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Scritto Domenica 23 settembre 2001 alle 18:23

DELITTO IN ALTO LARIO: IL VICE SINDACO VUOLE RONDE NOTTURNE

“LA NOSTRA GENTE – DICE – HA PAURA GIRA TROPPA GENTE STRANA”
 
Non usa mezzi termini Gildo De Gianni, il vice Sindaco di Dubino, il piccolo paese della Bassa Valtellina dove è stata massacrata a bastonate Loretta Ceni, 26 anni, uccisa da una banda di balordi che voleva mettere le mani su poche centinaia di migliaia di lire. “Fino a qualche anno fa da noi la vita era tranquilla. Adesso circolano troppe facce losche, sfaccendati, tossicodipendenti ed extracomunitari che non si sa neppure come tirino a campare. La gente, dopo quello che è successo, è terrorizzata e per questo non escludiamo di organizzare con la collaborazione dei residenti ronde notturne per individuare e segnalare alle Forze dell’Ordine ogni persona e movimento sospetto”. De Gianni, Sindaco di Dubino fino a un anno fa, leghista, vuole tuttavia sottolineare di non aver alcun preconcetto nei confronti degli stranieri: “Ci sono tanti ragazzi extracomunitari che si sono ben integrati, lavorano onestamente. Ma tanti altri non si sa neppure da dove arrivino, cosa facciano. E poi succedono queste cose orribili. Quando ero sindaco avevo firmato un’ordinanza con cui imponevo alla Polizia Municipale di effettuare servizi di pattugliamento costanti con controlli mirati proprio nei confronti degli extracomunitari sospetti, dei tossicodipendenti e di tutti coloro che potrebbero rappresentare un pericolo per la vita pubblica”. Intanto si è appreso che nell’abitazione del giovane extraUe che ha confessato la partecipazione al delitto non solo sono stati trovati abiti intrisi di sangue, ma anche la scheda del telefonino di Loretta: l’ennesima prova schiacciante del suo coinvolgimento nell’orribile delitto. Da una prima visita compiuta dai medici dell’Istituto di Medicina Legale di Pavia la morte di Loretta va fatta risalire fra le 21.00 e le 24.00 di giovedì scorso. Ancora resta da capire la causa del decesso: una serie di bastonate o di sprangate, oppure di pugni violentissimi che hanno sfigurato l'impiegata, una ragazza a modo, "pulita", sentimentalmente legata ad un impiegato della Banca Popolare di Sondrio in una filiale Brianzola, Andrea Copes. Da capire resta anche il punto dove Loretta è stata avvicinata da chi poi la massacrata mettendone il corpo ormai privo di vita nel sacco dell’immondizia gettato in via Castello. Di certo la morte è dovuta a sfondamento cranico e sarebbe avvenuta dopo lunga agonia: verosimilmente Loretta quando è stata buttata nel campo di mais era ancora viva. Agonizzante, ma viva. E potrebbe essere stata uccisa perché i suoi aggressori temevano di essere riconosciuti. (Fonte Ticinonline)
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