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Scritto Sabato 24 marzo 2001 alle 15:51

IL CAMIONISTA

La Casa delle Libertà sembra intenzionata a candidare al collegio 15 per la Camera Paolo Uggé, valtellinese, segretario della federazione autotrasportatori italiani, mettendo da parte, perché "inidonei" Elio Galbusera e Dario Perego. Problemi anche il per collegio maggioritario di Lecco dove però resta in pole position Marco Calvetti. Il centrosinistra rispolvera l'ipotesi Mascheroni se Mauro Guerra dovesse spostarsi nel mantovano, in una circoscrizione più sicura
                           
                       Paolo Uggè          Bruno Colombo       Marco Calvetti     Eugenio Mascheroni

Qualche attento osservatore di cose politiche lecchesi dice che anche Paolo Uggé sia uno di quei falsi bersagli sparati dal sommergibile per depistare il siluro. L'attenzione dell'opinione pubblica ma, soprattutto, degli addetti ai lavori locali, sarebbe stata indirizzata sul segretario nazionale del coordinamento unitario autotrasporto, e consulente del lavoro con studio in Milano, per "coprire" un altro personaggio che il vertice romano di Forza Italia intende catapultare nel collegio uninominale per la Camera 15 di Merate. Collegio dato per sicuro con un margine di almeno 25 punti percentuali sullo schieramento di Centrosinistra. Se le cose stanno davvero così, al momento non è dato di sapere. Quel che nessuno smentisce è l'esclusione "perché inidonei" dalla corsa alla candidatura, dei "nostri" Elio Galbusera e Dario Perego. Venerdì mattina Bruno Colombo, coordinatore provinciale azzurro, ha incontrato sia Galbusera che Perego, quest'ultimo in Comune poi, nel tardo pomeriggio ha riunito il direttivo durante il quale ha confermato che il collegio, che spetta di diritto a Forza Italia, per accordi presi tra gli alleati della Casa delle Libertà, avrà Paolo Uggé come candidato. Colombo, che si era speso moltissimo per sostenere la candidatura del suo diretto collaboratore, Elio Galbusera, responsabile azzurro per l'area meratese e casatese, ha dovuto ammettere la sconfitta. Con l'onore delle armi, perché in altre zone sta andando anche peggio. Ma sempre di sconfitta si deve parlare. Colombo puntava a "piazzare" due candidati locali nei collegi 14 (Lecco) e 15, rispettivamente Marco Calvetti e, appunto, Elio Galbusera. Ma a quanto pare, i dirigenti regionali hanno fatto sapere che una "quota" di collegi sicuri - e tra questi il numero 15 - spetta al coordinamento nazionale il quale deve "sistemare" persone vicine all'entourage del Cavaliere. E Uggé, sarebbe tra queste. Tuttavia, come dicevamo, osservatori attenti si spingono oltre: nemmeno Uggé sarebbe il candidato del collegio di Merate. Un altro grosso personaggio in cerca di posto sicuro sarebbe tenuto sottotraccia per non suscitare la rivolta di dirigenti e militanti azzurri, già incazzati neri per l'annunciata scelta del segretario della Fai. Il problema è che se davvero le cose stessero così ci sarebbe da temere anche per il collegio 14. Perché un posto a Uggé sembra glielo abbiano promesso - lui del resto avrebbe già contattato autotrasportatori locali per organizzargli cene elettorali - e se non è Merate deve per forza essere Lecco, dove invece sino a ieri sembrava sicura la candidatura di Marco Calvetti. L'aria dentro Forza Italia si va surriscaldando. "Un conto - dicono - era sapere sin dall'inizio che le cose sarebbero andate così; avremmo fatto buon viso a cattivo gioco, con lealtà. Altro è nascondersi dietro gli esaminatori di Via Monza e far dire a loro, gli psicologi incaricati di valutare i candidati, che Galbusera e Perego sono inidonei". Una bella gatta da pelare per Bruno Colombo, l'unico segretario azzurro, questo gli va riconosciuto, che ha davvero saputo trasformare il partito da virtuale a reale, visibile, organizzato e attivo su tutto il territorio della provincia.
E sull'altro fronte? Anche qui le cose sono più ingarbugliate di quel che sembra. Mauro Guerra, vice presidente dei Ds alla Camera, ha detto proprio domenica scorsa, ai militanti presenti alla Festa di Cicognola tenutasi in Villa Perego, che al "99,5 per cento sarebbe stato ricandidato". Si stava però ancora cercando una circoscrizione solida per ripescarlo al proporzionale visto che, come dicevamo prima, la corsa al maggioritario vede il centrodestra avanti di almeno 25 punti. Invece in questi giorni quel 100 per cento o quasi è calato vistosamente. Anzi c'è chi sostiene che per Guerra ci sarebbe un posto a Suzzara, nel mantovano, in uno dei collegi in cui l'Ulivo ha ottenuto il consenso più alto e quindi dove il recupero è quasi certo. Per la verità anche nel collegio di Merate l'Ulivo ha ottenuto ottimi risultati, se paragonati, naturalmente a quelli conseguiti negli altri collegi lombardi. Ma se questa ipotesi avesse un fondamento, quale scenario si prospetterebbe? "Se così fosse - rispondono dirigenti ulivisti - il nostro candidato sarebbe Eugenio Mascheroni". Il sindaco di Montevecchia può contare sull'appoggio dei Ds, cui spetta il candidato al Senato, Italo Bruseghini di Olginate, e dei Popolari, suo partito di riferimento che esprime anche il candidato al collegio uninominale 14 (Lamberto Riva o Antonio Rusconi). Ma potrebbe trovarsi contro i Democratici, i cui appetiti elettorali sembrano essere robusti. Tuttavia l'ipotesi Mascheroni piace. E molto. Soprattutto se il suo avversario fosse un paracadutato. Perché è vero che alle politiche conta più il partito che il candidato, ma un uomo di centro come Mascheroni, in un sistema politico composto al 70 per cento da democristiani che affollano trasversalmente destra e sinistra, può spostare centinaia, forse migliaia di voti. Restituendo all'Ulivo almeno la voglia di combattere.
Claudio Brambilla
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