’euforia sarà disincantata ma la presa di posizione del loro Papa è esemplare. In fondo, conclude il Bild con un’antitesi ben riuscita, «Noch nie war Benedikt XVI. so stark wie in seinem schwächsten Moment» - Mai Benedetto XVI era stato così forte come nel suo momento più debole.

Link di riferimento:
http://www.bild.de/news/standards/bild-kommentar/alfred-draxler-wir-sind-mensch-28484894.bild.html
http://www.bild.de/politik/ausland/benedikt-16/hinter-den-dicken-mauern-des-vatikan-28493436.bild.html
http://www.spiegel.de/panorama/rueckzug-von-benedikt-xvi-fortschritt-durch-ruecktritt-a-882963.html
http://www.spiegel.de/panorama/rueckzug-von-benedikt-xvi-fortschritt-durch-ruecktritt-a-882963.html
http://www.welt.de/debatte/kommentare/article113555520/Dieser-Abgang-ist-gross-tragisch-und-schoen.html
http://www.welt.de/politik/deutschland/article113588034/Maenner-kommen-Maenner-gehen-Merkel-bleibt.html
Clarissa Colasanti
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