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Scritto Lunedì 07 maggio 2001 alle 18:25

GIUSEPPE MASTROGIORGIO:  "IO STO CON IL MIO AMICO TONINO"


Giuseppe Mastrogiorgio, candidato alla Camera nel collegio 15 di Merate per la Lista Di Pietro - Italia dei Valori, è nato a Campobasso l'11 marzo 1947. E' sposato, ha due figlie e una nipote. Risiede ad Annone Brianza in Via San Cristoforo 12. A 15 anni ha lasciato il Molise per andare a lavorare in Germania e poi in Brianza dove ha fatto un po' di tutto: muratore, falegname, piastrellista, meccanico e, per vent'anni, il tecnico conduttore dei forni presso la Silea di Valmadrera. Guardia ecologica della provincia di Lecco ha fondato l'associazione culturale "Club Amici Molisani d'Annone", costituita nel 1995 in forma apartitica, di cui è presidente.

Perché ha scelto di schierarsi con Di Pietro?

Perché è un mio amico. Ho avuto la fortuna di conoscerlo già quando era magistrato tramite lettere. Non avrei mai immaginato che mi rispondesse, invece abbiamo cominciato una lunga corrispondenza epistolare. Poi due anni fa è arrivato a Lecco e l'ho incontrato personalmente. E' anche socio onorario del Club Amici Molisani di Annone che ho fondato. Quando ha chiesto una mano per creare il movimento dei Democratici mi sono reso subito disponibile. Ma se politicamente sto con lui non è solo questione di amicizia. Io condivido tutte le sue idee.

Quali sono i punti principali del programma elettorale della Lista Di Pietro - Italia dei valori?

Sono quelli citati nel motto di Tonino: legalità e trasparenza, diritti per tutti.

E più precisamente in quale settore volete impegnarvi se verrete eletti?

Prima di costruire qualcosa di nuovo in Italia occorre riparare tutti i disastri fatti da chi ha governato fino ad ora, innanzitutto nel settore del lavoro. Occorre aiutare non solo gli operai e i datori dipendenti, ma anche gli imprenditori che devono poter scegliere direttamente chi assumere. Se si liberalizzano le assunzioni lavorano meglio sia i dipendenti che i datori di lavoro. Inoltre diminuirebbe la disoccupazione.
Vogliamo poi diminuire il numero dei senatori e degli onorevoli fino a 200. Se vinceremo ai parlamentari toglieremo anche i benefici inutili, come i viaggi gratis se non sono in servizio e la possibilità di avvalersi di decine di persone che non combinano nulla.

Non crede che con la vostra lista favorirete Berlusconi a danno del Centrosinistra?

Noi non vogliamo assolutamente favorire il Cavaliere. Se Berlusconi dovesse vincere non durerebbe comunque. Prima di tirare conclusioni però occorre attendere il giudizio dell'urna: credo che ci saranno molte sorprese.

A Merate è tornato all'attenzione pubblica la questione dell'ospedale. Lei cosa pensa in proposito?

Non ho seguito bene la vicenda, se non tramite i giornali. In ogni caso il Mandic va salvaguardato e possibilmente ingrandito. Si potrebbe pensare di specializzarlo in alcuni reparti in modo che anche da Lecco e dal circondario gente venga a farsi curare. A mio parere Merate potrebbe diventare provincia e ha bisogno della struttura del Mandic.
La sanità comunque è un tema delicato in tutta Italia. Per sistemarla credo che si debba innanzitutto cominciare dalle università: se tra cinque anni occorrono 500 medici è giusto che solo cinquecento studenti comincino la Facoltà di Medicina. Senza programmazione non si va da nessuna parte.

Perché la gente dovrebbe votarla?

Perché sono venuto dal nulla e so cosa significa realizzarsi. Quando sono arrivato a Lecco non avevo con me neppure una valigia di cartone e per vivere ho dovuto fare di tutto e arrangiarmi come potevo. Conosco il lavoro e per questo mi impegnerò ad aiutare sia i dipendenti che gli imprenditori. Dove non potrò arrivare io inoltre ci saranno gli uomini giusti al posto giusto.
Intrevista a cura di Daniele De Salvo
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