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Scritto Giovedì 07 febbraio 2013 alle 17:21

Provincia: cresce il numero di utenti in dipendenza da ''gioco'' tanti gli uomini fra i 40 e 60 anni. Obiettivo informare sui rischi

Sono per lo più uomini, di un'età compresa fra i 40 e i 60 anni, che cercano nel gioco una "scorciatoia", un "sogno" da acquistare ma ad un prezzo che spesso, senza che nemmeno se ne accorgano, diventa davvero molto alto. In provincia di Lecco cresce il numero di coloro che hanno riconosciuto, da soli o grazie al sostegno della famiglia, di essere dipendenti dal gioco d'azzardo o di correre il rischio che quello che finora hanno vissuto come un passatempo prende il controllo sulle loro vite.
Nel corso del 2012 sono 80 le persone prese in carico dal Dipartimento Dipendenze sul gioco d'azzardo dell'Asl di Lecco, attivo sul territorio dal 2007 (nel 2009 la formalizzazione dell'attività) per affrontare un problema sociale ormai riconosciuto, al pari di altre dipendenze di più vecchia data come quelle dall'alcool o dalle droghe.
Di questi utenti 37 erano già in carico dall'anno precedente, e 43 sono coloro che negli ultimi 12 mesi hanno deciso di farsi aiutare. Un dato in crescita rispetto al 2011, segnale positivo che non solo c'è una maggiore consapevolezza del problema da parte delle persone, ma anche che le informazioni sui pericoli di questa dipendenza vengono diffusi maggiormente sul territorio.
Questa la tabella riassuntiva degli utenti lecchesi ne 2012:

La nuova utenza si differenzia da quella già in cura non tanto per il sesso dei suoi rappresentanti (è netta la prevalenza degli uomini in entrambi i gruppi), quanto per la loro età. Le persone che si sono rivolte al centro, attivo con due presidi a Lecco e Bellano, prima del 2012 hanno per lo più fra i 40 e i 44 anni, mentre tra i nuovi utenti predominano coloro tra i 50 e i 59 anni.
L'approccio di cura utilizzato dal dipartimento dell'Asl lecchese è quello di una "psico - educazione", che coinvolge i giocatori e i loro famigliari in un percorso breve.
"Esso prevede un incontro conoscitivo con la persona, per iniziare a comprendere la sua situazione personale ed entrare nella sua storia di gioco" ha spiegato l'educatore professionista Angelo Castellani. "È importante capire quali sono le convinzioni del giocatore, le sue false credenze in merito alle vincite. Spesso infatti hanno una percezione distorta della realtà a causa di un passaparola errato, o si convincono che l'uscita di un numero vicino a quello scelto da loro o un particolare rumore della moneta nella slot è segno di una vincita imminente. Li aiutiamo innanzitutto a correggere queste false credenze, e da lì può avere inizio un percorso di incontri più approfondito". In genere ne sono previsti 3, ma a seconda delle situazioni può rendersi necessario un approfondimento con uno psicoterapeuta che collabora in quella che viene definita l'équipe azzardo. Vale a dire Angelo Castellani, la psicologa e psicoterapeuta Elisa Fogliato, l'educatore professionale Giorgio Mazzoleni e, in supervisione, il medico psichiatra Tazio Carlevaro. "I famigliari sono coinvolti direttamente, si esegue poi un monitoraggio della situazione a distanza di 3 e 6 mesi. I risultati sono soddisfacenti, oltre il 50% dichiara di aver abbandonato il gioco, e una verifica in questo senso può esserci data dalla famiglia".
Angelo Castellani
Altro dato in positivo è la crescita degli accessi spontanei al Dipartimento dipendenze Gioco d'azzardo. "Il fatto che più persone si avvicinino a noi anche solo per capire se rischiano di sviluppare il problema è dovuto anche ad una maggiore attenzione mediatica che si sta sviluppando in merito" ha spiegato Castellani. "Grazie al progetto regionale "Oltre l'azzardo c'è di più" stiamo promuovendo sul territorio, a Colico e Bellano e abbiamo già preso contatti in merito a Barzanò, incontri per informare le persone dei rischi che il gioco può portare con sé. Formatori qualificati vanno così verso le persone affrontando le tematiche legate al gioco dal punto di vista economico, legale, relazionale, affettivo/sessuale e del gioco in sé. Perché tutti questi aspetti della vita vengono influenzati pesantemente in caso di dipendenza".
Le forme di gioco più diffuse restano le videolottery (nelle sale dedicate, più rischiose perché sono collegate in rete e consentono di giocare grosse cifre) e le slot machine (quelle che si trovano in molti bar, hanno un tetto massimo di gioco). "Ci sono poi lotto, superenalotto, gratta e vinci, scommesse sportive, ma con le cosiddette "macchinette" l'escalation del giocatore patologico è più rapida. E capita che in poco tempo alcuni di indebitino o perdano tutto lo stipendio".
Un discorso a parte riguarda i giovanissimi, anche minorenni, che si avvicinano al gioco per lo più su internet (dove un controllo sulla maggiore età è facilmente eludibile) o attraverso i genitori. "Capita spesso di vedere bambini e ragazzini che utilizzano i gratta e vinci con i genitori e i nonni, non è detto ovviamente che questo comporti poi una dipendenza, ma intanto si avvicinano al gioco. Per i più grandicelli invece slot e poker online costituiscono una grande attrattiva".
Un sondaggio promosso dal Dipartimento per le dipendenze dell'Asl lecchese ha dimostrato come, su un campione di ragazzi e ragazze di 15 anni, oltre il 50% dei maschi e il 33% delle femmine avessero ammesso di aver svolto attività di gioco con scommessa di denaro nel corso dell'ultimo anno.
Ma come accade il passaggio da una forma saltuaria di passatempo ad una pericolosa dipendenza che condiziona la vita propria e quella degli altri? La colpa non può essere addossata solo alla crisi economica. "La ricerca di un cambio di vita radicale grazie al "colpo di fortuna" in alcuni casi deriva dalle difficoltà economiche dovute alla perdita del lavoro, molti giocatori sono licenziati o in cassa integrazione ma non è una regola generica" ha spiegato Castellani. "Gran parte dei problemi derivano dalla grande spinta al gioco che è stata data negli ultimi anni, presentato come facile scorciatoia per risolvere tutti i problemi. Ma ora si sta diffondendo anche la consapevolezza dei rischi legati al gioco, e i sindaci del territorio si stanno dimostrando molto sensibili e disponibili ad affrontare il problema". I presidi del dipartimento, dove avvengono gli incontri, sono a Lecco e Bellano, ma l'utenza dell'area meratese è alta e pareggia quella bellanese. "Per questo vogliamo estendere il progetto di Oltre l'azzardo anche in altre zone. A cominciare da Barzanò, con cui abbiamo già avviato colloqui con l'amministrazione. Coloro che accettano di farsi aiutare sono in aumento, ma il "sommerso" è ancora tanto. E molti giocatori possono "rimettersi in carreggiata" prima che la situazione degeneri e coinvolga chi gli sta vicino". L'obiettivo del Dipartimento lecchese per il futuro è quello di incontrarne il più possibile, per renderli consapevoli che con il gioco non si scherza.

Maggiori informazioni e contatti per "Oltre l'azzardo c'è di più" in questo volantino (clicca qui)
R.R.
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