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Scritto Mercoledì 12 dicembre 2012 alle 19:29

Aveva bevuto ma dopo il fermo dei Cc. L’imputato viene assolto

Si è concluso con l'assoluzione per il secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale il procedimento a carico di Fabio P. imputato per guida in stato di ebbrezza. Il giudice Gian Marco De Vincenzi infatti ha ritenuto non essere stata raggiunta la prova di colpevolezza e dunque per l'uomo si chiude, finalmente, una vicenda iniziata nel 2008 sotto la sua abitazione, costatagli la sospensione della patente per tre mesi, il costo del procedimento giudiziario ora concluso e il danno lavorativo dovuto all'impossibilità a utilizzare la macchina per il periodo sopraindicato.
Il processo, che aveva avuto anche momenti di ilarità nonostante la situazione comunque grave per l'imputato, era stato avviato a seguito della contestazione per l'articolo 186 del codice della strada, a seguito di un fermo da parte di una pattuglia di carabinieri effettuato a Bellano.
Fabio P. stava infatti facendo rientro il 3 febbraio 2008 a Bellano, in compagnia di amici con i quali avrebbe trascorso la serata nella propria abitazione. Arrivando in piazza aveva fatto "stridere" le gomme, attirando l'attenzione di una pattuglia di militari già impegnati nel controllo di un altro automobilista. Fabio P. aveva accostato e per ingannare il tempo (l'attesa si era poi protratta per quasi tre ore) era entrato nel vicino bar Arrigoni, luogo di ritrovo della compagnia. Qui aveva bevuto un Campari. Quando i carabinieri, terminata la precedente constatazione, erano passati al suo caso gli avevano fatto l'alcool test e a nulla erano valse le spiegazioni dell'uomo che il drink era stato bevuto successivamente al fermo e che l'automobile che era parcheggiata non sarebbe più stata mossa. Il superamento del limite di 0.50 grammi su litro di alcool nel sangue aveva fatto scattare il ritiro della patente per tre mesi e l'apertura del procedimento penale a suo carico. In aula erano sfilati diversi testimoni tra cui alcuni amici di Fabio P. e la barista che avevano confermato la versione dell'imputato e cioè che successivamente al fermo l'uomo aveva bevuto un Campari.
Avvalorando la tesi del pubblico ministero Pietro Bassi, il giudice Gian Marco De Vincenzi ha sentenziato l'assoluzione per il secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale.
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S.V.
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