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Scritto Lunedì 19 marzo 2001 alle 17:22

TUTTO IL MONDO DI GUARESCHI IN MOSTRA

"Tutto il mondo di Guareschi in mostra": questo il titolo della manifestazione itinerante organizzata dall'assessorato alla Cultura e ai Servizi sociali del Comune di Merate e l'Associazione culturale ricreativa meratese. Da sabato 24 marzo al 7 aprile infatti presso il Centro anziani di piazza don Minzoni sarà allestita un'esposizione con la possibilità di visionare i libri di Giovanni Guareschi, il celebre autore di don Camillo. Oltre alle opere però i visitatori potranno osservare oggetti personali dell'autore, come ad esempio la sua motocicletta. La mostra itinerante è allestita infatti con la collaborazione della Fondazione Guareschi, voluta e curata dai parenti dello scrittore. La mostra è aperta da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 18.30 e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 18.30. In contemporanea verranno proiettati anche due film di Julien Duvivier tratti dalle opere di Guareschi: "Don Camillo" e "Il ritorno di don Camillo". "Don Camillo" sarà proiettato mercoledì 28 marzo alle 15, sempre presso il Centro Anziani, mentre la visione del secondo film è programmata per mercoledì 4 aprile. Il professor Lorenzo Scaccabarozzi introdurrà ogni film, al termine dei quali seguirà un dibattito pubblico. L'ingresso alla mostra e alle proiezioni è gratuito. "Abbiamo deciso di organizzare una mostra su Guareschi - ha dichiarato l'assessore alla Cultura e all'Istruzione Paolo Diana - sia per la possibilità di contattare la Fondazione Guareschi, sia perché è un autore da conoscere. E' una personalità infatti che fino ad ora è stata in parte trascurata o conosciuta solo per i film di don Camillo, invece andrebbe rivalutata anche come scrittore".

Giovanni Guareschi

Giovanni, anzi Giovannino, Guareschi è nato a Fontanelle in frazione di Roccabianca in provincia di Parma l'1 maggio 1908 da un agricoltore socialista e una maestra. Le ristrettezze economiche lo obbligano a interrompere gli studi di giurisprudenza per lavorare come istruttore in un convitto. Viene assunto presso quotidiani locali come correttore di bozze, cronista e infine capocronista. Grazie all'interessamento di un amico ottiene una collaborazione al "Secolo Illustrato" e al periodico bimestrale umoristico "Bertoldo". Nel 1941 pubblica il primo libro. Viene internato come traditore nei lager nazisti, prima in Polonia poi in Germania. Tornato in Italia assume la direzione del "Candido", sul quale pubblica le celebri vignette anti-comuniste, divenute famose nel clima arroventato delle elezioni del 1948. Nello stesso anno delle votazioni appare la prima edizione di don Camillo. Nel Natale del 1946 invece aveva pubblicato il primo racconto della tetralogia di Mondo Antico, tradotto anche in Francia, America, Spagna, Norvegia, Austria, Corea e Australia. Nel 1950 subisce un processo per vilipendio al Capo dello Stato Luigi Einaudi e nel 1954 per diffamazione per aver pubblicato due lettere apocrife di Alcide De Gasperi. Scontata volontariamente la pena di un anno e otto mesi, esce dal carcere moralmente provato. Muore d'infarto nel 1968, dopo aver abbandonato il "Candido" e aver scritto con Pierpaolo Pasolini la sceneggiatura del film "La Rabbia".
D.D.S.
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