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Scritto Venerdì 01 febbraio 2013 alle 12:31

Rovagnate si dichiara formalmente pro-fusione con un odg. La situazione delle 'gestioni associate' nei comuni meratesi

Rovagnate dice sì alla fusione dei comuni: giovedì sera in consiglio comunale è stato discusso e approvato all'unanimità  l'ordine del giorno condiviso (clicca qui) inerente l'atto di indirizzo politico attraverso il quale è stata messa nero su bianco, la volontà esplicita di giungere alla creazione di un unico comune in Valletta. Tale volontà, mai nascosta né dai rappresentanti di "Impegno per Rovagnate" né dalla minoranza di "Rovagnate al centro" ed espressa chiaramente anche in campagna elettorale, è stata dunque sintetizzata in un atto formale con cui si è chiesto al consiglio comunale di procedere alla fusione, compatibilmente, ovviamente, con la volontà delle altre due municipalità coinvolte e dunque delle amministrazioni di Perego e Santa Maria a cui verrà chiesto dall'assise rovagnatese di esprimersi in tal senso, nei tempi che riterranno più opportuni. Niente imposizioni o volontà di accelerare il processo facendo pressione sulle controparti. Più semplicemente il voler esprimere, in sede consigliare e dunque in maniera ufficiale, un indirizzo politico, dal valore dunque importantissimo per il futuro della comunità così come spiegato dal primo cittadino Marina Galbusera che si è detta estremamente felice per questo ulteriore passaggio verso la fusione e verso la chiusura di un processo graduale di cui l'attuale situazione (l'unione dei comuni con l'associazione di tutte le funzioni) rappresenta il preludio.
A stimolare l'argomento era stata già la stessa minoranza che aveva presentato all'Unione una prima interpellanza (clicca qui) dove chiedeva spiegazioni sulla strada da intraprendere per la fusione. La risposta era stata che questo processo sarebbe dovuto avvenire tramite i consigli comunali dei tre paesi ragion per cui "Rovagnate al centro" aveva ripresentato l'interpellanza al comune di appartenenza (clicca qui). In virtù della delibera di ieri sera, l'interpellanza era stata ritirata e a questa ha fatto appunto seguito l'ordine del giorno condiviso.
Visto che il tutto dovrà comunque ancora studiato e affrontato "a tre", l'amministrazione di Rovagnate, prima di procedere da sola alla stesura dell'odg ha anche esteso l'invito alle altre due realtà interessate, per condividere un testo unito. La proposta è però stata declinata. Nel documento che è stato portato in aula giovedì, è comunque stato inserita la richiesta a Perego e Santa Maria di esprimersi sulla questione.
Perego, in realtà, martedì sera ha già preso ufficialmente posizione sulla questione grazie a un'interrogazione della minoranza di Pierangelo Sala e Joseph Bonanomi che esprimeva "preoccupazione" sul cammino della fusione. L'assise, allora, non avendo potuto né incontrarsi prima del consiglio né istituire una commissione ad hoc, ha proceduto ad analizzare l'interrogazione, arrivando a formulare un testo unitario e condiviso a favore di un cammino assieme che avrà come obiettivo proprio la fusione. "Constatato quanto emerso dalla discussione relativa alla mozione presentata dal gruppo Impegno e Concretezza per Perego" si legge nel documento finale "il gruppo stesso ritira la mozione in oggetto e concorda che venga messa in votazione la proposta condivisa dai gruppi consiliari di maggioranza e minoranza di avviare il processo di fusione tra i tre Comuni costituenti l'Unione qualora anche i Consigli Comunali di Rovagnate e Santa Maria Hoè esprimessero lo stesso intendimento".

Ma non è solo la Valletta (che senza dubbio, ad ogni modo, rappresenta il caso più avanzato) a marciare in direzione della fusione. Sulla stessa strada, anche i due Verderio  ma anche, in maniera meno "pubblica", Osnago, Lomagna, Montevecchia e Cernusco.
Vediamo però, prima di affrontare la questione caso per caso, la situazione globale.
Al 31 dicembre 2012, tutti i comuni sotto i 5.000 abitanti (nel meratese tutti tranne Merate, Olgiate e Calco) hanno dovuto, per leggere, arrivare alla gestione associata di almeno tre funzioni e il processo, salvo cambiamenti post-elettorali, dovrà procedere anche nei prossimi anni. Attualmente il Testo Unico degli Enti locali D.Lgs n. 267 del 2000 disciplina le forme associative e di cooperazione tra enti locali proponendo  la convenzione, finalizzata allo svolgimento in modo congiunto di funzioni e servizi determinati, le unioni di comuni, veri e propri enti locali costituiti da due o più municipalità di norma contermini e, nell'articolo 15, la fusione con la creazione quindi di una sola entità.
La scelta dell'una o dell'altra forma di gestione associata presuppone una diversa scelta strategica da parte dell'ente locale sia dal punto di vista politico che tecnico-gestionale. Politicamente la convenzione lascia pressoché intatte le singole realtà istituzionali ed è quella più semplice da realizzare; inoltre consente un approccio graduale all'esercizio associato. Essa tuttavia si caratterizza per una governance debole.
Dal punto di vista tecnico, oltre che dare attuazione agli accordi presi nella fase politica, bisogna fare i conti con la criticità della scarsa flessibilità dei modelli organizzativi e la difficoltà di una gestione dinamica delle stesse funzioni, soggette ai diversi input dei soggetti partecipanti alla convenzione. I comuni mantengono infatti la titolarità giuridica delle funzioni, delle risorse e del personale e questo complica non poco la gestione nella prospettiva dell'esercizio associato di tutte le funzioni fondamentali.
Non a caso la norma prevede che la convenzione duri almeno tre anni e che al suo termine gli enti debbano dimostrare di aver raggiunto, secondo modalità da disciplinare con un apposito decreto, un significativo livello di efficienza ed efficacia nella gestione, con riduzione dei costi.
Al contrario l'Unione diventa l'ente maggiormente in grado di assicurare una visione di governo strategica e una più efficiente ed efficace gestione delle funzioni e dei servizi comunali. L'Unione è dotata di una governance più forte rispetto a quella della convenzione con una propria autonomia statutaria e assimilata ai comuni per quanto attiene all'ordinamento finanziario e amministrativo.
La fusione, infine, come è ovvio, rappresenta la soluzione più "drastica".
Se per le convenzioni non sono previsti contributi, per le unioni e le fusioni sì. L'Unione dei comuni della Valletta, ad esempio, avrebbe dovuto ricevere 150.000€ (poi scesi a 60.000€ effettivi in quanto non è stato completamente finanziato il relativo capitolo di spesa) contro i 32.000€ previsti complessivamente invece se i comuni fossero rimasti "singoli", a fronte comunque delle spese sostenute per investire nella nuova struttura.

Lo scenario che si va ora delineando, nel meratese e che, come dicevamo potrebbe subire scossoni in base agli esiti delle elezioni politiche, vede quindi il seguente quadro:

- ROVAGNATE - PEREGO - SANTA MARIA:  tutte le funzioni in capo all'Unione dal primo gennaio 2012.

- BRIVIO - AIRUNO: convenzione per i servizi sociali, la gestione della raccolta rifiuti e la piazzola ecologica e la polizia locale (quest'ultima anche con Imbersago).  Le due amministrazioni si stanno confrontando per concordare eventuali passi da compiere insieme tanto che, nel volantino diffuso a Natale, per il tradizionale scambio di auguri, "Progetto Civico", gruppo di maggioranza briviese, già preannunciava la necessità di aprire un dibattito in vista di importanti scelte politiche che sarà necessario compiere.

- OSNAGO - LOMAGNA - CERNUSCO E MONTEVECCHIA:  convenzione per i servizi sociali, la polizia locale e il catasto. Voci sempre più insistenti,  indicano come comune volontà quella di procedere, in tempi forse rapidi, addirittura alla fusione dei comuni. Difficile pensare che ciò possa effettivamente realizzarsi anche perché Osnago e Lomagna saranno chiamati alle urne già il prossimo anno. Sarebbe quantomeno discutibile che le amministrazioni uscenti avviassero ora un processo che poi potrebbe andare a condizionare chi subentrerà alla guida di entrambi i paesi. In campagna elettorale, se non prima, sarà però necessaria la presa di posizione di ogni lista sulla questione, per chiarezza nei confronti dei cittadini che debbono essere preparati agli ipotetici prossimi passi. Al momento, poi, si registrano le difficoltà emerse con la gestione associata della polizia locale: al contrario di quanto avvenuto in altri paesi (Brivio-Airuno-Imbersago per esempio) non si è arrivati alla creazione di una sede unica e ancora permangono due "comandanti", senza aver raggiunto l'obiettivo di riduzione dei costi e avendo di fatto dilazionato su quattro comuni la presenza degli agenti.

- MERATE-ROBBIATE-PADERNO-VERDERIO SUPERIORE E INFERIORE: hanno associato la funzione di polizia locale, con Robbiate a fare da capo-convenzione.

- VERDERIO SUPERIORE E INFERIORE: hanno in comune l'ufficio tributi

A.M.
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