Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 364.539.321
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 24/11/20
Merate: 62 µg/mc
Lecco: v. Amendola:42 µg/mc
Lecco: v. Sora: 34 µg/mc
Valmadrera: 41 µg/mc
Scritto Venerdì 21 settembre 2001 alle 15:36

SORPRESI A RUBARE RAME DALLA FANTIC MOTOR 

Li hanno arrestati mentre cercavano di trafugare fili di rame dai capannoni ormai dismessi della Fantic Motor di Barzago.
Nel primo pomeriggio di ieri, giovedì 20 settembre, introno alle 13.30, un'agente di dell'istituto di vigilanza privata La Vedetta Lombarda incaricato di sorvegliare lo stabilimento abbandonato, ha sorpreso un uomo all'interno del recinto che delimita la proprietà della Fantic. Sul posto ha chiamato i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Merate che, in collaborazione con i militari della stazione di Casatenovo, hanno fermato l'individuo sospetto. Dai controlli è risultato che l'uomo - K.G., di trent'anni - è di origine bulgara e non ha una fissa dimora.
Durante successive perlustrazioni nell'area per verificare eventuali altre effrazioni, i militari hanno sorpreso un secondo uomo all'interno della fabbrica, risultato poi essere complice del primo. Era intento ad asportare abusivamente cavi di rame depositati nei capannoni. I carabinieri hanno perquisito anche l'auto dell'uomo - M.D., quarantottenne di Como. Sulla Seat Toledo su cui erano infatti nascosti circa due quintali di rame il cui valore non è stato ancora stimato, anche se fonti non ufficiali parlano di circa 1 milioni 200mila lire.
I due sono stati arrestati in fragranza di reato per concorso in furto. I giudici del Tribunale di Lecco li hanno processati per direttissima questo pomeriggio. L'accusa, sostenuta dal Pubblico Ministero dottoressa Bove, è riuscita a far condannare i due a 6 mesi di carcere. L'avvocato difensore Sonia Bova ha però preannunciato che presenterà ricorso contro la sentenza e chiederà la scarcerazione dei due al Tribunale delle Libertà.
 
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco