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Scritto Sabato 06 ottobre 2012 alle 10:30

Merate: vive in città il 'capo' dei fedeli italiani della 'Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni', religione di Romney

La famiglia al completo

Mormone. Un aggettivo in questi mesi usato spesso in riferimento a Mitt Romney, candidato repubblicano alla successione di Barack Obama quale presidente degli Stati Uniti. Un aggettivo "vuoto di contenuti" per i più o interpretato, in maniera erronea, come sinonimo di ultraortodosso e quindi tradizionalista. Se pochi dunque conoscono tale confessione religiosa, la cui denominazione esatta sarebbe "Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni", ancora meno sono a conoscenza della presenza, proprio a Merate, della massima autorità tra i mormoni d'Italia. Si tratta di Alfredo Gessati, insegnante in pensione, coordinatore dei 24.560 fedeli italiani, 5.480 dei quali presenti in Lombardia suddivisi in 15 congregazioni presenti in 13 città. Sbagliato però chiamare il signor Gessati "vescovo" anche se effettivamente vescovo lo è stato davvero: le cariche all'interno della comunità, infatti, vengono distribuite a rotazione e, tutti gli uomini meritevoli, sono chiamati al sacerdozio, in forma laica, ricevendo quindi a titolo completamente gratuito incarichi all'interno del proprio rione (l'equivalente della parrocchia cristiana) e quindi del proprio "palo" (termine con il quale viene indicata la diocesi facendo riferimento alle Sacre Scritture e dunque ai pali che sorreggevano la tenda di Sion, la Chiesa delle origini a cui i mormoni fanno sempre riferimento).

Alfredo e la moglie Marinella

In tutto il mondo, dove gli appartenenti alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni sono circa 14 milioni concentrati in massima parte tra l'America del Nord e quella del Sud, sono presenti 138 templi: "ne stiamo costruendo una anche a Roma" ci ha spiegato Gessati riferendo che sarà pronto nel 2014. "Noi ci troviamo però in cappelle sul territorio, dove svolgiamo le nostre riunioni e le nostre attività". A Merate, per esempio, la "sede" si trova presso "al Ceppo", sulla Statale che conduce verso Cernusco.


"La famiglia è per noi il nucleo fondamentale" ha spiegato il meratese accogliendoci nella sua abitazione a Cassina con la moglie Marinella, madre dei suoi sette figli che a loro volta gli hanno dato ben sedici nipoti cui se ne aggiungeranno presto altri tre "Per famiglia intendiamo quella tradizionale, non dunque le unioni gay, fondata sul matrimonio che, per noi, non si scioglie nemmeno dopo la morte". L'unione tra i coniugi, il "suggellamento",  è infatti "per l'eternità", sancito con un doppio rito, dapprima in cappella e poi nel tempio per la consacrazione definitiva. Non stupisce dunque che il divorzio, seppur tollerato, venga visto come "una specie di fallimento" che si cerca di evitare anche attraverso corsi appositamente dedicati agli sposi. La domenica è dedicata all'attività didattica (dopo la riunione) rivolta a grandi e piccini, divisi per fasce di età e affidati a delle guide con le quali vengono studiate le Scritture e affrontati, di volta in volta, temi diversi. Il signor Alfredo, per esempio, per lunghi anni è stato proprio formatore all'interno del sistema educativo della sua Chiesa, sistema che ha messo a punto un "programma di benessere" per i fedeli per "crescere equilibratamente" a livello fisico, emotivo, culturale, professionale...


I mormoni non bevono alcool, non fumano, non fanno sesso prima del matrimonio e non fanno uso di droghe: "è la così detta parola di saggezza: evitiamo tutto ciò che può creare dipendenza" spiega Alfredo che svela anche altri particolari curiosi legati alla sua comunità. "E' stato messo a punto un programma di ricerca genealogica, il "family source", a disposizione di tutti, mormoni o meno, in cui sono contenuti milioni di nominativi, attraverso il quale ricostruire intere famiglie. Noi, per esempio, siamo tornati indietro fino al 1730 scoprendo cose davvero interessanti, emerge infatti una realtà affascinante. Si scopre ad esempio che qualche antenato è morto per "consunzione". Cosa avrà mai voluto dire chi ha compilato i registri?". "Per gli antenati organizziamo delle cerimonie" aggiunge Marinella "Il battesimo o il suggellamento... Loro ovviamente possono accettare o meno questi riti". Accanto a questi aspetti legati alla storia e alla ricerca delle origini, vi è poi tanta beneficenza. "Una delle attività principali della nostra Chiesa è l'aiuto umanitario" prosegue il coordinatore italiano "Nel mondo possediamo fattorie e fabbriche che producono cibo che poi, secondo le necessità, viene distribuito ai bisognosi. Ai mormoni viene riconosciuta in questo senso una grande capacità di intervento, caratterizzata dalla velocità. L'uragano Katrina non si era ancora abbattuto e già i nostri camion erano alle porte di New Orleans. In Italia siamo intervenuti a seguito dei recenti terremoti a L'Aquila e in Emilia: siamo stati tra i primi ad arrivare. Mancava l'acqua: nel giro di tre ore c'erano due camion in strada". Tutto ciò viene finanziato dai fedeli: "Abbiamo rinunciato all'8 per mille. Ogni membro della Chiesa però paga una decima. La paghiamo prima di tutto perché per noi è un'operazione spirituale, non un'operazione aritmetica".


"Una volta al mese poi saltiamo il pasto per l'Offerta del digiuno" sottolinea poi la signora Marinella
Di tasca propria, ogni famiglia sostiene i due anni di "missione" a cui sono chiamati i figli maschi giunti ai 19 anni. "Non si tratta di un obbligo, è un impegno morale: andare a predicare il Vangelo, mettendosi al servizio degli altri, in un Paese diverso dal proprio, senza possibilità di avere contatti con la propria famiglia se non a Natale e alla Festa della Mamma. Due nostri figli sono andati in Inghilterra, uno in Grecia: è il presidente a decidere dove inviare i ragazzi per il lavoro missionario. Anche le ragazze, all'età di 21 anni, possono decidere, se lo vogliono, di partire volontarie".
Il sacerdozio, in ogni caso, è prerogativa esclusivamente maschile anche se la donna, all'interno della comunità, non è considerata subalterna come indicato nel "Proclama al mondo" in cui sono descritti i precetti fondamentali. Le giovani vengono così invitate a studiare (per cultura personale e perché nella vita non si sa mai cosa può succedere all'uomo) anche se poi viene consigliato loro di prendersi cura dei figli, essendo le famiglie solitamente molto numerose. "Crescere tanti bambini è sicuramente faticoso ma anche una grande opportunità. Penso che una famiglia così grande abbia costituito una forma di protezione per i nostri ragazzi. E poi quando mettiamo il Signore al primo posto, ci apre tante strade". I Gessati non considerano dunque una fortuna il fatto che il signor Alfredo, abbia trovato, dopo la nascita di ognuno dei suoi 7 figli, un lavoro migliore o che due dei suoi "pargoli", dopo due anni di missione, lontano dai libri, abbiamo entrambi superato brillantemente test ultra selettivi per accedere al Politecnico di Milano: "non ci consideriamo fortunati ma benedetti!" spiegano.

Il candidato Mitt Romney

Una battuta infine sulle presidenziali in America, fonte del risalto mediatico che sta avendo in questo periodo la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni. "In quanto mormone, se vivesse in America voterebbe quindi Romney?" chiediamo. "Essere mormone non significa essere repubblicano" la risposta.
Alice Mandelli
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