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Scritto Giovedì 30 settembre 2010 alle 08:51

Garbagnate M.ro: un Sindaco due ''compari'' e . . . un pollo

I colpi d'ala della democrazia

Quella delle " interpretazioni autentiche con effetto retroattivo " è uno dei sistemi di comodo meritevoli di attrazione al novero delle " porcate " di calderoliana definizione. Il caso interessa il comune di Garbagnate Monastero, ma domani potrebbe essere calato in quel di Merate. Quindi, meglio essere pronti. Garbagnate Monastero è a due passi. Ci si arriva in dieci minuti d'auto. Giunti alla rotonda di Bevera, si devìa verso destra e poi alla successiva rotonda sulla direttrice Barzanò - Oggiono si attraversa e a un tiro di schioppo ecco il piccolo paese con la Chiesa, il cimitero, il palazzo municipale e tutto quello che in umanità e mattoni compone una comunità.

Questa sera c'è consiglio comunale e si annuncia baruffa. E sarà baruffa di polli perché è per colpa o merito loro se gli amministratori si sono accapigliati al punto che il sindaco Angelo Cafagna ne ha dimissionati e sostituiti due. Prima del canto del gallo Pietro tradì Gesù tre volte. Qui il "tradimento dei due" sarebbe avvenuto dopo il canto del pollo, ma sempre di pennuti si tratta.

Andiamo per ordine però, perché è importante capire per poter condividere o dissentire.

Il comune di Garbagnate il 14 dicembre 2006 adotta con delibera 48 di consiglio comunale il Pgt (Piano di governo del territorio ex Prg, piano regolatore generale). Con l'articolo D14 disciplina gli allevamento zootecnici "vietandone l'esercizio su tutto il territorio, ad esclusione degli animali da cortile" che ammette senza limiti e confini.

Le reazioni al divieto assoluto non si fanno attendere. La Coldiretti di Lecco-Como ne eccepisce la costituzionalità e la Giunta fa una parziale retromarcia. Con la delibera 21 di consiglio comunale del 29 maggio 2007 di approvazione definitiva del Pgt la disciplina è riscritta nel senso di "vietare ogni forma di allevamento zootecnico su tutto il territorio, ad esclusione degli "animali da cortile", fino a una distanza di mt. 200 dalle zone abitate." Tradotto: animali da cortile ovunque, animali domestici diversi da quelli da cortile (bovini, ovini, caprini, suini) solo oltre i 200 metri dall'abitato.

Pausa di riflessione. Per Zootecnia s'intende la scienza che studia le tecniche di riproduzione, del miglioramento razziale, dell'allevamento e dell'utilizzazione di tutti gli animali domestici. Per animali da cortile s'intendono quelle specie che, all'interno della più ampia categoria degli animali domestici, per dimensione e utilizzo comune, si possono allevare all'esterno delle case rurali o delle case coloniche o in appezzamenti di terreno di dimensioni contenute e attrezzati alla bisogna. Parliamo di anatre, galline, polli, galli, conigli, oche, faraone, tacchini, piccioni, pavoni. Questi animali vengono allevati per produrre carne e uova per autoconsumo o per cessione diretta dal produttore al consumatore. E' questo un tipo di attività che nei decenni si è evoluto in dimensioni industriali, ma oggi è tornato in voga riassumenti tratti e contorni di piccolo cabotaggio.

A Garbagnate Monastero c'è un giovanotto che si è messo in testa di allestire un "allevamento amatoriale di razze avicole ornamentali". Si chiama Gino Villa e nel suo genere lo si potrebbe paragonare a un Armani o a un Valentino perché i polli che alleva sfilano in passerella. Gino vuole fare crescere polli da ornamento. Gira tutto un mondo nazionale e internazionale intorno ai polli da ornamento, ci sono gare, concorsi, trofei, pedigree. E Gino ha fatto quello che fa ogni cittadino che pensa che il diritto sia una cosa seria. Un anno fa è andato in Comune, si è fatto dare il Pgt, ha letto il contenuto dell'articolo D14, ha commissionato un progetto conforme alla vigente normativa urbanistico/edilizia/sanitaria/della sicurezza/dell'ambiente e l'ha protocollato in Municipio. Ed è scoppiato il caos.

Gino Villa
(immagine tratta da il pollaiodigino.com)

Il sindaco è saltato sulla sedia. Di sua volontà o su sollecitazione di qualcuno non è dato sapere. Angelo Cafagna ha scoperto all'improvviso di avere fatto scrivere ed approvare l'esatto opposto di quello che pensava e voleva. Lui gli allevamenti zootecnici non li voleva ne oltre e ancor meno entro i 200 metri dalla zone abitate e quando ha concesso deroga agli "animali da cortile" intendeva i pollai, le gabbiette, insomma quattro polli e due conigli così per gradire a Pasqua e a Natale. Ma il testo del Pgt dice l'esatto contrario, ovvero in via del tutto eccezionale ammette gli allevamenti degli animali da cortile anche entro i 200 metri dalla zone abitate. La questione è stata ampiamente dibattuta tra il dicembre 2006 e il maggio 2007, possibile che un tale grossolano equivoco sia scivolato via tra la disattenzione generale di tecnici, amministrativi e politici? Perché qui si tratta di lingua italiana, di significati lessicali univoci, Ci sono dizionari, tecnici, segretario comunale e ci sarà pure qualche dottorato o dottorando in maggioranza o no? Se non si sa leggere come si pensa di amministrare?

Invece è possibile, secondo la visione di Cafagna, il quale, nel solco del nessuno è perfetto e tutto è perfettibile basta volerlo, l'ha fatta breve. L'allevamento di Gino Villa, che è praticamente pronto, risulta all'interno dei fatidici 200 mt. Dopo avere chiesto scusa all'incauto, ingenuo cittadino avicoltore perché la colpa non è sua, ha convocato il Consiglio Comunale per il 3 settembre 2010 e ha proposto e fatto approvare una "interpretazione autentica con effetto retroattivo" dell'articolo D14 con la quale si afferma che l'intenzione è sempre stata quella di ammettere entro i 200 metri solo i pollaietti dei vecchietti buontemponi che vogliono risparmiare sui prezzi in macelleria. E' questa la "porcata". Vedremo se passerà il vaglio del Tar e del Consiglio di Stato. Il sindaco si spinge addirittura a definire come "dialettale" il termine "da cortile" e non si ferma neppure di fronte alla definizione storico-scientifica del termine "zootecnica", riducendola pro domo sua per stabilire - primo sia Italia che in Padania - che "produzione e sfruttamento" non significano mai "commercializzazione".

Il 3 settembre 2010 tra polemiche e disagi la norma di interpretazione autentica è stata approvata. Lei ha letto bene, ma noi abbiamo scritto male ha detto Cafagna a Gino Villa, ci scusi tantissimo. L'occasione è stata utile anche perché il sindaco si rendesse finalmente ( ! ) conto di essere circondato da qualche "fariseo". Nel caso specifico due assessori, di cui uno vicesindaco e li ha dimissionato. Angelo Cafagna deve sentirsi isolato, incompreso e sabotato se ha ritenuto addirittura di fare pubbliche scuse ai cittadini per l'inerzia che caratterizza la sua amministrazione sin dall'insediamento. E' come se avesse riconosciuto di essere stato pollo a fidarsi di alcuni dei suoi. Cosa deve dire Gino Villa che non solo si è fidato delle norme comunali, ma ci ha pure investito migliaia e migliaia di euro?

Alberico Fumagalli
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