Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 413.180.422
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Sabato 10 novembre 2012 alle 18:27

Mandic: tutti in fila per il calcolo del profilo di rischio cardiaco. La seconda edizione del Cardioday coinvolge oltre 300 utenti

Cardioday, che successo! Sono stati oltre 300 di cui almeno 160 solo al mattino, i cittadini che nella giornata di sabato 10 novembre si sono recati al San Leopoldo Mandic sottoponendosi volontariamente e gratuitamente a semplici "accertamenti" (quali la misurazione della glicemia e del livello di colesterolo) volti a calcolare il profilo di rischio cardiovascolare.

A sinistra il primario Stefano Maggiolini. In centro, tra alcune delle infermiere del reparto oggi "in servizio", il rad Michele Pirovano

Partecipate, inoltre, anche le mini conferenze a tema proposte durante la mattinata e "in replica" al pomeriggio dagli operatori della Cardiologia e i momenti di formazione "pratica" proposti dai volontari della Croce Bianca di Merate che hanno mostrato le elementari norme di pronto soccorso in caso di arresto cardiaco.

Insomma, la seconda edizione della Giornata Cardiologica è riuscita degnamente a bissare il già importate successo ottenuto alla "prima", due anni fa, intercettando un'importante fetta di utenti del nosocomio meratese e di semplici cittadini che non hanno perso l'occasione di poter fare un "mini check up" senza dover versare il ticket e di confrontarsi con il personale della struttura diretta dal dottor Stefano Maggiolini, impegnato anch'egli in prima persona per la buona riuscita dalla manifestazione che ha avuto quest'anno come tema cardine "le aritmie".

Prime a prendere la parola sono state le infermiere del reparto, già impegnate durante l'attività ordinaria a tenere brevi relazioni ai pazienti in riferimento alle loro patologie e a rispondere a tutti i legittimi interrogativi che il cardiopatico si pone alla ripresa della vita quotidiana dopo un ricovero in ospedale.

Parlando di scompenso cardiaco, divenuto negli anni la manifestazione clinica prevalente della patologia cardiaca con un importante incremento di ricoveri per questa causa, le operatrici hanno ribadito l'importanza di cambiare il proprio stile di vita, seguendo una dieta corretta, facendo attività fisica, mantenendo monitorati parametri come la pressione arteriosa, la glicemia, il colesterolo e il peso, smettendo di fumare...

Il pacemaker

Dopodiché è intervenuto il dottor Claudio Carbone, soffermandosi sulla la protezione cardiaca con pacemaker o defibrillatore. "Si distinguono due tipi di aritmie: quelle lente in cui il cuore batte più piano del dovuto  e quelle veloci o ipercinetiche" ha esordito specificando come per le seconde "la farmacologia ci viene incontro" mentre per le prime, oggetto della sua trattazione, "l'unico supporto viene dal così detto pacemaker".

Alcuni dei relatori. A destra il dottor Claudio Carbone

Il dispositivo, capace di regolarizzare l'impulso e quindi il battito cardiaco, viene applicato per contrastare diversi disturbi quali, giusto per citare i principali, la malattia del nodo del seno, il blocca atrio-ventricolo acquisito in pazienti adulti o dopo infarto miocardico, la fibrillazione atriale con bassa o alta risposta ventricolare, la sincope in sindrome del seno carotideo,  la sincope vaso-vagale... 

Inserito sottopelle, il pacemaker è collegato al cuore con uno, due  o tre fili chiamati cateteri, ancorati tramite "barbette" o viti. "Esso è in grado di recepire l'attività del cuore - ha proseguito il professionista in servizio a Merate - e genera attività sua, elettrica. I dispositivi più recenti sono anche in grado di capire se il paziente è in movimento, aumentando automaticamente la frequenza".

I volontari della Croce Bianca

Il Cardioday di quest'oggi si è quindi trasformato in un'importante vetrina per la struttura di Cardiologia i cui operatori si sono messi al servizio degli utenti del Mandic "giocandosi" il proprio sabato e dimostrando empiricamente la passione e la voglia di fare che caratterizza l'intera struttura. "Il nostro è un lavoro al servizio delle persone" ci ha spiegato il direttore Stefano Maggiolini. "Ci impegniamo sempre per poterlo fare nel modo migliore. Anche l'iniziativa di oggi, non costituiva un obbligo ma per noi è stata un'occasione".

Un'occasione che certamente ha richiesto un lavoro di preparazione, oltre ovviamente all'impegno effettivo durante tutto l'arco della giornata, trascorsa a diretto contatto con la gente, rispondendo anche alle tante domande giunte dal pubblico, segnale evidente dell'interesse suscitato dall'iniziativa. "La nostra è una realtà buona che ha saputo conquistare la fiducia dei pazienti" ha poi proseguito Maggiolini evidenziando come "la maggior parte delle cose che si possono fare nell'ambito della Cardiologia, si possono trovare da noi".

Da sempre forte di una Unità di Cura Coronarica tra le prime create in Italia e specializzata nel trattamento  dello scompenso cardiaco tanto da aver messo a punto uno specifico protocollo coinvolgendo anche l'Asl e i medici di medici generale, la struttura meratese risulta perfettamente inserita nel Dipartimento "Cuore" dell'Azienda ospedaliera lavorando "spalla a spalla" con l'analoga struttura di Lecco tanto da avere, giusto per fare un esempio, un'emodinamica unica, con lo stesso gruppo di operatori che interviene sia al Mandic che al Manzoni e riuscendo quindi a offrire al territorio risposte che troppo spesso, nel passato, venivano cercate dagli utenti in altre realtà.

A.M.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco