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Scritto Domenica 23 settembre 2001 alle 10:59

CASO GRECO: MARTEDI’ IL DEPOSITO DELLA SENTENZA

PER L’AGGRESSIONE ALL’OLGINATESE CONDANNATO ANCHE MAURIZIO AGRATI DI AIRUNO7

Si conosceranno entro poche ore le motivazioni della sentenza che il 14 giugno scorso ha chiuso il processo di primo grado per il tentato omicidio di Franco Greco, il pregiudicato di Olginate accoltellato nella notte del 13 novembre del ’99 e poi abbandonanto, perché creduto morto, nella zona industriale di Olgiate Comasco. I giudici di Como stanno infatti per depositare le motivazioni della sentenza che ha condannato a 16 anni Maurizio Agrati di Airuno e Vincenzo Falbo di Valgreghentino, a 18 anni e un mese Vincenzo Visciglia di Cantù, a 13 anni e due mesi Roberto Valsecchi di Olginate e a 3 anni Nicola Fattobene di Cantù. Da martedì, infatti, sarà a disposizione degli avvocati il dispositivo di sentenza con tutte le deduzioni che il Collegio Giudicante (presieduto da Alessandro Bianchi) ha tratto per giungere alle pesanti condanne accogliendo in massima parte le tesi sostenute dal pubblico ministero Massimo Astori che, al termine della sua requisitoria del 22 giugno scorso, aveva sollecitato condanne per complessivi 75 anni convinto di aver dimostrato che quella sera Franco Greco rimase vittima di un vero e proprio tentato omicidio: “Solo per puro miracolo – aveva detto durante la durissima requisitoria – questo processo non si celebra in Corte d’Assise. Se Greco, pur ferito gravemente, non avesse avuto la forza di risalire l’angusto tombino (largo solo una sessantina di centimetri con all’interno una scaletta a pioli), di alzare il pesante coperchio che chiudeva lo scarico fognario dove era stato gettato, di percorrere prima 8 metri per raggiungere una stradina sterrata per andare a suonare al campanello della ditta “Boselli” e poi altri 548 metri per giungere fino al punto in cui, stremato, è caduto a terra ed è stato notato da un automobilista di passaggio che lo ha scambiato per ubriaco, di lui oggi non ne avremmo neppure una traccia. Volevano uccidere e farne sparire il corpo. E su questo non vi sono dubbi grazie alla oggettiva ricostruzione dei fatti”. Il tutto avvenne, almeno a detta della stessa vittima di quel drammatico episodio, per l’amicizia che l’olginatese vanta con Tonino Parisi, pregiudicato divenuto collaboratore di giustizia e per il quale Maurizio Agrati desiderava la morte. (Fonte Ticinoonline)
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