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Scritto Martedì 13 marzo 2001 alle 16:39

CAMPSIRAGO: NUOVA AGRICOLTURA ADDIO

In seguito ad un mandato emesso dal Gip, Giudice per le indagini preliminari, martedì scorso i Carabinieri hanno costretto i soci della Cooperativa Nuova Agricoltura di Colle Brianza a sgombrare tutte le loro proprietà dai locali abusivamente occupati.
A comunicarlo alla stampa Alessandro Buratti, uno dei molti soci che da poco meno di venti anni si occupano di salvare l'antico borgo medievale di Campsirago dalla rovina e dall'abbandono.
Tutto risalirebbe, secondo quanto dichiarato dallo stesso Buratti, ad una denuncia sporta dal legittimo proprietario Peppino Fumagalli, nel mese di giugno dello scorso anno. Da un paio d'anni, infatti, la cooperativa continua ad occupare abusivamente alcuni locali, non essendogli stato rinnovato il contratto d'affitto.
"Ce lo aspettavamo - ha dichiarato Buratti. La faccenda era nell'aria e alla fine è arrivata. Forse perché Fumagalli ha subodorato la nostra intenzione di tentare la via dell'usu capione. Per fermarci, ha pensato bene di porsi al riparo da ogni rischio e di farci sloggiare al più presto con tutte le nostre cose".
L'istanza di sgombero ha avuto anche conseguenze sotto il punto di vista economico. Con il sequestro dei locali, la cooperativa si è vista privare anche di una importante fonte di sostentamento. D'ora in poi non potrà infatti più far funzionare il forno, grazie al quale forniva pane a numerosi abitanti della zona.
"Non fa nulla - ha dichiarato Buratti - anche se ci dispiace. D'altra parte già da un paio d'anni stiamo cercando di trasferire tutte le nostre attività nella vicina frazione di Campione. Fra un paio di mesi incominceremo a coltivare i piccoli frutti. Poi, con qualche sforzo, proveremo anche ad ottenere l'autorizzazione di trasformare i locali di Campsirago di nostra proprietà in locali per la lavorazione della frutta". In questo modo, la Cooperativa potrebbe immettere sul mercato marmellate di produzione propria.
Non è comunque soltanto questa l'unica forma di sostentamento messa in atto dai soci della cooperativa. Già da molti anni, infatti, il gruppo sopravvive ripulendo i boschi e vendendo legna da ardere e occupandosi della sistemazione dei giardini di privati.
La cooperativa, quindi, anche se allontanata da Campsirago non morirà. Certo che però, saperla lontana da quella frazione, per la quale si è sempre battuta nel corso degli ultimi due decenni,dispiace non poco.
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