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Scritto Mercoledì 17 ottobre 2012 alle 17:10

Merate: un Sindaco inadeguato per iniziative culturali di altissimo profilo

L'arroganza crescente, francamente ormai irritante, di Andrea Robbiani ha subito martedì sera una  durissima batosta dal pubblico che gremiva l'aula magna del Polo scolastico delle superiori: una selva di fischi si è abbattuta sul primo cittadino di Merate in risposta alla sua affermazione di essere lì, su quel palco, quale "padrone di casa". Una scena imbarazzante. Una figura inqualificabile. Robbiani, oltre al resto, ha dato prova di ignoranza istituzionale in quanto l'istituto scolastico superiore è di competenza provinciale non comunale. Pertanto era un ospite come tutti gli altri. Ma questa battuta è stata solo la punta dell'iceberg del comportamento di questo quarantenne che senza essere ancora candidato a Regione o Parlamento già si è elevato a politico di razza per il solo fatto di frequentare la sede di Via Bellerio ed essere il sottopancia locale del segretario lombardo Salvini. Il video che abbiamo messo in onda nei servizi accanto non necessita di troppe parole. Ci ha pensato il giudice Calabrò a rappresentare l'assurdità della situazione che ha visto sul palco un incolpevole e smarrito professor Galli invitato da Robbiani a partecipare all'incontro sul tema mafia e legalità al solo scopo di "bilanciare" il relatore di punta, Nando Dalla Chiesa. Il professor Galli ha ammesso di non avere nozioni particolari sul fenomeno mafioso ma di essere un docente di storia delle dottrine politiche e che lì sul palco ci era salito soltanto su richiesta del Sindaco di Merate. Difatti il suo intervento è durato all'incirca 5 minuti su una serata che è andata avanti per quasi tre ore. Una figura imbarazzante e del resto imbarazzato è apparso con chiarezza lo stesso docente. Ma nulla rispetto alle esternazioni di Robbiani che ha davvero fatto arrossire di vergogna gran parte dei meratesi presenti. La cronaca della serata è ricca di particolari, quindi non è il caso qui di esemplificare. E' invece il caso di chiedere agli assessori presenti se non sentano il bisogno interiore di prendere le distanze da queste esternazioni. Nando Dalla Chiesa non ha alcuna necessità di essere controbilanciato: è uno scrittore, un profondo conoscitore del fenomeno mafioso, un docente universitario, un uomo delle istituzioni e perché no, il figlio del generale Carlo Alberto, ammazzato dalla mafia a Palermo. E certamente è cresciuto nel rigoroso rispetto dei ruoli e nel più alto senso dello Stato insegnatogli dal padre. La pretesa di controbilanciarlo con un esponente si ritiene vicino alla Lega Nord dà l'idea, senz'altra prova, di come si possa essere piccoli, ma davvero piccoli quando ci si mette in testa di essere dei grandi. Il risultato di questo capolavoro è stato che il professor Galli ha subito un'immeritata mortificazione mentre il professor Dalla Chiesa ha giganteggiato con una lezione di straordinario spessore civile e sociale. E il signor Robbiani? Ha collezionato un'altra figura pessima. La terza in poche settimane. Ma è comprensibile. Ormai il suo interesse è rivolto alla carriera politica, per quanto si affanni il segretario cittadino Centemero a negarlo. I problemi della città vanno in secondo piano. E con essi anche i diritti dei consiglieri comunali, in particolare quelli del Pdl, che attendono di conoscere le reali intenzioni del primo cittadino. Perché presentarsi alle elezioni amministrative dopo un commissariamento seguito allo scioglimento anticipato del Consiglio vuol dire andare incontro a una sconfitta sicura.
Claudio Brambilla
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