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Scritto Domenica 11 novembre 2012 alle 15:48

L’ascesa di Beppe Grillo e la crisi dell’auto raccontano facce dell’Italia nei Paesi europei

L'ascesa del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, raccontato nella sua "diversità" rispetto al panorama politico italiano ma che non convince nel concreto con il suo programma, e la grave crisi del settore automobilistico rappresentata dalla "triste fine" della Lancia, parte del gruppo Fiat. Questi due gli aspetti del nostro Paese, molto diversi tra loro, che i quotidiani della Germania e dell'Inghilterra hanno raccontato nella pagine estere. La fama del comico che, con la sua "antipolitica" dal linguaggio colorito e imprese come la traversata a nuoto dello stretto di Messina, è giunta ben oltre i confini italiani e l'Inghilterra non manca di parlarne.
Nel contributo delle nostre collaboratrici ciò che si racconta dell'Italia nei due paesi europei:

di Sara Pinotti
Un comico a corte pronto a ribaltare i giochi di potere e a svelare tutti i segreti che i regnanti vogliono nascondere al popolo.
Un "fool" che si è fatto strada a suon di ricerche negli archivi più vergognosi della storia politica italiana e ha armato un esercito di cittadini senza alcuna esperienza governativa, che si sono ritrovati a ricevere più voti di quanto avessero mai sperato.
E' Beppe Grillo. Figura che per quanto si possa idolatrare o contestare non può che incuriosire la stampa fuori dall'Italia per la peculiarità della sua scalata verso Roma.
Grillo che ha attaccato sia i partiti di destra che di sinistra definendo, hanno riportato i giornali inglesi, Silvio Berlusconi come uno "psiconano" e Pierluigi Bersani come uno "zombie e un Gargamella".
Il comico che, una volta scacciato dalla tivù, ha riempito teatri e arene fino a entrare in quella politica tanto criticata fondando il Movimento 5 Stelle: un partito che si è fatto valere alle elezioni amministrative 2012 e che ha coronato le proprie aspirazioni regionali in Sicilia, dove Grillo ha cercato di conquistare il voto dei cittadini attraversando lo stretto di Messina a nuoto. (Il servizio del Guardian http://www.guardian.co.uk/world/video/2012/oct/10/italy-grillo-swimming-straits-messina-video).
La violenza del suo linguaggio e i Vaffanculo Day non potevano certo sfuggire alla stampa inglese, così come la vittoria nella regione siciliana con un candidato omosessuale.
L'Indepentent (http://www.independent.co.uk/news/world/europe/sicilys-first-gay-governor-opens-a-new-schism-between-italys-old-enemies-8262253.html?origin=internalSearch), e non solo, vi hanno dedicato un articolo riprendendo il Corriere della Sera: "Sicily, better known for its homophobic Mafiosi, macho aristocrats such as Giuseppe Tomasi di Lampedusa and conservative intellectuals like Giovanni Verga, had stolen a march on the north".
La Sicilia della mafia e degli uomini forti che non lasciano spazio alle donne ha stupito, quindi. Al di là dei riferimenti poco attuali, in particolare ai noti intellettuali italiani di più di un secolo fa, il punto per i quotidiani britannici è la presenza un governatore gay al Sud (senza dimenticare la Puglia e Nichi Vendola) e nessuno al tradizionalmente meno conservatore Nord.
Un'Italia ribaltata dal comico, quindi, lo ha detto anche lo stesso Grillo: "Se il nuovo governatore non ha nascosto la propria omosessualità è perché la Sicilia non è più quella di Verga, Pirandello e Brancati. Crocetta per i siciliani è come Vendola per i pugliesi mentre al Nord viene ancora perpetrato lo squallido e tribale ideale dell'uomo macho".


E così in una dichiarazione al Financial Times (http://www.ft.com/cms/s/0/0e998666-2116-11e2-babb-00144feabdc0.html#axzz2BjJsgdAX): "Stiamo occupando un vuoto che in altri paesi come la Grecia e stato riempito da nazisti ed estremisti. Siamo la risposta al governo parassita, alla corruzione. Prenderemo la nazione, a partire dalla Sicilia".
Ma da dove viene tutta questa convinzione e questo appoggio popolare, si sono chiesti i giornali del Regno Unito.
E' stato il Guardian (http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/oct/30/beppe-grillo-comedian-italy-five-star) a tracciare una cronistoria della scalata di Beppe Grillo nel mondo della politica, dimenticando però di riportare le numerose critiche che il comico ha ricevuto negli ultimi mesi nel panorama italiano.
Un genoano di 64 anni, ha scritto il quotidiano, dapprima noto e ardito comico della televisione italiana negli anni '70 e '80. Poi ‘he did something unthinkable', ha fatto qualcosa di impensabile: ha chiamato i socialisti di Craxi ‘ladri' ed è stato bandito dal piccolo schermo.
Da qui, ha ricordato il giornale, Grillo ha iniziato a sfruttare il potenziale di internet documentando "gli assurdi livelli dei contributi statali per neonati giornali politici e il disgusto per i diritti parlamentari alla pensione a vita, procurandosi un seguito che tende ad essere giovane e idealista".
Molti dei candidati del Movimento 5 Stelle, ha continuato il quotidiano, "non hanno esperienza politica. Sono però cresciuti nell'era di internet e lo usano come via esclusiva di comunicazione e ricerca di informazioni".
Per il Guardian il partito di Grillo è "postmodern and post-political", tratti che combina con un populismo anti politico decisamente ‘old style'.
Se a questo si aggiunge la venuta del governo tecnico in Italia e il passo indietro cui è stato costretto Silvio Berlusconi nel novembre del 2011, la stampa inglese non fatica a credere che il Movimento 5 Stelle possa avere acquisito nuovi adepti.
A partire dalle città prese alle elezioni amministrative fino alla regione Sicilia quindi dove "Five Star movement gained more votes than any other party and had 15 regional councillors elected".
Eppure neanche negli Uk è sfuggito un particolare: quello del programma elettorale di Grillo e i suoi che è stato definito come "interamente a visione negativa e poco realisticamente propositiva".
"The manifesto consists largely of a series of existing laws that will be abrogated on taking power, plus a bit of ecology (Grillo is almost messianic about the environment) and a good dose of euroscepticism".
Leggi da abrogare, attenzione all'ambiente dal messia dell'ecologismo e euroscetticismo: "It is not a programme for government".
Nonostante tutto il successo, ha concluso quindi il Guardian, pare proprio non si tratti di un programma per un futuro governo. La stampa inglese non ha salvato gli italiani neanche questa volta.

 


di Clarissa Colasanti
Lo scriveva il Frankfurter Allgemeine Zeitung, lo confermava il Süddeutsche: «Bella macchina in der Krise». A risentirne è anche il settore automobilistico, gli europei comprano sempre meno e gli italiani, dalla loro parte, hanno sempre meno voglia di nuove automobili, spesso troppo care. La vecchia auto rimane ancora quella preferita, da utilizzare il più possibile fino a quando proprio non si può fare a meno di rottamarla. A rendere meno competitivi sul mercato i prodotti europei sono proprio i nuovi marchi cinesi e degli Stati Uniti, che portano i Paesi da sempre leader nel settore a toccare valori minimi di percentuale. Soprattutto i paesi del Sud Europa come l'Italia, ha scritto il Faz, che ha toccato il -20%. A confermare che non è solo la storia delle auto che sembra essere destinata a cambiare è l'articolo dell'Handelsblatt «Der Auto-Gigant schwankt» - il gigante auto barcolla, ha titolato solo qualche giorno fa il più importante giornale economico, riferendosi successivamente a Sergio Marchionne e alla «kein Gedankenspiel» - nessuna mezza idea messa in campo per assicurare i produttori contro la crisi europea, nonostante il record di vendite negli Usa. Dito puntato alla Fiat quindi, che di mese in mese segnala sempre più una perdita nel numero delle vendite. Difficile ora prevederne un roseo futuro, si punta piuttosto alla sopravvivenza. Porte aperte quindi alle piccole monovolume, in primis la 500 e la Panda, nonostante, come ha riportato lo stesso giornalista «Kleine Autos, kleine Margen» - piccole auto, piccoli margini. Ma la strategia della Fiat sembra essere un'altra: consolidare la propria posizione dominante nei veicoli commerciali. Ulteriore novità degna di essere riportata anche sul Die Welt, la triste sorte della Lancia, storico modello di stile ed eleganza. «Lancias trauriges Ende nach 109 Jahren Schönheit» - La triste fine della Lancia dopo 109 anni di splendore, ha titolato il giornale. Dal 2015 infatti, in Italia non ci saranno più autovetture con questo marchio e il gruppo Fiat perderà quindi il suo gioiellino, innovativo già agli esordi. Ad annunciarlo lo stesso Marchionne durante la presentazione del bilancio del gruppo Fiat, dove a salvarsi sembra sarà soltanto la Ypsilon. Il Die Welt ne ripercorre proprio la storia, dall'esclusività dell'auto tanto sognata. «Was bleibt, ist das Markenlogo» - ciò che rimane è il logo, ha continuato il Die Welt; una magra consolazione confermata dalla futura unione al brand Chrysler. Sulle cause si è concentrato invece il Die Zeit, che ha definito la strategia della macchina di lusso attuata per seguire i rivali Mercedes, Audi e BMW, un vero ‘flop' in tutta Europa. «Einst Vorreiter, inzwischen unbeachtet» - una volta pioniere, ora ignorato, proprio a causa della mancanza di prospettive future e della non competitività rispetto alla classe compatta.

 

La Lancia diventa così, anche per il Financial Times Deutschland «Der Glanz von gestern» - lo splendore di ieri. Nonostante questo, si cerca di limitare i danni e soprattutto di evitare qualsiasi chiusura di uno dei cinque centri di produzione del Paese, anche se «Fiat-Motor stottert» - il motore Fiat balbetta. Quello della Lancia viene definito come un degrado inevitabile e sicuro anche dai principali giornali tedeschi come lo Spiegel che così ha titolato il suo articolo: « Mit Vollgas in den Tod» - a tutto gas verso la morte, o come il Kleine Zeitung che descrive la lenta morte della Lancia. Lo stesso viene fatto dal Faz, con un atipico titolo multilingue: «Lancia: Time to say Arrivederci?». Data per morta o quasi, negli articoli tedeschi l'autovettura si impersona, come se, destinata a scomparire, si trattasse davvero di un personaggio famoso. Se ne ripercorre la storia completa, con uno sguardo malinconico ad una tragedia con tradizione, come ha riportato il Faz. Lo stesso avviene nell'articolo dello Spiegelonline, in cui già il sommario si avvicina ad uno stile non poco poetico: « Einst war Lancia so sportlich wie Ferrari und so edel wie Rolls-Royce» - una volta era sportiva come la Ferrari e così nobile come una Rolls-Royce. E mentre quindi c'è chi si dedica al tributo completo, descrivendone gli esordi, gli anni migliori e la triste fine, con tante di foto storiche allegate, c'è chi più semplicemente, in quanto portale finalizzato alla protezione dell'ambiente, propone una drastica alternativa: «Bicicletta stand Fiat» - Bicicletta al posto della Fiat. Resta solo ora da capire quanti italiani siano disposti davvero ad accettare l'invito e a semplificare così una parte non certo irrilevante della loro storia.

Per ulteriori informazioni:
http://www.spiegel.de/auto/fahrkultur/lancia-der-lange-abstieg-einer-legendaeren-automarke-a-866058.html
http://www.faz.net/aktuell/technik-motor/lancia-time-to-say-arrivederci-11949141.html

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