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Scritto Venerdì 14 dicembre 2012 alle 17:00

Riflessioni sulle diverse manovre economiche che vedono il Pil in caduta libera il disavanzo identico e maggiori esborsi per i cittadini

Caro Direttore,
il dibattito che si è aperto, anche sulla sua testata, derivante dai continui colpi di scena in politica nazionale e dalla perdurante situazione economica disastrosa, mi hanno stimolato a cercare di vederci più chiaro cercando di correlare l'andamento dei conti pubblici con le manovre economiche succedutesi dall'inizio estate 2011 (esplosione dello spread) ad oggi, nonché con i rispettivi protagonisti politici nostrani e della UE. Credo siano spunti interessanti e per certi versi sorprendenti.  
Prima manovra (Tremonti) - inizio estate 2011, a seguito del primo rialzo dello spread l'obbiettivo era il pareggio di bilancio entro il 2014, da conseguire con manovre incidenti per 5,6 miliardi nel 2012, per 24,5 miliardi nel 2013 e per 48 miliardi nel 2014. Tale intervento fu giudicato insufficiente dai mercati, e lo spread continuò a galoppare.  Ne seguì che il Governo di allora (Tremonti), in fase recessiva già evidente, si accordò con l'Europa per anticipare di un anno il pareggio di bilancio, ovvero entro il 2013. E quindi ....
Seconda manovra (Tremonti) - Settembre 2011, con ulteriori interventi per 23 miliardi nel 2012, 30 miliardi nel 2013 e 11 miliardi nel 2014. Complessivamente le due manovre ammontarono quindi a 28,6 miliardi nel 2012, 54,4 miliardi nel 2013 e 59 miliardi nel 2014. Nemmeno tale operazione fu sufficiente per tenere sotto controllo i mercati e conseguente dimissioni del Governo (Novembre 2011). Nuovo esecutivo dei tecnici  e fu ....
Terza manovra (Monti) - Dicembre 2011, per altri 20,5 miliardi nel 2012, 21,5 miliardi nel 2013 e nel 2014. Totale delle 3 manovre: per il 2012 miliardi 49,1 - 2013 miliardi 75,9 - 2014 miliardi 80,5. Ovvero complessivamente correzione negativa del Pil di 3 punti nel 2012,  5 nel 2013 e nel 2014. Tutto ciò avrebbe però consentito il pareggio di bilancio a partire dal 2013.
Nella realtà la recessione economica, alimentata nella correzione negativa del Pil dalle 3 manovre recessive indicate, ha annullato come prevedibile i risultati attesi. Infatti il disavanzo economico della Pubblica Amministrazione è rimasto invariato, secondo i dati oggi disponibili, intorno ai 59 miliardi. Le previsioni governative erano decisamente più ottimistiche. Ad inizio estate 2011 (Tremonti) per il 2012 era previsto un indebitamento della P.A. a 45 miliardi. A seguito delle prime due manovre (Tremonti) le stime vennero corrette in miglioramento fino a 25 miliardi. A fine 2011 (Monti), dopo la terza manovra, si prevede di arrivare a 19 miliardi con un miglioramento dell'avanzo primario (indebitamento P.A. al netto degli interessi) di 35 mld rispetto alle previsioni ante manovre. Già in questa fase il miglioramento di 35 mld è inferiore  ai 49 mld di incidenza della sommatoria delle 3 manovre nel 2012 (come visto in precedenza), per ben 14 mld, ciò per effetto della minor previsione di Pil, a seguito della recessione in corso, che riduce le entrate tributarie. Le successive previsioni di settembre 2012 (Monti), riportano l'indebitamento della P.A. nel 2012 a 41 mld e con un avanzo primario migliore di soli 6 mld rispetto alla situazione ante manovre. In pratica gli effetti positivi, originariamente stimati delle tre manovre in 49 mld, risultano evaporati per 43 mld a seguito della recessione. Le previsioni dello stesso Governo (derivanti dai numeri, non certo dalle dichiarazioni dei suoi rappresentanti) confermano in sostanza che la recessione, indotta in gran parte dalle manovre correttive, sta vanificando gli effetti positivi sulla finanza pubblica attesi dalle manovre stesse. La Commissione UE sembra invece soddisfatta che per l'Italia nel 2013 sarà raggiunto il pareggio "strutturale" di bilancio al netto dell'effetto del ciclo congiunturale. In parole povere siccome siamo in recessione, se non lo fossimo, a seguito delle 3 manovre di tasse i nostri conti pubblici sarebbero in equilibrio. Peccato che la recessione sia stata in gran parte indotta da tali manovre, come il progressivo calo del Pil continua a dimostrare. Al tempo ante - manovre (aprile 2011 - Tremonti) all'UE un disavanzo pubblico previsto nel 2012 al 2,7% sul Pil in crescita (modesta) non andava bene, mentre l'attuale disavanzo effettivo del 2,6% sul Pil (previsione settembre 2012 - Monti) con il Pil stesso in caduta libera, in gran parte per effetto di manovre fiscali, pare vada bene. A parole si dice che è cambiato tutto, ma i numeri dicono che è cambiato tutto per non cambiare nulla, con la differenza che per il 2012 stiamo sborsando 49 mld in più, 76 nel 2013 e 80 nel 2014.
Buona riflessione.   
Rag. Giovanni Corno
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