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Scritto Venerdì 03 agosto 2012 alle 18:20

Centri prelievi: parte in salita il servizio del vincitore dell’appalto. Disagi a Colico, Olginate, Galbiate, Valmadrera

Il primo a scendere in campo pesantemente è stato il sindaco di Costa Masnaga che ha sparato a palle incrociate contro il servizio prelievi svolto dalla nuova cooperativa che si è aggiudicata l’appalto per conto dell’Azienda ospedaliera. Difficoltà soprattutto nella fase dell’accettazione con ritardi e lentezze ma proteste si sono levate anche riguardo alcune operazioni di prelievo. Bonacina ha alzato il tiro per primo ma dei disagi è giunta l’eco anche da Colico dove pare che siano addirittura stati chiamati i carabinieri. Al di là della fondatezza o meno di questo particolare è certo che problemi ce ne sono stati. Eccome. Disagi in questi primi tre giorni di attività si sono riscontrati anche a Valmadrera, dove diverse sono state le lamentele da parte degli utenti. A finire nel caos, secondo le informazioni raccolte, è stato soprattutto, come dicevamo, il servizio di accettazione, a causa sembra della difficoltà da parte del personale a identificare i codici di esenzione, oltre a tempi di attesa lunghi, in media un'ora e mezza per un prelievo, arrivando fino a due ore.
Dalle testimonianze raccolte sul posto, dalle ore 9 alle ore 10 di questa mattina, sarebbero stati soltanto sei gli utenti accolti all'accettazione. Anche per i prelievi veri e propri non sono mancati i disagi: dalle 7.30 odierne sino alle ore 9 pare siano stati solo 7 i prelievi effettuati (a fronte di un servizio che solitamente dovrebbe garantire prelievi a circa 50 pazienti tra le 7.30 e le 10.00).

Il presidio Asl di Valmadrera

Ritardi che hanno fatto sì che i campioni non fossero pronti per l'orario di ritiro del materiale: alle ore 10.15, all'arrivo del mezzo della Croce Rossa c’erano ancora numerose persone in coda, circa una decina. Ma se a finire nel mirino delle lamentele sono stati soprattutto i tempi di attesa, disagi avrebbero riguardato anche la qualità del servizio offerto. Un utente che usciva dal centro con un cerotto sulla mano ha riferito di “essere stato bucato tre volte” prima di riuscire a effettuare il prelievo. Numerose le lamentele nei confronti dello stesso personale: tanti infatti i pazienti che hanno riferito che ad effettuare loro il prelievo sia stato un infermiere che non indossava né camice né guanti di protezione e che hanno pertanto deciso di rivolgersi all'ufficio reclami.
A confermare l'entità del disagio è stato il sindaco di Valmadrera Marco Rusconi: "Numerosi utenti si sono lamentati dei ritardi nei prelievi e della gestione burocratico - amministrativa del servizio. Alcune persone si sono un po' spazientite durante l'attesa: abituate ad aspettare circa mezz'ora per le operazioni di accettazione e prelievo, in alcuni casi le attese sono lievitate sino alle due ore".
Al presidio Asl di Olginate i problemi si sono presentati il secondo giorno di entrata in vigore della nuova gestione da parte della cooperativa, ovvero giovedì 2 agosto, e hanno spinto 5 utenti a presentare un esposto presso lo sportello che si trova all’interno della stessa struttura, da inviarsi all’ ufficio relazioni con il pubblico dell’Azienda Ospedaliera.

Il presidio Asl di Olginate

Durante la mattinata di giovedì alcune persone giunte in paese per effettuare il prelievo di sangue hanno preferito rivolgersi alla vicina struttura di Calolziocorte. “Mercoledì 1° e venerdì 3 agosto i prelievi si sono svolti regolarmente, non abbiamo avuto particolari problemi” ha spiegato l’addetta al servizio accettazione, a cui alcuni cittadini si sono rivolti per presentare un esposto scritto. “L’operatore della cooperativa che gestiva l’accettazione dei pazienti ha lavorato bene, due persone si occupavano del prelievo ma il 2 agosto una di queste non c’era ed è lì che si sono verificati i problemi”.
Sembra infatti che l’infermiere in servizio abbia avuto diversi problemi nell’effettuare il prelievo. “Vedendo la situazione a quel punto alcuni cittadini in attesa si sono preoccupati e hanno deciso di andare a Calolzio. La situazione è stata spiacevole”. L’assessore ai servizi sociali Patrizia Martinoli ha affermato di non avere ricevuto segnalazioni in merito, ma ha garantito che vigilerà sulla situazione.
Anche a Introbio e Colico si sono registrati disagi, soprattutto il primo giorno. Nel secondo caso, a causa di un rallentamento amministrativo, la procedura è stata avviata a mano e non tramite terminale elettronico, con conseguenti ritardi. Il servizio è iniziato alle ore 8,40, quasi un'ora dopo l'orario canonico. I disagi si sono manifestati anche a livello infermieristico, a causa del forfait dell'infermiere che avrebbe dovuto occuparsi del prelievo. Al suo posto è stato inviato un sostituto, che non aveva però seguito l'iter di preparazione, con conseguenti rallentamenti e disagi. Se tra i primi a denunciare la preoccupante situazione erano stati gli amministratori di Galbiate, sembra che questa mattina i problemi siano calati rispetto ai giorni precedenti come ha spiegato l'assessore Milani. “L'ospedale ha mandato un tecnico e un responsabile che hanno affiancato il personale della cooperativa e questa mattina le cose sono andate meglio”. Il personale ospedaliero è arrivato questa mattina alle 7.30 e ha infatti
Coda al centro prelievi di Introbio
effettuato l'affiancamento al servizio accettazione che era quello che aveva registrato le maggiori criticità.
“Sappiamo che è un lavoro difficile” ha proseguito Milani “ma proprio per questo è necessaria gente competente”. L'assessore galbiatese, vicepresidente dell'assemblea del distretto di Lecco, ha tuttavia confermato che sottoporrà la questione nel corso della riunione in programma per lunedì: “In qualità di vicepresidente lo sottoporrò all'attenzione dell'assemblea e ci confronteremo sulla situazione”.
La Direzione dell’Azienda ospedaliera ha avviato un’indagine a vasto raggio per verificare la fondatezza di tutte queste lamentele, ma già i primi riscontri sembrano dare ragione all’utenza. Ci si domanda però come sia stato possibile avviare un servizio – assegnato con procedura di gara al ribasso, senza fattori di rettifica qualitativi – non avvalendosi almeno nella fase iniziale di personale già esperto. Sotto accusa potrebbe finire il Sitra, il servizio infermieristico che avrebbe dovuto vigilare sulla qualità delle prestazioni erogate. Ma è chiaro che non è possibile nel settore strettamente sanitario applicare le medesime regole degli appalti ordinari. Qui il costo è solo una delle variabili, e neppure la più importante, che la stazione appaltante deve considerare. Un banale scambio di provette potrebbe avere conseguenze devastanti. Può sempre accadere, perché l’errore umano è dietro l’angolo però mantenere elevata la qualità degli operatori serve a ridurre al minimo questo rischio. Evidentemente l’Azienda ospedaliera non lo ha valutato in maniera adeguata. E le reazioni di cittadini e amministratori non si sono fatte attendere. Ora c’è da sperare che l’affiancamento continui fintanto che gli operatori della nuova stazione appaltatrice siano perfettamente in grado di svolgere il compito loro affidato.
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