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Scritto Sabato 25 settembre 2010 alle 17:24

Merate: cord brothers sbarca su internet. Al Mandic è attiva la donazione eterologa del cordone. Il 15 un incontro a Cernusco


"Ciò che ha nutrito una vita, può ancora dare vita".
Parte un po' da questo slogan, utilizzato dalle ostetriche di Merate per raccontare il significato e il valore della donazione del cordone ombelicale, il progetto "Cord Brothers". Un'idea nata dal basso, come si suol dire, da alcuni genitori che hanno accolto e fatto proprio questo gesto nel momento più bello di una famiglia e hanno deciso di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni affinché quella che è e che resta sempre una scelta personalissima e insindacabile dei genitori, possa tuttavia essere condivisa o quantomeno nota al maggior numero di persone. Partito nel 2009 il progetto è riuscito a catalizzare su di sé  l'attenzione di tre amministrazioni comunali che si sono mostrate particolarmente sensibili e hanno deciso di appoggiare nei fatti questa iniziativa. L'attivismo di questi genitori ha fatto da motore propulsore accelerando un processo già in corso ma che, probabilmente, avrebbe avuto tempi più lunghi e così oltre all'ospedale di Lecco ora anche il Mandic di Merate è in grado di offrire alla partoriente la possibilità di donare il cordone ombelicale. Sabato pomeriggio è stato presentato il sito dell'associazione www.cordbrothers.it dove è possibile trovare materiali, spiegazioni scientifiche, riferimenti, testimonianze per aiutare meglio e bene chi decide di mettere in atto questo gesto, assolutamente gratuito e indolore per la mamma e per il neonato. Il 15 ottobre, poi, a Cernusco Lombardone presso il cinema dell'oratorio alle 20.45 si terrà un incontro aperto al pubblico con  la presenza del dottor Paolo Rebulla, ematologo, responsabile della Milano Cord Blood Bank (banca pubblica delle staminali cordinali), praticamente il padre della donazione eterologa, dell'ostetrica Rosy Melesi e di una coppia di recenti donatori.

A sinistra alcuni genitori promotori del progetto, il sindaco di Osnago Paolo Strina
e l'assessore ai servizi sociali di Merate Emilio Zanmarchi


Qui i partecipanti avranno la possibilità di apprendere tutto quanto c'è da sapere sulla donazione del cordone ombelicale, sulla valenza e insostituibilità delle cellule staminali per la cura di malattie incurabili e sulla importanza di come un gesto gratuito messo in atto da più persone può concorrere a creare una "banca" per andare incontro a chi la vita mette al muro con il dolore più grande, quello di un bambino sofferente. Le staminali cordonali, infatti, servono principalmente per malati con un peso corporeo inferiore ai 50 kg, dunque bambini e adolescenti. E proprio lo stesso logo dell'associazione, un bimbo che "lancia" una corda in aiuto di una bambina più grande, racchiude in sé l'idea di un aiuto che può venire solo da una vita appena sbocciata. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Osnago Paolo Strina e dall'assessore ai servizi sociali di Merate Emilio Zanmarchi che hanno lodato la spontaneità dell'iniziativa che ha portato a risultati concreti con il coinvolgimento delle istituzioni e l'accelerazione del processo per l'attivazione del servizio al Mandic di Merate.
Per scaricare il volantino della serata del 15 ottobre clicca qui.
S.V.
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