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Scritto Martedì 18 settembre 2012 alle 12:46

Alex Bartolo, una notte nella casa di Battisti respirando...emozioni

Ha fatto della sua musica la ragione di vita e ora la partecipazione al premio Poggio Bustone, paese natale di Lucio Battisti, le ha dato la possibilità di toccare con mano non solo l'atmosfera impregnata del grande cantautore ma anche di condividere alcuni pezzetti di storia famigliare. Alex Bartolo, infatti, partecipante e vincitrice del "premio alla personalità" ha alloggiato nella casa della cugina di Lucio Battisti, dormendo anche nella camera che lui usava quando ritornava al paese natale. Un'emozione unica che ha voluto condividere con tutti noi.

Alex a colazione da Ida

Il mondo da casa di Ida
Ho sempre pensato, guardando le montagne Lecchesi:
"Anche Lucio come me, si sarà ispirato a questo splendido panorama".
Pensare che viveva a Molteno, a pochi chilometri da casa mia, che avrà respirato a pieni polmoni ogni volta ha visto sorgere e tramontare il sole sulle montagne e sulla pianura. Posso capire perché Lucio scelse un posto tanto suggestivo, come un ricongiungersi alle sue origini, infatti Poggio Bustone è un paesino molto bello dal quale si vede il mondo.
Così come mi ha sempre emozionato pensare che abbiamo condiviso gli stessi luoghi della Brianza per farci ispirare, mi ha ancor più emozionata l'essere stata proprio nel suo paese natale, essermi soffermata davanti a casa sua ed aver immaginato un ragazzetto magro e riccioluto che sgambettava giù dalla scala fino alla strada romana che porta sin ai piedi del suo paese dove Lui andava a prendere lezioni di Chitarra.
Per l'occasione del Premio Poggio Bustone, che si è svolto all'interno dei famosi Giardini di Marzo, essendoci solo un paio di strutture alberghiere, lasciate al pubblico di appassionati che ogni anno arriva in occasione della ricorrenza della morte di Lucio e del premio, le signore del paese si sono prestate ad ospitare i cantanti selezionati per la finale del concorso, accogliendoli in casa loro, nelle loro tradizioni e nei loro racconti.

A sinistra la casa di Lucio

Io sono stata indirizzata a casa di Ida, la parente in vita più stretta da parte della famiglia di Lucio, sua cugina di primo grado. Come spesso accade specie nei paesini, le abitazioni dei parenti stretti sono tutte molto vicine, dirimpetto, quasi a sottolineare il nucleo familiare. Casa di Ida è di fronte a quella che era la casa di Lucio e della sua famiglia.
Sono stata accolta da questa signora anziana anagraficamente, ma per niente nello spirito, davvero una donna che sa il fatto suo, molto molto simpatica, spiritosa, pimpante che ovviamente sapeva ogni canzone del cugino.
Mi ha fatto vedere qualche quadro, una stampa appartenuti al cugino, ma soprattutto le fotografie in cui vi erano lei e Lucio da ragazzi, proprio lì in paese.
La fotografia che più mi è rimasta impressa è quella scattata da casa sua, mentre Lucio, sorridente e felice, col fazzoletto legato al collo, si affacciava al balcone di casa. Così sono uscita sul terrazzino di Ida: da una parte c'è una vista spettacolare, si vede il mondo intero e dall'altra il paese, la casa di Lucio e mi sono immaginata quella stessa scena, il balcone davanti ai miei occhi, ho pensato al cantante per eccellenza.
La signora mi ha permesso di entrare nella sua intimità facendomi sfogliare album di vecchie fotografie della famiglia, spiegandomi chi erano i genitori di Lucio e raccontandomi qualche aneddoto.
Lucio quando era ragazzino si appassionò alla chitarra. A Poggio Bustone non c'era nulla per i ragazzi, un baretto e tanta natura, i giochi tra i bambini erano lungo le scale ripide e nei vialetti stretti, quindi fu naturale appassionarsi alla musica. Invece di comprarsi la merenda per la scuola Lucio metteva da parte i soldi per pagarsi le lezioni di chitarra. Terminata finalmente la scuola superiore, Lucio non aveva intenzione di proseguire, lui voleva fare musica, continuare a scrivere canzoni. Il padre, non era affatto d'accordo, voleva essere sicuro che il figlio avesse un lavoro certo, un buon lavoro e che facesse carriera, non una perdita di tempo che avrebbe portato chissà dove col rischio di non concludere nulla. Tanto Lucio fece arrabbiare un giorno il padre, che quest'ultimo prese la Chitarra e gliela spaccò in testa per fargli passar la voglia di fare il cantante!!


Così Lucio decise di andar via di casa per cercare la sua fortuna, a Milano. 
La mamma è sempre la mamma. Preoccupata per le sorti del figlio, di nascosto gli mandava i soldi per poter vivere nella grande città.
Certo è che il futuro di Lucio smentì tutte le angosce dei genitori che furono fieri di Lui.
Un'altra cosa che mi ha raccontato Ida è che un giorno, sempre da ragazzo, Lucio andò a fare un concorso di musica d'autore, come quelli che faccio io, e tornò al paese un po' abbattuto e si mise solo seduto a pensare con la sua chitarra vicina. Un amico gli chiese cosa aveva, perché era triste e Lucio gli disse "Ho perso, non ho vinto niente, oggi le mie canzoni non vengono apprezzate davvero, non le capiscono, ma un giorno arriverà il momento giusto, in cui tutto cambierà e le mie canzoni saranno amate e cantate da tutti".  Anche qui Lucio anacronistico, aveva ragione. Come sempre le avanguardie artistiche all'inizio non sono apprezzate perché diverse dalla norma, sono sconosciute, non vengono capite. Non si dimentichi che quando Lucio era ragazzo, si sentiva Claudio Villa nelle radio, la musicalità italiana era quella, bella, ma diversa dal modo di intendere la musica di questo riccioluto ragazzino di Paese.
Ho sfogliato fotografie di famiglia, un bianco e nero che mi ha portata indietro nel tempo, ho potuto solo immaginare dai suoi racconti, data la mia giovane età.
Poi Ida mi ha detto "dormirai qui, nella stanzetta dei miei figli, di quando erano piccoli, ormai è vuota da anni e anni. Pensa, un giorno, quando morì una nostra cugina Lucio, che all'epoca era già sposato e quindi viveva in Brianza, venne al funerale, poiché le voleva bene. Ma quella che era stata casa sua e dei suoi genitori ormai era disabitata da tempo, era difficilmente agibile, quindi lo ospitai io, ci mancherebbe, era mio cugino e così si fermò da me, dormì lì, dove dormirai tu. La mattina seguente, quando mi svegliai, sentii qualcuno che suonava la chitarra ed era Lui che stava arpeggiando con la chitarra di mio figlio.
Beh ovviamente mi ha fatto un certo effetto. Mi sono messa a dormire la notte e guardavo le luci e le ombre che disegnavano le persiane sul soffitto della stanza, pensavo a quello che stavo vivendo, pensavo che il suo sguardo in quel momento era il mio.
Quindi direi che tirar fuori la chitarra: suonare su quel lettino e sul pavimento, ha avuto un gusto diverso e mi sono decisamente caricata di una gran bella energia.
Io ero lì, in finale al Premio Poggio Bustone, che si doveva tenere l'indomani nei Giardini di Marzo, a due passi da casa di Lucio (e quindi di Ida) e avrei dovuto cantare oltre che una mia canzone (Mistica) anche una canzone di Lucio Battisti, suonata e cantata alla mia maniera, ma con rispetto. Era tutto perfetto, proprio perfetto. Ero completamente immersa nella giusta atmosfera. Strano mettersi le cuffie ed ascoltare quella canzone sdraiata nel letto, poi suonarla e avere un brivido d'emozione e di felicità profonda.


Ho scelto "Con il nastro rosa", una bellissima canzone di Lucio che comincia con queste parole "Inseguendo una libellula in un prato, un giorno che avevo rotto col passato, quando già credevo d'esserci riuscito, son caduto". Ecco questa canzone mi segue da quando ero bambina, la cantavo a squarciagola con la mia migliore amica Roberta e l'idea di questo ragazzo che su un prato verde rincorreva una libellula, era  così simile nelle nostre menti ai prati Brianzoli, alle farfalle e alle libellule che volano in primavera quando tutto è verde e fiorito, quando la stagione permette di fare i picnic a Cà soldato nel parco del Curone, era un'immagine divertente e così familiare per due bimbe. E' sempre stata una delle mie canzoni preferite e questo era proprio il momento giusto, nel luogo giusto, per cantarla a modo mio e restituire da me stessa un po' di quell'emozione che Lucio mi ha regalato negli anni.
La serata si è poi svolta benissimo, la mia canzone e quella che ho cantato di Lucio sono state applaudite tantissimo, è stato davvero emozionante, il coro fatto dalle voci del pubblico è esploso. Naturalmente tutti cantavano, è stato incredibile, tutti mi gridavano "Bravaaaaa!!!!!!! Woooooo!!!" e poi c'è la stata la sorpresa, il grande sassofonista Stefano Di Battista e la direttrice artistica Maria Luisa Lafiandra mi hanno consegnato il Premio Speciale per la personalità artistica emergente con tanto di borsa di studio per continuare i miei progetti musicali, spendendo bellissime parole per me.
Indovinate la Signora Ida dov'era?? Tra il pubblico che faceva il tifo per me tutta orgogliosa e felice. In così poco tempo, in questo contesto suggestivo e magico, si è creato un legame e già mi voleva bene, le ricordavo la semplicità e la spontaneità di suo cugino, io come lui, coi capelli sbarazzini e la chitarra sempre tra le mani, con un sorriso sul viso ed uno sguardo malinconico verso il tramonto.
Camminando per Poggio Bustone, puoi incontrare le vecchine sedute sul terrazzo a riempirsi gli occhi e il cuore dall'emozione scaturita da quel bellissimo panorama e in un attimo ti ritrovi a bere un caffè e ad ascoltare i racconti di vita. Ognuno è grato a Lucio Battisti, ognuno lo ama. Una signora, dopo averle chiesto un'indicazione, mi ha detto "sai, oggi è il 9 settembre, l'anniversario della morte di Lucio" e poi ha scostato la tendina della sua umile dimora e mi ha fatto vedere il manifesto di quando Lucio Battisti fece un concerto a Poggio Bustone, un concerto memorabile, in quel paesino di poche anime e tutte conosciute o come mi ha detto in cui tutti sono "abbastanza parenti". Si sono ritrovati invasi dal mondo intero, tutti raccontano che era talmente pieno di gente, che i ragazzi e le ragazze venuti da ogni dove, si arrampicarono sulle case per raggiungere i tetti e godere della vista o al massimo della sola buona musica di Lucio Battisti in concerto nel suo paese natale.
Gente davvero ospitale e calda, genuina, semplice, che in quattro e quattr'otto  ti sforna la crostata fatta in casa, con la marmellata fatta in casa delle albicocche del giardino di casa. Oppure hai fame? Anche se non sanno chi tu sia, ma gli chiedi un posto dove andare a mangiare, non importa, in un baleno ti fanno gli gnocchi con le loro mani!! Ti mettono a disposizione ciò che hanno in cambio di quattro chiacchiere e il fatto di condividere un affetto comune che è Lucio Battisti.
Ida mi ha detto "sai quando Lucio è morto, qui a Poggio era una giornata bellissima, senza una nuvola, si vedeva tutto, le colline, la vallata, un cielo azzurro azzurro di quelli che anche lui ne avrebbe prestato pensieri e parole.". Per la gente di Poggio, perdere Lucio è stato come aver perso l'amico, il fratello, il nipote, il cugino, il compagno di banco, il figliolo, il vicino di casa.
Bellissimo sentire Ida citare alcuni versi delle canzoni del cugino e poi dirmi che Lui era così, che era tutto vero, che Lui poteva "Parlar del più e del meno con un pescatore per ore ed ore.." (cit. da "Emozioni"). La cosa bella è che mi sono sentita per certi versi tanto tanto simile, dentro.
Suonare ai Giardini di Marzo è stato bellissimo, vincere il Premio ancor di più, è stato tutto perfetto. Consiglio a chi ha davvero grande passione per la musica e ritiene di essere in modo innato un cantautore o una cantautrice, di provare a fare le selezioni per questo concorso, che è davvero serio, bellissimo, pulito, genuino, fatto da persone speciali, professionisti che lavorano tutto l'anno per dare agli artisti la possibilità di un'esperienza indimenticabile, concreta ed importante e al pubblico una serata incantevole di musica nuova, di musicisti veri. Ricordando Lucio nel modo più sincero, rispettoso ed affettuoso, a casa sua, nel suo paese. Il Premio Poggio Bustone è veramente valido ed importante.
A Lucio il grande merito oltre a quanto già detto, di essere arrivato profondamente nel cuore, nella bocca e nelle orecchie di tutti, grandi e piccini, ovunque e in ogni dove, superando i limiti della sua vita vissuta, oltrepassando i confini nazionali, invadendo di sonorità nuove e bellissime la Musica del suo tempo, dando un grande esempio di creatività, caparbietà e di passione per tutti coloro che come me amano profondamente la musica e la musica scrivono.
Lucio continuerà a cantare e a suonare la sua chitarra, sarà nelle dita di ogni bambino che comincia a suonare uno strumento, nella bocca di chi sente di volere una colonna sonora nella propria vita, in tutti quanti abbiano voglia, qualunque sia il momento o il luogo, da soli o in compagnia, di.....cantare.
With love

Alex Bartolo


Diretta tv mercoledì 19 Settembre h.19.30 su streaming: www.primocanale.it  - primocanale sound
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video audizione per semifinali del Premio Poggio Bustone presso I Forward Studios di Grottaferrata : http://www.youtube-nocookie.com/watch?v=vhVyGXhVFsQ
www.premiopoggiobustone.it
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