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Scritto Mercoledì 18 luglio 2012 alle 18:11

Arlate: il dissesto lungo l’Adda causato da interventi umani, al via piano idrogeologico

La situazione lo scorso inverno, quando è stata segnalata

La segnalazione in merito ad un grave dissesto idrogeologico lungo la sponda boschiva che scende verso l’Adda ad Arlate era stata fatta alla Provincia di Lecco e al Parco Adda Nord lo scorso inverno, e dai sopralluoghi effettuati dai due enti, unitamente alla Protezione civile di Imbersago, è emersa una situazione potenzialmente pericolosa causata per lo più dall’intervento dell’ uomo. Una soluzione “temporanea” passerebbe proprio dall’intervento dei proprietari dei terreni boschivi e agricoli presenti nell’area, ma prima di agire è necessario uno studio approfondito del problema. Per questo l’amministrazione di Calco darà incarico ad esterni, a partire dal prossimo autunno, di redigere un Piano del dissesto idrogeologico dell’intero territorio comunale. “Le piogge hanno peggiorato un problema già presente a causa delle modifiche alla situazione naturale esistente” ha spiegato l’assessore Anselmo Brambilla “Quello che intendiamo fare è avere uno studio approfondito della situazione, per poi eventualmente convocare i proprietari dei terreni e illustrare loro cosa può essere fatto per risolvere almeno in parte il problema”.


Dal sopralluogo effettuato dai tecnici provinciali e il Parco Adda Nord alla presenza del consigliere Marco Ravasi, che aveva effettuato la segnalazione del problema, è emerso che in prossimità di Via dei Mulini “è collassata una porzione di bosco che ha ceduto sostanzialmente per le seguenti cause: regimazione delle acque dei campi coltivati a monte inadeguata; assenza di interventi di governo del bosco; terreni di copertura caratterizzati da scarse caratteristiche geotecniche su pendenze elevate”. Sono due i “dissesti” (cedimenti del terreno) presenti e l’intero versante è in “costante movimento, soprattutto nei tratti più acclivi, soprattutto a causa del governo del bosco praticamente assente”. Alcune piante morte o quelle più alte e pesanti contribuiscono a peggiorare il dissesto, e un intervento andrebbe fatto per convogliare le acque dei campi in aree dove la pendenza è minore e non provochi ulteriori problemi. A queste indicazioni si aggiungono quelle del Parco Adda Nord, che le ribadisce e suggerisce la necessità di convocare i proprietari e i gestori dei terreno agricoli e boschivi, per indicare loro cosa sarebbe opportuno fare, a partire dalla manutenzione dei boschi. Per una soluzione definitiva però è necessario analizzare il problema e agire con un progetto “ad hoc” in difesa del suolo. Lo studio idrogeologico del territorio è il primo passo per arginare un processo che ad ogni pioggia rischia di peggiorare, costituendo un potenziale pericolo per residenti e fruitori dell’Adda.
R.R.
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