• Sei il visitatore n° 485.225.837
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Giovedì 16 settembre 2010 alle 19:15

Merate: rampa di scale da 15 gradini, camera e bagno piccoli. Invalido di 77 anni in carrozzella ''costretto'' fra le mura di casa

La rampa di scale che porta all'appartamento
Domani venerdì 17 settembre Angelo Bonalumi, 77 anni, farà ritorno a casa. Per lui e la sua famiglia i problemi da affrontare saranno principalmente due: la rampa di scale di 15 gradini che porta al ballatoio dell'abitazione e la camera da letto, troppo stretta per poter muoversi agevolmente con la carrozzina, così come il bagno. Una situazione difficile aggravata dalla malattia di Angelo, paralizzato completamente nella parte destra del corpo e privo di un arto inferiore. Con la moglie Mafalda vive a Merate, nelle case comunali di Via Sant'Ambrogio in gestione all'Aler. Se fino al 2009 di particolari problemi non ce n'erano stati ora la situazione si è aggravata per via della paralisi che ha colpito l'uomo e che da diversi mesi lo ha costretto a peregrinare da una casa di cura all'altra. Purtroppo le sue necessità si scontrano con la difficoltà a reperire, in queste condizioni, appartamenti a edilizia popolare con specifiche caratteristiche: una metratura ampia e l'ubicazione al pian terreno o, in alternativa, la presenza di un ascensore.
"Non chiediamo una villa ma solo condizioni più vivibili e che possano consentire a mio padre di poter vivere serenamente pur nella condizione di malattia in cui si trova" ha spiegato il figlio Mario, residente all'estero ma rientrato in Italia per assistere in questi giorni il famigliare "l'appartamento che ci hanno assegnato non va più bene per mio padre perchè sono cambiate le condizioni: non si può muovere se non in carrozzella, ha bisogno di una costante assistenza che gli può dare solo mia madre ma al tempo stesso non può nemmeno portarlo fuori in giardino per una passeggiata o per prendere un po' di aria perchè la rampa di scale impedisce gli spostamenti. Ci sarà consegnato domani il letto con le sponde e lo schienale mobile ma le sue dimensioni ci creeranno problemi perchè la carrozzina non passerà più in camera. Non parliamo poi del bagno: servono due persone per potervi fare accedere papà perchè la sedia a rotelle non entra. Insomma siamo in una situazione davvero difficile e non sappiamo più cosa fare". Il comune di Merate, da parte sua, da metà luglio si è preso carico della situazione di Angelo Bonalumi offrendogli il ricovero a Villa dei Cedri. "Siamo grati al comune per questo aiuto" ha spiegato la moglie "ora però che mio marito torna a casa ci devono aiutare ulteriormente. Senza una casa a pian terreno rischiamo di fare una vita da prigionieri anche perchè qui in estate si muore dal caldo e in inverno fa davvero freddo. Angelo è malato e non può resistere in queste condizioni. Abbiamo bisogno di un appartamento con una stanza in più o anche semplicemente con qualche metro quadrato aggiuntivo dove potergli prestare le cure necessarie e dove poterlo muovere con facilità". Purtroppo la carenza di spazi a edilizia popolare si fa sentire un po' in tutti i paesi tanto che l'ente gestore, l'Aler appunto, si vede costretta a indire dei bandi e ad assegnare sulla base delle condizioni economiche più basse l'alloggio. La situazione di Angelo ai servizi sociali di Merate è conosciuta ma, come dicevamo, la gestione degli appartamenti compete ad un altro ente. Ora la famiglia Bonalumi potrà fare richiesta di un cambio alloggio e, verificate le disponibilità, si procederà in questo senso. Difficile tuttavia che l'ente conceda un appartamento con più camere se i richiedenti sono solo due. Dal comune, tuttavia, hanno fatto già sapere che nella stesura della relazione socio-assistenziale, sulla base della quale viene poi assegnato anche il punteggio, saranno tenuti in giusto conto i bisogni del malato e la sua aggravata situazione, cercando in tutti i modi di andare incontro alle mutate esigenze. Il reperimento di un appartamento al pian terreno o in una palazzina con ascensore potrebbero comunque essere scelte preferibili a quella di un apposito macchinario automatizzato per permettere la risalita dalle scale con la carrozzella. "Se dovesse esserci un'emergenza non saprei proprio come mettere in salvo mio marito" ha concluso la donna "sono grata al comune per quello che ha fatto finora però adesso abbiamo bisogno di un ulteriore aiuto. Se fossimo in grado ci arrangeremmo da soli, ma non è così. Vorremmo solo qualche metro quadrato in più per una condizione più vivibile di un malato".
S.V.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco