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Scritto Sabato 18 settembre 2010 alle 16:15

Merate: racconto breve di una notte piovosa d’inizio autunno. Protagonisti un bar vivace e un maresciallo bravo e sfortunato

Piazza degli Eroi ore 23.15
Manca il cadavere della giovane donna, imbalsamato, rivestito con l'abito nuziale e legato ad un albero della macchia di verde che rallegra il centro cittadino. Ma un mistero, sia pure esile, c'è e senz'altro basterebbe al "nostro" bravissimo Erminio Bonanomi per imbastire la trama di un nuovo avvincente giallo. Proviamo noi a immaginare una storia. Protagonisti, come nel libro del narratore meratese un bar rumoroso, una grande piazza e un maresciallo dei carabinieri. Il giorno è tra i più indicati: venerdì 17. Il locale è posto in  Via Lombardia, e da oltre un anno suscita le proteste dei residenti per i presunti schiamazzi che impediscono il giusto riposo, tre-quattro sere la settimana. Il venerdì, in particolare. A nulla sono servite le petizioni e a poco le chiamate alla centrale dei carabinieri di Via Gramsci.
"E' ovvio", deve aver pensato il maresciallo, "se poi i colleghi arrivano sul posto con i dispositivi luminosi accesi il vociare si placa subito. Accidenti, lo capirebbe anche un bimbo che si deve agire di sorpresa. Un blitz, ecco quello che ci vuole. Un blitz. Il Capitano è d'accordo. E del resto il suo credo è dare sempre risposte ai cittadini se si vuole avere la loro collaborazione. Questa sera, è quella giusta. E' venerdì 17, è vero ma a credere alla sfortuna sono solo i superstiziosi".
E, come tutti sanno, i militari, impastati di azione e concretezza, non appartengono a questa categoria. Il maresciallo ha steso il piano: due pattuglie, una avanzerà dal lato ovest di via Lombardia e l'altra muoverà dal Castello. E Lui sarà lì. Lasciati i mezzi ci si avvicinerà all'obiettivo a piedi, in silenzio, protetti dalle tenebre appena squarciate dalla luce gialla delle lampade che illuminano fiocamente Piazza degli Eroi. Un'azione a tenaglia, la definisce solitamente il Capitano. Scatterà a mezzanotte o poco prima. Alle 23.15 il locale è zeppo di clienti. Una fortuna e un riconoscimento dell'abilità del gestore. Molti ragazzi stazionano all'aperto, davanti all'ingresso e chiedono da bere, alcuni stanno nel piccolo locale, tutti gli altri riempiono i posti a sedere nel giardinetto retrostante, appena schermato da barriere di dubbia fonoassorbenza. Il cielo non promette nulla di buono. Il buio è spesso straziato dai lampi che dardeggiano a ovest.
"Forse pioverà" pensa il Maresciallo. "Va beh, facciamo questo servizio anche sotto l'acqua".
Ma è un primo segno della sfortuna in agguato. Dall'inizio dell'anno le nottate buone per la sorpresa sono state almeno un centinaio.
"Proprio questa sera che piove dovevamo decidere di entrare in azione".
Alle 23.45 i due gruppi militari avanzano dalle rispettive posizioni. In uniforme completa il Maresciallo, alto, slanciato, bella presenza, una curiosa somiglianza con il membro della giuria di un concorso di bellezza organizzato al Bel Sit, un altro locale che vede impegnato il gestore dell'obiettivo (ma non può essere la stessa persona, neppure in un Paese che ignora il conflitto di interesse), guida l'operazione.
"Adesso si ride" deve aver pensato. "Avanziamo a piedi verso il noto obiettivo".
I militari attraversano il breve tratto che separa la Torre, che ospitò l'arcivescovo Ariberto d'Intimiano dalla piazza dominata a nord dall'imponente ultracentenaria sede municipale. Ma appena svoltato l'angolo di quella che fu la Cariplo, ecco la drammatica sorpresa.
"Ma qui non c'è nessuno, non ci sono auto in divieto di sosta , su strisce pedonali e marciapiedi, la piazza davanti al municipio è vuota, il bar è deserto. Ci sono solo i baristi. Saranno mica loro a fare rumore"?
Il maresciallo è amareggiato. Il blitz è miseramente fallito. I militari si guardano attorno attoniti. Che scherzo è mai questo? Ma se anche la scorsa settimana e l'altra ancora c'era gente fino alle 2 del mattino, i colleghi venerdì 3 settembre avevano constatato di persona la situazione all'1.30, com'è che proprio questa sera a mezzanotte è tutto deserto? Il Maresciallo si consulta via filo (che poi significa col cellulare che come tutti sanno è senza fili). Inutile restare. Non rimane che tornare in zona bravo. L'auto pattuglia davanti e il fuoristrada dietro si avviano mestamente verso il territorio a ovest del Comando di Compagnia. I due mezzi militari attraversano lentamente Piazza degli Eroi, Via Carlo Baslini, Piazza Prinetti e imboccano Via papa Giovanni XXIII. L'Eco dei veicoli con i colori d'istituto si perde appena svoltato l'angolo dell'antico maniero.  Il Maresciallo era certo di dare una risposta ferma ai cittadini e invece tutto è andato storto. Forse proprio per colpa di quel dannato venerdì 17. Accidenti a non credere alla maledizione del numero: Pitagora in persona lo temeva e il 17 si scatenò il diluvio universale (Genesi  7-11). Ma la smorfia non c'entra nulla. Quello che non sa il Maresciallo è che poco dopo le 23.30, quasi rispondendo a un misterioso segnale o come se si fossero ricordati di un improvviso impegno, gli avventori avevano lasciato uno dopo l'altro il locale. A gruppi se n'erano andati. Le auto, prima parcheggiate ovunque, sulle strisce pedonali, sui marciapiedi, a destra e a sinistra della Piazza, negli stalli riservati alla Polizia locale, sono sparite in 10-15 minuti. Un esodo. Forse il presagio della pioggia. Quei lampi premonitori di un violento temporale. Forse per trasferirsi in un altro locale al coperto, più spazioso. O forse, perché di venerdì 17 è meglio rientrare a casa prima che rintocchi la mezzanotte. Se lo vorrà il maresciallo potrà trovare conferma nei filmati delle telecamere, ammesso che fossero in funzione. Gli occhi elettronici non ingannano quando sono aperti, e quell'incredibile, davvero incredibile esodo è sicuramente documentato. All'alba sono rimaste soltanto le vistose tracce di vomito, tre grandi tracce sparse sul marciapiede della "Briantea". Una nottata sfortunata, non c'è che altro dire. Sarebbe bastato anticipare il blitz di 30 minuti per centrare l'obiettivo. Eppure una pattuglia radiomobile era transitata davanti al locale proprio alle 23.30 circa, mentre alcuni ragazzi giocavano all'angolo retto con un segnale stradale verticale. Ma aveva tirato diritto. Misteri di un blitz ingloriosamente naufragato. Niente a che vedere col lieto fine dell'Imbalsamatore: lì il Maresciallo cattura l'assassino e riesce anche a trovare la fidanzata. Senza neppure partecipare ad alcun concorso di bellezza. 
C.B.
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