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Scritto Lunedì 24 maggio 2010 alle 12:05

PGT Merate, Castelli: il Palazzo non condivide
il lavoro con Aula e città. Ha scelto il
buio, perdendo un'occasione

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Aldo Castelli


Il buio del Palazzo

Il dibattito in corso sul Piano di Governo del Territorio porta con s? due elementi altrettanto importanti. Metodo e contenuto o forma e sostanza. Ci sono alcuni atti di un`Amministrazione pubblica in cui questi due elementi sono altrettanto rilevanti. A prescindere dall`esito finale delle posizioni che le varie forze politiche assumeranno in sede di votazione. Dei contenuti del Piano nulla o quasi si sa. Salvo anticipazioni giornalistiche che, se confermate, smentiscono ampiamente le posizioni assunte in tutta la passata legislatura dalla Lega. Del metodo si sa tutto. Soprattutto si conferma una concezione della politica che vede al centro non i cittadini tutti ma coloro che hanno ricevuto pro tempo mandato a governare. Con l`aggravante, che dopo la riforma elettorale degli Enti locali, a Merate nessuna forza politica o alleanza elettorale ha mai ottenuto il consenso della met? pi? uno degli elettori. In sostanza la maggioranza dei cittadini non ha votato per l`Amministrazione in carica e chi governa lo fa in nome della pi? forte delle minoranze. Non ? cosa da poco e, dopo innumerevoli dichiarazioni a favore di partecipazione e trasparenza, questa consapevolezza, ammesso che ci sia, avrebbe dovuto suggerire agli Amministratori un percorso radicalmente diverso. Il massimo della partecipazione si esprime nelle Commissioni prima e in Consiglio Comunale poi quando per?, dobbiamo dirlo senza ipocrisia, le possibilit? di portare contributi che si traducano in cambiamenti sono modeste se non nulle. Non bastano gli incontri e le assemblee nella frazioni, organizzate peraltro in una fase molto preliminare, in cui per esperienza tutti sappiamo che ciascuno finisce per guardare al proprio giardino senza riuscire ad avere uno sguardo pi? ampio e di prospettiva futura come si dovrebbe esprimere attraverso il PGT . Nessun atto di indirizzo ai tecnici ? stato assunto in Consiglio Comunale. Questa Amministrazione sta cercando di accreditare l`idea che il PGT sia opera dei tecnici, quando si sa che cos? non ?. I tecnici, e fortunatamente nel nostro caso sono competenti, per lavorare bene hanno bisogno di conoscere la volont?, le aspettative, l`idea della citt? che gli Amministratori vorrebbero. Se questo ? stato fatto nessun contributo si ? potuto esprimere dalle forze di minoranza. Si sarebbe potuto seguire l`iter del piano in Commissione. Quante volte, nella passata legislatura, ho sentito l`attuale Sindaco lamentarsi per provvedimenti giunti in Consiglio senza l`esame nella Commissione competente. E ora niente. Pochissime riunioni, nessuna documentazione, pi? volte richiesta, se non qualche cartina. Eppure la Legge 12 per il Governo del Territorio prevede esplicitamente all`art.2: "il governo del territorio si caratterizza per: la pubblicit? e la trasparenza delle attivit? che conducono alla formazione degli strumenti". Sottolineo formazione, non presa d`atto un mese prima dell`adozione. Nessuno in coscienza, credo neanche i rappresentanti di maggioranza in commissione, n? la stampa e pubblico presenti, potranno sostenere di aver partecipato, o ascoltato indicazioni mediamente approfondite sulla formazione degli strumenti del Piano. In sostanza quello che finora ? mancata ? l`idea che al progetto della citt? dovrebbero partecipare tutte le forze politiche per esprimere le loro proposte e per ascoltare quelle della Amministrazione. L`essenza della democrazia liberale cui dice di ispirarsi questa Amministrazione si realizza nella volont? di mettere tutte le forze politiche, le Associazioni, la stampa, l`opinione pubblica intera nella condizione di esprimersi a favore o contro una proposta avendo avuto tutti gli elementi informativi per valutare. Ma forse questa ? una speranza ormai persa. Eppure, e qui voglio ricordare l`esperienza personale come responsabile politico del Piano Regolatore del 1994, proprio il rappresentante della Lega, dopo aver votato un documento di indirizzo portato in Consiglio, partecipato a molte commissioni in cui vennero illustrati tutti gli aggiornamenti del piano in termini di previsioni demografiche, di insediamento, di standard, di viabilit?, con tutta la documentazione cartacea disponibile, esaminate le istanze e le norme tecniche, nella disponibilit? di tutte le informazioni, vot?, anche polemicamente, contro. Questo io credo sia uno dei compiti di chi governa perch?, anche qui senza ipocrisia, le informazioni le ha chi governa, e senza sollecitazioni deve decidere se condividerle o meno. In questa occasione la decisione ? stata di non farlo.?? La luce del Piano di Governo del Territorio uscir? dalla camera oscura del Palazzo ma sar? un`occasione persa.

Aldo Castelli
capogruppo Merate Futura



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