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Scritto Mercoledì 28 marzo 2001 alle 15:41

ANDREA COLOMBO A DEMOCRAZIA EUROPEA: "NO, GRAZIE"

Contattato dal coordinatore provinciale del partito di D'Antoni e Andreotti, Luigi Tacconi, l'ex dirigente della Dc meratese ha declinato l'invito a candidarsi nel collegio uninominale della Camera


Ci ha pensato sopra una notte; poi, con un bel margine di anticipo ha risposto: "No, grazie". Così l'avventura Politica di Andrea Colombo è finita ancora prima di iniziare. "Devo dare la priorità alla famiglia e al lavoro. Poi c'è l'impegno in Comune che tra l'altro dura da più di vent'anni. Non ho né il tempo né la disponibilità mentale per affrontare una campagna elettorale in prima persona, come candidato di un partito". La vicenda era scaturita da una telefonata che il coordinatore provinciale Luigi Tacconi - fratello del più noto Renato, socialista di primo piano, già vice presidente della regione Lombardia di cui fu tra i primi animatori assieme al presidente Piero Bassetti - ha fatto qualche giorno fa all'assessore allo sport del comune di Merate Andrea Colombo. Scopo della chiamata, verificare la disponibilità a candidarsi nel collegio uninominale della Camera 15 di Merate sotto le insegne di "Democrazia Europea" il movimento fondato dall'ex segretario generale della Cisl Sergio D'Antoni, cui poi si è aggiunto il senatore a vita Giulio Andreotti. I due non fanno mistero della volontà di voler ricostituire la Democrazia cristiana e di puntare al ripristino del sistema elettorale proporzionale puro, come prima del referendum del '93. Il mancato accordo con uno dei due poli, ha spinto la coppia, Andreotti - D'Antoni, a correre autonomamente. Per questo, in fretta e furia, ha avviato un'operazione di diffusione sull'intero territorio nazionale attraverso l'individuazione di coordinatori provinciali. Nel lecchese l'incarico è finito nelle mani di Luigi Tacconi, residente a Cernusco Lombardone, persona di cui non si ricorda un particolare trascorso politico. Tacconi ha contattato Andrea Colombo e ha fissato con lui un incontro che si è svolto martedì 27 marzo. Una notte di riflessione poi, nella giornata di mercoledì, la risposta: "No, grazie".
Andrea Colombo ha militato nella Dc sin da quando portava i calzoni corti. Si è impegnato in politica poco più che ventenne, e qualche anno dopo è entrato in Consiglio comunale da cui non è ancora uscito nonostante siano trascorsi quasi cinque lustri. Idealmente è vicino alle posizioni del Partito popolare anche se non ne fa più parte. Sicuramente avrebbe calamitato su di sé un buon numero di preferenze: è una persona molto conosciuta, seria e stimata, di cui è noto l'impegno nella pubblica amministrazione e, in particolare nel settore sportivo. Se avesse accettato avrebbe anche potuto scontrarsi con Dario Perego, "capo" della Giunta e tuttora possibile candidato per la Casa delle Libertà. Andrea Colombo ha scelto di restare in panchina; Dario Perego forse sarà rimandato negli spogliatoi.
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