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Scritto Venerdì 17 settembre 2010 alle 15:41

Lecco/PDL: la sinistra e la famiglia

Ci risiamo,
la sinistra arrogante dei dipietristi IDV e di Rifondazione continua a superare le “buone intenzioni” del sindaco Brivio su tutto ciò che riguarda la famiglia. Nell’ultimo Consiglio Comunale un consigliere di Rifondazione Comunista, stampella decisiva per l’elezione a Lecco di un sindaco di centrosinistra, ha nuovamente attaccato in maniera molto dura le scuole materne non statali della nostra città non riconoscendone il servizio pubblico erogato, la libertà di scelta delle famiglie e la convenzione che la regola. Nello stesso Consiglio Comunale, chi oggi governa la nostra città, ha pure bocciato un emendamento presentato dal gruppo del Popolo della Libertà che chiedeva l’estensione dell’applicazione dell’ISEF (Indicatore della Situazione Economica Familiare) che era stato coniato dall’allora Assessore Fortino e introdotto dalla precedente amministrazione facendo si che il Comune di Lecco fosse uno dei primissimi comuni che applicava il Quoziente Familiare. Ebbene, il centrosinistra che nei salotti e sulle piazze si riempie la bocca quando parla della famiglia e degli aiuti che ad essa vanno riconosciuti nei momenti di difficoltà, all’atto pratico, quando c’è la possibilità reale di concretizzare gli interventi, pur dichiarandosi favorevole, come ha sostenuto il sindaco Brivio in Consiglio Comunale, non ha nè il coraggio nè la voglia di proseguire su strade che ne valorizzano l’esperienza. Ma la ciliegina sulla torta l’ha messa l’assessore Ivano Donato (Italia dei Valori) che riserva sempre atteggiamenti astiosi e che attacca invece di rispondere ai quesiti che gli vengono posti, tipico atteggiamento di chi non si sente all’altezza del confronto e di quell’arroganza che caratterizza il suo leader e i suoi compagni di partito. È strabiliante: l’attuale assessore alle politiche sociali e famiglia ha dichiarato alla stampa (invece che rispondere in commissione dove era stata posta la questione) che le risorse destinate ai nidi dalla precedente amministrazione per abbattere le rette hanno prodotto “ammanchi” e che dunque si è costretti ad avvallare l’aumento dei buoni pasto introdotto dal commissario! Se la prende pure con lo scorporo del buono pasto dalla retta che era stato voluto prima di tutto per una questione di trasparenza sui reali costi che la famiglia deve sostenere quando manda i propri figli al nido ma anche per non caricare questo costo sulle famiglie nei giorni di assenza dei bambini (e chi ha figli piccoli al nido sa che le assenze per malattia sono numerose). Noi del Popolo della Libertà siamo convinti che tutto ciò che viene destinato al supporto alla famiglia e, in questo caso in particolare alle mamme lavoratrici, sia un “investimento” e non certo un “ammanco”. Siamo convinti che le risorse da destinare, per esempio per mantenere accessibili servizi come i nidi, siano da incrementare e non certo diminuire. Siamo certi che, pur in un momento di crisi globale e dunque di carenza di risorse anche per gli Enti Locali, ci siano scelte politiche che determinano le priorità e, per noi, la famiglia lo è prima di ogni altra cosa (altro che tentare di giustificare in Consiglio Comunale il costo di 80.000 euro per una mostra alla quale si aggiungono 180.000 euro di arredi e 19.000 euro per pagare l’architetto che li ha progettati! o i circa 20.000 euro spesi per cambiare la posizione dei banchi della sala consiliare di cui nessuno sentiva l’esigenza e altro ancora......). Le dichiarazioni dell’assessore Donato comunque la dicono lunga su quanto sia profonda la differenza culturale e dunque di azione che c'è tra noi e l'estrema sinistra e ci chiediamo come possa il sindaco Brivio convivere in Giunta con chi non perde occasione per manifestare un pensiero sulla famiglia e sulla vita che è diametralmente opposto al nostro ma crediamo distante anche dal suo. Se queste sono le persone alle quali sono state affidate grandi responsabilità in ambiti decisivi nella guida della nostra città, cominciamo ad essere seriamente preoccupati.
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