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Scritto Lunedì 14 gennaio 2013 alle 08:43

AUGURI AI NEO CANDIDATI PURCHE’ SIANO CONSAPEVOLI CHE  IN PARLAMENTO NON CONTERANNO UN FICO SECCO

Ci ha preso gusto.  Minchia come ci ha preso gusto ! Sarà l'ultimo suo piacere, ma se lo vuole godere fino in fondo. Definito nano, per l'altezza, da chi lo disprezza si è accorto, alla veneranda età di 76 anni e 4 mesi, di essere circondato da una corte di nani veri nel ramo attrazione e si è sentito subito altissimo. Come quell'altro. Silvio Berlusconi sta facendo da solo la campagna elettorale del suo partito. Uno contro tutti. Dimagrito, imbellettato e di nuovo fidanzato. Salute, bellezza e famiglia. Dopo avere rifiutare gli inviti ad andare alle trasmissioni televisive gestite dai "conduttori di sinistra" senza peraltro rinunciare al pavido e insolente insulto  via telefono, è lui che oggi si propone, con insistenza anche. Non sazio, sfida a testa a testa in tv gli avversari politici e questa volta senza rete perché nelle precedenti occasioni aveva imposto una scaletta che evitasse ogni contraddittorio diretto. E' il canto del cigno del cavaliere, ma quanti versi!
Prendiamo l'esempio della serata da Santoro che ha riempito i giornali più del dimezzamento della spread. Quasi tutte le grandi penne d'oca che siglano le prime pagine  hanno dato vincitore il cavaliere. Lo staff di "Servizio Pubblico" gli ha addirittura riconosciuto il coraggio del combattente nato. Anche ieri Giannelli nella sua vignetta sul Corsera celebra l'immolazione del  conduttore delle più stimolanti trasmissioni di inchiesta/dibattito della TV degli ultimi venti anni per mano dell'uomo di Arcore.  Ma vincitore di che? Dalla sua bocca sono uscite panzane e prese per i fondelli senza ritegno. Fra un attimo vi do i tre esempi che mi hanno  maggiormente  infastidito. L'elenco completo lo trovate sui giornali di sinistra, non certo su quelli di Sallusti e Belpietro.  Quel che è fuori di dubbio è che Michele Santoro ha condotto la puntata con Berlusconi ospite esattamente come tutte le altre e, se proprio vogliamo, con un pizzico di cortesia di pazienza, e fino a quando Berlusconi ha letto il gobbo contro Travaglio, di rispetto in più. Questo, chi ha seguito almeno qualche puntata delle  precedenti edizioni di Anno Zero, Sciuscià, Moby Dick e Samarcanda, lo sa benissimo e quindi non si è meravigliato se Silvio Berlusconi ha retto l'impianto  classico della trasmissione  e sfoggiato un micidiale autocontrollo sino a pochi minuti dalla fine quando non è più riuscito a trattenere tutto il veleno, svelato sino a quel momento da una gamba accavallata che non riusciva a tenere ferma, da una bocca priva di saliva e da una camicia di forza contenitiva rigorosamente scura. Santoro e Travaglio hanno fatto quello che hanno sempre fatto. Nulla di più e di diverso. Il primo domande e controbattute, il secondo monologhi. L'ospite illustre ha parlato quanto ha voluto, ha detto quello che voleva dire, nessuno lo ha interrotto o gli ha parlato sopra. Tutto questo a dimostrare che i pregiudizi del cavaliere sull'uomo e sulla trasmissione erano infondati. Non  si è trovato di fronte  lecchini, ma neppure affettatori. Accortosi di questo si è messo a fare il gigione di sempre, a recitare il copione tipico di chi, in ambito teatrale, è definito  guitto di qualità con il "colpo di scena" della pinocchiesca lettera a Travaglio con l'elenco della cause civili che gli sono derivate dal suo modo di scrivere e di criticare. Ne hanno altrettante Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro e ne ha passata una brutta Alessandro Sallusti, ma che importa? Contano i peccati dei nemici non le macchie dei amici.
A "Servizio Pubblico" il cavaliere ha chiosato che mamma Rosa, prima di lasciarlo in questa valle di lacrime altrui, ha preconizzato che alla sua morte sulla tomba scriveranno. "Qui giace Silvio Berlusconi, uomo buono e giusto". E politico bugiardo dico io, ma bugiardo da quattro cotte, eh, non un pivellino qualsiasi. Ed ecco le tre bugie - tra le tantissime rivolte l'altra sera in tv ai milioni di elettori che evidentemente se le aspettano e se le meritano - che mi hanno rivoltato lo stomaco. Sulle altre ho riso come fa quello che ha la pistola puntata alla tempia e gli chiedono di esprimere l'ultimo desiderio restando immobile.

La prima.
Questo signore ha detto che la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri non gli  ha dato alcun potere effettivo e che potrà fare gli interessi del Paese solo se il popolo gli darà la maggioranza assoluta. Diversamente, come avvenuto nei suoi quattro precedenti governi, egli dovrà mediare con gli alleati anche la durata di una sigaretta.
Bugiardo. E allora perché si allea con la Lega e con le  frange fasciste se dovrà  poi, una volta al Governo, subire la paralisi delle loro correzioni, dei loro tentennamenti, della loro diversità di visione e di opinione? Perché non si presenta da solo alle elezioni con il suo Pdl e chiede al popolo di convergere tutti i voti su di esso?
Non lo fa per il potere, solo per il potere, perché questo signore considera l'Italia l'ultima e la più grande delle sue aziende ed è abituato a sentirsi dire "sissignore, ai suoi ordini", sempre e da chiunque. Se corre da solo perde e perde anche l'alleato nordista. Lui non vuole occuparsi degli italiani, vuole occuparsi dei posti di comando.

La seconda.
Questo signore si è lasciato andare a una lezioni di procedura parlamentare nei riguardi dei presenti in Studio e dei 9 milioni di telespettatori per dire loro che il suo Governo non ha potuto governare come lui avrebbe voluto perché la formazione di una legge esige un tempo non inferiore ai 400/600 giorni. Non possiamo intervenire tempestivamente perché il tempo dei disegni di legge tra l'andirivieni dai due rami del Parlamento e lo stravolgimento degli emendamenti proposti dai gruppi parlamentari  è quello.

Bugiardo, bugiardissimo. I suoi Governi, coma la stragrande maggioranza dei governi della prima repubblica che lo hanno preceduto, hanno sempre e solo deciso a colpi di decreti legge con l'aggravante del voto di fiducia che cristallizza l'intervento del Parlamento. I decreti legge sono testi di legge proposti dal Consiglio dei Ministri che entrano in vigore immediatamente e che il Parlamento deve ratificare nei 60 giorni successivi. Dal 2008 al novembre 2011 sono stati 80 i decreti legge presentati e approvati. Quasi due al mese. I disegni di legge vengono proposti su argomenti che non hanno contenuto di ordine economico e finanziario, sono lasciati in mano alle lobby e tirati fuori dal cassetto quando si tratta di rassicurare o promettere. Sono pizzini legislativi" che si spendono per attrarre voti o consensi.  La verità è che Il signor Berlusconi governa male perché l'Italia è l'ultimo dei suoi interessi e al suo principale alleato - la Lega - l'Italia non interessa un cazzo. Punto. La sinistra governerebbe peggio? Probabilmente si, ma è certo che il cavaliere governa da cane e allora può valere la pena cambiare razza.

La terza.

Questo signore ha detto di essere stato il Presidente del Consiglio che ha combattuto di più l'evasione fiscale. Bugiardo. Sotto i suoi  primi due Governi, quello del 1994 e quello del 2001 e mentre egli, forse, guardava altrove, il  ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha soffocato il Paese con la lava di condoni fiscali al prezzo di tre giorni in albergo in bassa stagione, con i quali ha sanificato gli anni dal 1989 al 1994  e dal 1997 al 2002. Dodici anni condonati a prezzo di realizzo. Ma è così che il signor Berlusconi combatte l'evasione fiscale a maggiore ragione se anch'egli, da industriale dell'editoria e della tv, ne gode i tangibili frutti. Il condono fiscale libera dai controlli della Finanza e affranca il non dichiarato.
Santoro gliene ha perdonate parecchie. Poteva ricordargli le leggi ad personam con i deputati a russare la notte in aula per approvarle in tempo, i "cucù" alla Merkel, il "kapo" a Shultz, l'illustrazione in tv delle grucce appendiabiti dondolanti e  bene in vista negli armadi delle nuove casette per i terremotati dell'Aquila, l'ironia dei leader europei, gli sbadigli diurni e le veglie notturne, il gesto delle corna, la promessa del milione di posti di lavoro, il rischio di una crisi diplomatica se Ruby non fosse stata "liberata" dalla Questura di Milano e l'abbandono della responsabilità di governo per implosione e inettitudine della sua maggioranza. Si è invece accontentato di sbattergli in faccia il "disprezzo" dei futuri alleati Tremonti e Maroni, quasi a volergli dire "Ma vai ancora con questi" ? Sarà stato rispetto per l'età, l'effetto del fascino dello smargiasso di lusso, oppure ha voluto che chi si lodava s'imbrodasse con le sue mani. La morale di quella trasmissione è che il signor Silvio Berlusconi ha dato prova di non sapere più cosa dire di nuovo. Dietro l'apparenza di una dialettica misurata, la sostanza del nulla assoluto. Non vuole che vinca la sinistra, ecco tutto. E la butta in chiacchiere, ramo nel quale egli riesce benissimo.
Allora, cari candidati vecchi e nuovi, giovanissimi, sportivi e attori, giornalisti e magistrati, anziani e adulti riproposti, riciclati o semplicemente pescati a sorte sappiate che la vostra elezione al Parlamento non vi conferirà alcun potere individuale. Conterete un fico secco. Il mandato parlamentare, che la Costituzione vuole sia esercitato in forma libera ed autonoma, rimarrà parola vuota e vacua sino al giorno in cui muterà radicalmente il sistema di formazione delle leggi. Finchè non si arriverà a sostituire all'attuale, schizofrenico metodo - con il quale in un unico, mastodontico e indigeribile testo si modificano decine di leggi - una formula che favorisca letture ed approvazioni monografiche di  testi singoli e completi, ciascuno di voi conterà  unicamente per la rapidità dell'indice a schiacciare il tasto del voto.
Il Parlamento deve lavorare meno e meglio. La legge non la fate voi, ma un  ristrettissimo manipolo di persone cui nessuno di voi è in grado di dire di no. Quindi, cari prossimi neo eletti, accontentatevi dell'esperienza che vi si prospetta, di essere chiamati onorevoli e  di godere di inviti e applausi. Accontentatevi di ricevere un ottimo stipendio mensile per lavorare poco, viaggiare parecchio e figurare molto. Vedete di resistere, per mera dignità personale, se sarete chiamati a fare gazzarra o ostruzionismo. Evitate cappi, fischietti e cori. Quelle due aule grondano ancora del sangue di coloro che le hanno conquistate.


Non cambierebbe il vostro status sotto un governo del centrosinistra. Sul punto voglio essere chiaro. Vedasi al riguardo la tetra e minimale campagna elettorale di Bersani che ricalca quella di Prodi. Se a destra abbondano le macchiette a sinistra non hanno residenza l'ottimismo e il buonumore. L'architettura della Repubblica è una estesissima ragnatela paralizzante nella quale rimangono impigliati gli insetti piccoli mentre quelli grandi la fondano. Il ricambio delle persone non significa nulla se poi si è chiamati a fare le belle statuine. Il potere, in politica, non è l'esercizio dei diritti, ma la sopportazione dei doveri. E il dovere è quello di essere chiamati a fare l'esatto opposto ( ?!?)  di quello per cui si è stati eletti. Oh, non lo dico io, lo ha detto Silvio Berlusconi a Michele Santoro, giovedì scorso davanti a 9 milioni di telespettatori.
Dopo che il cavaliere aveva confessato di non potere esercitare il  potere che gli era venuto dal popolo neppure con una maggioranza dei 70% dei voti, Santoro gli aveva detto "Ho capito, lei vorrebbe il cento per cento dei voti e magari chiudere il Parlamento, così può fare quello che vuole. Dopo il diluvio universale voluto da Monti ecco che arriva lei e come Mosè salva tutti con l'Arca....".  E il cavaliere  a rispondergli gigione con la mano destra infilata nel doppio petto come faceva Napoleone nella giubba "Ma nooo, non voglio dire questo...........". Lo ha solo pensato. Spero gli vorrete credere. Senza scordare che si era televisione dove, quando la realtà supera la fantasia, vince la fantasia. Che fa rima con bugia.
Alberico Fumagalli
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