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Scritto Lunedì 04 ottobre 2010 alle 09:17

PARTORITO IL ''BOBOLINO'' E’ GIA’ VECCHIO E CHIEDE MOLTA UMANA CIVILTA’

Marco Casamonti
L'opera commissionata dal sindaco Dario Perego nel 1996 all'architetto fiorentino Marco Casamonti, iniziata nel 1999 e da questi presentata come un secondo giardino di Boboli è finita, pronta e ufficiosamente consegnata. L'area Monsignor Natale Basilico è accessibile. Se ne sono accorti in pochi perché c'è quasi l'imbarazzo di ammetterlo, ma è così. Quando questo accade non rileva che siano trascorsi 14 anni dal matrimonio d'intenti e 11 anni dall'inizio della gravidanza. Ne rileva che le balene sgravino impiegando  dai 7 ai 17 mesi e le elefantesse in 21.  Un'opera così originale, unica e complessa la si riceve, la si assimila e poi si  cerca di utilizzarla nel migliore e più completo dei modi. L'incarico ricevuto di " sistemazione di una piazza e per la costruzione di un parcheggio interrato e di un teatro all'aperto nel Comune di Merate", come si legge nel curriculum di Marco Casamonti, è concluso. Tutti, nessuno escluso, hanno motivo di  grande soddisfazione. Non è il caso di scomodare Dio o la Divina Provvidenza però. La parola fine arriva sempre e nel nostro caso  eccola qui, più o meno in coincidenza della fine del primo decennio del terzo millennio. Se verrà mai il giorno - e quanto verrà io non ci sarò più - che un parere, un complimento o una critica saranno espressi privi del pregiudizievole collare della collocazione politica o dell'insulsaggine di colui che la sera ha già dimenticato quello che ha scritto la mattina e pertanto il giorno dopo riscrive l'esatto  contrario, non vi è chi non veda nell'opera architettonica  di Casamonti quattro elementi cardinali di evidente fragilità. Il primo: l'opera nasce oggi, ma mostra tutti interi i suoi 11 anni di età. Si vede che alle strutture e ai rivestimenti ci hanno messo mano in troppi e dopo troppi intermezzi. Crepe, imperfezioni, umidità, ruggine, tacconaggi sono dappertutto. E' già  un'opera con le rughe. Il secondo: la forma labirintica piena di ombrosi anfratti suggerisce una costante sorveglianza. Il terzo: la manutenzione del verde delle irte scalinate e dei solarium up and down non sarà cosa da poco. Già oggi è incolta. La quarta e ultima: questo oggettivo capolavoro di architettura, che ha il mortale difetto di una indegna collocazione in ambiente meteorologico inadatto richiede, esige, implora molta, ma molta, ma molta umana civiltà. Va vissuto e trattato con delicatezza, con ordine morale e mentale altrimenti sarà un disastro. L'adiacenza di due Istituti scolastici mi fa tremare i polsi. Già oggi, che solo l'unopermille lo ha calcato, ho rilevato disseminazione di cicche di sigarette e carte di dolciumi. L'illuminazione è discreta, da separèe, quindi invogliante. Non ho visto telecamere, ma potrei sbagliarmi. Splendidi i parcheggi che sarebbe buona cosa rimettere all'uso gratuito la domenica e alle feste comandate se si vuole invogliare davvero l'utenza. L'opera è conclusa, ma ora devono intervenire gli artigiani decoratori. I pianori verde vanno minimamente resi fruibili. Deve aprire il caffè concerto, devono essere destinate le due grandi sale. L'aspetto triste è che in arrivo la brutta stagione e i grandi prati non devono essere calpestati perché l'erba è appena stata seminata la terra non è assestata. La piccola gradinata all'aperta del piccolo teatro all'aperto ha sedili d'erba pura. Ci si dovrà portare da casa il cuscinetto come allo stadio e non è garantito che dalla sovrastante strada non arrivino i rumori del traffico. Faccio una proposta folle. Una delle sale sembra perfetta per una sala da ballo con relativa sede di scuola da ballo. Accanto al caffè concerto sarebbe perfetta. Si vuole ridare colore e vita alle serate meratesi? Il ballo unisce, affascina e diverte e non ha età. C'è il parcheggio, c'è il bar e il salone dovrebbe assicurare una ragionevole insonorizzazione. Pensate: tante coppie di ogni età che escono la sera per ballare il loro ballo preferito. C'è chi volteggia in politica e chi al suono di un tango. Da oggi, grazie a Perego e a Casamonti a Merate c'è  posto per entrambi. Ora attendiamo una degna vernice. Idem per la scuola elementare. Entrambe le opere meritano l'attestato di cittadinanza, rughe a parte.
Alberico Fumagalli
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