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Scritto Giovedì 27 settembre 2012 alle 19:39

Malgrate: padre a processo per atti sessuali con la figlia. In aula testimoniano le insegnanti

Atti sessuali con minorenne (art. 609 quater cp). Questa l’accusa a cui è chiamato a rispondere L.J., cittadino cinese, residente a Malgrate, comparso quest’oggi, difeso dall’avvocato Vito Zotti, dinnanzi al collegio giudicante del tribunale di Lecco. Ad accusarlo è la figlia maggiore verso la quale  avrebbe assunto, fino al 2010, anno dell’avvio di questa vicenda giudiziaria, atteggiamenti  che andavano ben oltre il naturale legame genitoriale, arrivando addirittura ad avere almeno un rapporto sessuale con lei. Questo quanto emerso dalle testimonianze rilasciate dinnanzi ai giudici dalle insegnanti che per prime hanno raccolto lo sfogo della giovane. Dopo aver subito le “attenzioni” del padre per anni, la ragazzina avrebbe infatti trovato la forza di confidare il suo tormento solo nel settembre del 2010 quando, accompagnando una cuginetta alla scuola media di Malgrate, incontra la professoressa Maria Cristina N., sua ex insegnante. “Era visibilmente agitata” ha raccontato la prima teste. “Aveva le lacrime agli occhi. Le ho chiesto se si trattasse di qualche cambiamento fisico. Mi ha risposto “no, si tratta della mia vita””. Data questa risposta, di per se emblematica, la giovane immigrata, stando sempre al racconto reso dalla professoressa, le avrebbe poi spiegato di essere stata “toccata” più volte dal papà, di notte, in assenza della madre. Sconvolta da quanto sentito, l’insegnante le ha quindi chiesto di tornare una seconda volta, per un’ulteriore chiacchierata in presenza della collega Teresa P., comparsa anch’ella in aula questa mattina. “Il papà mi ha fatto la cosa” avrebbe quindi risposto la ragazza, all’epoca appena quindicenne, alla domanda diretta posta da quest’ultima nel corso del secondo colloquio programmato pochi giorni dopo la prima visita a scuola. Quesito dopo quesito, la studentessa avrebbe quindi riferito alle due professoresse di essere vittima di comportamenti inaccettabili da parte del genitore dalla prima media, da quando cioè aveva 11 anni e di non aver mai denunciato il fatto per timore di far del male alla madre e preoccupata di non poter più rivedere i fratellini. “Era consapevole di cosa avrebbe comportato la sua denuncia” ha poi dichiarato la dottoressa Francesca D., psicologa presso l’istituto professionale frequentato al tempo dalla ragazzina. Dopo aver infatti parlato con le insegnanti della sua ex scuola media, la piccola cinese, sempre a inizio settembre 2010 si “apre” anche con lei: “si era presentata in ritardo alla prova per il recupero di un debito” – ha dichiarato. “L’ha accolta una mia collega, insegnante di economia (la prof. Giuliana V., ultima teste sentita oggi dai giudici ndr). Piangeva e così l’ha inviata da me per un colloquio nel quale mi ha raccontato di aver ricevuto richieste sessuali dal padre”. Singhiozzando, dunque, la presunta vittima avrebbe così raccontato alla psicologa scolastica “di non essere più disposta a continuare in questo modo”, di voler andare via di casa, di non trovare “normale” l’atteggiamento del padre che le faceva le stesse richieste che rivolgeva alla madre, di provare “una sensazione di sporco nel comportamento del papà che andava oltre il rapporto padre-figlia”.
Al banco, è poi stato chiamato, dal pm Paolo Del Grosso anche il professor Francesco T., preside della scuola media di Malgrate al tempo dei fatti in questione che, a quanto già spiegato dalle insegnanti ha aggiunto anche un fatto precedente all’intera vicenda: “quando era in prima media, la ragazzina si addormentava in classe, come se andasse a letto molto tardi la notte. Abbiamo fatto una segnalazione ai servizi sociali. E’ emerso che lavorava di notte, in un’attività nel contesto famigliare. Negli anni successivi, non si sono più verificati episodi di questo tipo e la cosa non ha avuto seguito”.
Proseguirà invece il prossimo 17 gennaio il procedimento a carico del padre con l’audizione di altri tre testi  del pm e probabilmente con l’esame dell’imputato. Il 7 febbraio invece, inizierà la sfilata delle persone citate dall’avvocato Vito Zotti.
A.M.
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