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Scritto Giovedì 15 marzo 2001 alle 17:33

UN LABORATORIO PER UN TELESCOPIO SATELLITARE

La realizzazione è costata due miliardi ed è interamente sotterranea

La cupola del telescopio Ruths dell'Osservatorio astronomico di Merate

L'osservatorio astronomico di Merate, succursale di quello in centro Milano a Brera, ha un nuovo laboratorio tecnologico. E' stato inaugurato giovedì 15 marzo alla presenza di molti astronomi provenienti dal Centro Nazionale di Ricerca di Milano, dalle università lombarde, dagli Stati Uniti, dalla Germania e dall'Inghilterra. La struttura, interamente realizzata nel sottosuolo, riducendo così al minimo l'impatto ambientale, è stata presentata dal direttore dell'osservatorio, il prof. Guido Chincarini docente di Cosmologia all'università degli studi di Milano-Bicocca. Il laboratorio è stato realizzato con i fondi per l'edilizia universitaria erogati dal Ministero della Ricerca Scientifica che ha investito due miliardi per creare un moderno e versatile centro per la costruzione degli specchi utilizzati nei telescopi a raggi x. Il dottor Marco Scardia, responsabile del progetto, ha spiegato la composizione del nuovo polo: l'officina sostituirà la vecchia situata nel palazzo centrale dell'osservatorio, e la cleen-room, una speciale sezione asettica, verrà utilizzata per lo studio delle strumentazioni tecnologiche. Nell'officina si costruiranno le parti che andranno a comporre i telescopi come il Galileo e il Btl.

                                    
                                               Guido Chiancarini                                          Marco Scardia

La camera bianca sarà utilizzata per il controllo, le misurazioni e l'assembramento degli specchi, le parti che "raccolgono" e "convogliano" verso un sensore il fascio di luce ( nei telescopi ottici) oppure i raggi x (nei moderni telescopi ad x). L'osservatorio di Merate, con oltre 40 persone che vi lavorano, si è sempre più specializzato negli ultimi anni nello studio e realizzazione dei telescopi a raggi x. Nel nuovo laboratorio la cui camera bianca sarà montata entro 20 giorni, saranno costruiti gli specchi del satellite Swift, progetto americano a cui l'Italia partecipa. Il satellite studierà i Gamma Rey Burst, esplosioni di enorme potenza che avvengono nello spazio e che sono casualmente stati scoperti nel 1967 dai satelliti militari americani. Queste esplosioni hanno una forza inferiore solo al Big Bang ed è stata da poco scoperta l'origine esterna alla via Lattea.

Il pubblico che ha partecipato alla presentazione del nuovo laboratorio

L'estremo interesse che la comunità scientifica rivolge a questi fenomeni ha indirizzato verso la realizzazione di questo satellite che invierà alla base terrestre di Malindi in Kenia le coordinate della posizione qualora se ne verificassero. Dopo l'invio del segnale dallo spazio spetterà ai telescopi a terra studiare la post-esplosione. "L'estrema rapidità con cui evolve la ricerca necessita nuovi strumenti sempre più complessi e precisi. In questo laboratorio, che è molto versatile, sarà possibile adattarsi alle esigenze dei progetti intrapresi con altri stati in maniera veloce e rispondente ai tempi" spiega Marco Scardia. Il secondo progetto per cui si lavorerà nel nuovo laboratorio sarà per i grandi telescopi tra cui il Blt e il Galileo. Ma nella succursale di Merate dell'osservatorio di Milano-Brera, si sviluppa anche lo studio delle stelle, dei pianeti, dell'astronomia extra-galattica e della struttura della grande scala dell'universo. Sulla collina di San Rocco si studiano inoltre le alte energie Grb e i raggi x e uv. L'attività di osservazione diretta, che a Milano non è più attiva, continua invece a Merate con i telescopi Zeiss, Ruths e Marcon a cui vengono montati CCD, i sensori che permettono la misurazione dei corpi al computer. Il Rutsh, ancora in via di ristrutturazione, verrà riaperto entro aprile.

L'ingresso al nuovo laboratorio sotterraneo

    STORIA DELLA COLLINA BENEDETTA DA SAN CARLO BORROMEO

"Di qui, dove una volta giacevan fiaccati dal male i corpi, or forte ed alacre la mente si leva alle stelle" così recita, tradotta dal latino, una incisione posta sulla facciata del fabbricato dove sono state realizzate le abitazioni degli astronomi.Ma la storia della collina di Merate inizia molti secoli fa, il luogo dove oggi sorge l'osservatorio, nel 1500, fu destinato a lazzaretto per i malati e morti di peste di Merate, da qui, la l'incisione della lapide. San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, passando da San Rocco di ritorno da una visita pastorale, restò abbagliato dalla bellezza del luogo. Incontrando dopo alcuni giorni il meratese Scipione Albani, canonico di S. Maria della Scala (basilica oggi divenuta tempio della lirica italiana), nacque l'idea di costruire un convento per cappuccini che fu eretto nel 1577. Nel 1796 Francesco D'Austria fece chiudere il convento che tuttavia continuò ad esistere fino al 1810 quando Napoleone mise in vendita l'intera area. L'acquirente, un certo Moroni, fece un grande parco abbattendo la chiesa di Santo Stefano, spostando le tombe dei morti della peste presso il cimitero di Merate. Nel 1890 il proprietario costruì una casa di cura per malati di mente facoltosi. Durante la grande guerra la struttura venne requisita per insediare un convalescenziario per i feriti della sesta armata. Nel 1922, ormai abbandonata, venne acquistata da un istituto scientifico di Milano e nel 1927 Emilio Bianchi inauguro il nuovo osservatorio astronomico. Nel centro meratese furono installati due telescopi: lo Zeiss, strumento ceduto dai tedeschi in conto riparazioni danni e in un altra cupola del parco fu installato uno strumento di Schiapparelli oggi sostituito dal telescopio Rutsh.

Sopra, l'impianto per la creazione del vuoto. Sotto, uno degli
specchi per i raggi X mentre viene sottoposto aI controlli nella
vecchia camera sterile (cleen room)

Roberto Perego
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