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Scritto Venerdì 26 gennaio 2001 alle 15:56

"PRG NATO VECCHIO": SI DIA INIZIO ALLA REVISIONE

Un piano regolatore «vecchio» e allora l'amministrazione comunale, guidata da Gianluigi Cameroni, a pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale, si è già messa in pista per una revisione totale. In tal modo, finalmente, la giunta leghista potrà modificare a suo piacimento un piano regolatore ad essa sgradito.
Definitivamente approvato 4 anni fa, poco dopo l'arrivo in comune dello stesso Cameroni, la lunga storia del PRG era iniziata all'inizio degli anni '90. Tra ritardi, richieste di chiarimenti e trafile burocratiche varie, ci erano poi voluti sei anni prima che il più importante strumento urbanistico del paese venisse approvato.
«Non abbiamo mai nascosto che questo PRG non ci è mai piaciuto - confessa candidamente il primo cittadino. - Ma per non danneggiare ulteriormente i cittadini che per lunghi anni hanno atteso che il terreno di loro proprietà divenisse edificabile, non abbiamo voluto muoverci prima. A tutti coloro che avevano fatto delle richieste, abbiamo concesso 4 anni di tempo. Ora, è il momento di cambiare».
Cameroni non ritiene però che la decisione di sottoporre ad una totale revisione il PRG sia prematura. «In fondo, lo ripeto, questo piano è nato vecchio. Dal suo concepimento ad oggi sono passati 10 anni. Le esigenze del paese sono cambiate. E' quindi arrivato il momento di intervenire».
I maggiori interventi riguarderanno essenzialmente due comparti. «Per prima cosa cercheremo di eliminare dal paese tutte quelle aree che sono state destinate ad edilizia commerciale. Secondo il PRG attualmente in vigore, per esempio, tutta l'area del Tovo sarebbe destinata a zona commerciale. Una scelta davvero insensata, dal momento che i negozi in paese chiudono e certamente a Brivio non vi è l'esigenza di un supermercato. Se la gente vuole andare al supermercato, va a Merate, dove ha molta più scelta». Perfettamente in linea con gli intendimenti della Giunta, i proprietari hanno qualche tempo fa presentato un progetto che, stravolgendo completamente quanto previsto dal piano, prevede che sul totale dell'area Tovo sorgano il 90 per cento di appartamenti e il restante 10 per cento di centri commerciali.
«Il secondo proponimento - conclude Cameroni - è quello di continuare a soddisfare sempre più le esigenze della popolazione, sempre che rispettino tutte le normative».
Assolutamente contrari a tale atteggiamento la minoranza dell'«Incontro», guidata da Stefano Motta che, qualche mese fa, insieme a Marino Riva, capogruppo e unico consigliere di «Rifondazione Comunista», aveva firmato un documento diretto a tutti i cittadini nel quale si accusava la Lega di volere cementificare l'intero paese.
 
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