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Scritto Domenica 04 novembre 2012 alle 19:40

Il commento: ricorrenza disertata. Forse sarebbe meglio una sola cerimonia per zona

A giudicare dalla partecipazione la ricorrenza del 4 novembre non interessa ormai più a nessuno. O quasi. E da anni. Certo, a furia di volersi distinguere il Sindaco di Merate, che svolge l’intervento commemorativo quasi alle 13 , ha dato una bel contributo alla causa del disinteresse cittadino. Ma evidentemente è la ricorrenza in sé a non suscitare più quella partecipazione che si riscontrava fino a una ventina d’anni fa. Oggi ci si è messo pure il maltempo. Così in un paese è saltata la sfilata, nell’altro il saluto del primo cittadino. E del resto pur senza alcun valore scientifico si può dire che sono pochi coloro che sanno esattamente che cosa si festeggia il 4 novembre. Un giorno della memoria per celebrare la vittoria dell’Italia contro gli austroungarici, l’unità del Paese, la festa delle forze armate. Un po’ di tutto ciò ma chiedendo qua e là tra Merate e Brivio solo pochissime persone tra le poche presenti alle cerimonie hanno dato una risposta corretta. I più non ricordano o sanno che si festeggia a 94 anni di distanza soltanto la fine della prima guerra mondiale.
A questo disinteresse collettivo però, purtroppo, fa da contraltare l’impegno di ciascun comune che per assolvere il rito mette in campo mezzi e uomini oggi rari e preziosi. Sarebbe quindi opportuno ricorrere alla formula utilizzata da anni in Valletta per commemorare il 25 Aprile: il corteo a rotazione, un anno ciascuno, a Rovagnate, Perego e Santa Maria Hoè. Ecco i comuni del circondario meratese, casatese e oggionese, ma pensiamo tutti i circondari lecchesi potrebbero accordarsi e organizzare una sola imponente manifestazione per ridare un senso partecipativo a una commemorazione in gran parte ignota e ignorata cui partecipano con viva emozione le associazioni militari, gli alpini in particolare, quelle di pubblico soccorso, i vigili del fuoco, la banda sociale e qualche altro sodalizio. Con una logica rotativa cercando soprattutto di coinvolgere le scolaresche, normalmente assenti e ancor più del tutto disinteressate a una ricorrenza di cui neppure il nonno ricorda esattamente la ragione.
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