Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 380.890.127
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 23/02/2021
Merate: 80 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 54 µg/mc
Lecco: v. Sora: 50 µg/mc
Valmadrera: 71 µg/mc
Scritto Lunedì 07 maggio 2001 alle 18:22

VALSECCHI: AL SENATO UN SINDACO DA 21 ANNI


Gian Carlo Valsecchi è candidato al Senato della Repubblica nella circoscrizione elettorale 35 per la Lista Di Pietro - Italia dei valori. Ha 41 anni ed è nato in Svizzera a Liestal. Risiede a Erve dove è primo cittadino da 21 anni. E' perito industriale lavora come libero professionista nel settore promozionale.

Come è nato il suo impegno politico?

Ho cominciato ad impegnarmi politicamente con la Democrazia Cristiana e nel 1980 sono stato eletto Sindaco di Erve. Da allora gli lettori mi hanno riconfermato per cinque mandati consecutivi. Probabilmente sono stato uno tra i più giovani sindaci d'Italia. Inoltre ho ricoperto l'incarico di assessore in Comunità montana della Valle San Martino, amministratore dell'Azienda consortile dell'acquedotto dell'Isola, revisore dei conti dell'Ente Bergamaschi nel mondo. Attualmente invece partecipo al Consiglio direttivo dell'Anci - Associazione nazionale Comuni Italiani - e del Consorzio Bacino Imbrifero Montano di Bergamo.

Un ex-democristiano passato a Di Pietro?

Nel 1992, quando scoppiò Tangentopoli, fui uno degli organizzatori che prepararono la manifestazione a sostegno di Mani Pulite in piazza Duomo. In realtà Di Pietro lo avevo già conosciuto nel 1989 ad una cena dei Lions. Alla nascita dei Democratici comunque ho partecipato al movimento fino a quando Parisi non ha cacciato Di Pietro. Nel 1998 poi ho firmato come socio fondatore dell'Italia dei Valori.

Quali sono i punti qualificanti del suo programma elettorale?

Il mio programma è quello proposto a livello nazionale dalla Lista Di Pietro. Un parlamentare a mio parere deve solo fare da tramite tra le istanze degli Enti Locali e le istituzioni romane.
Il progetto di fondo è comunque quello di fare dell'Italia un Paese finalmente legale, trasparente, efficiente e competitivo. Occorre ridare fiducia agli italiani restituire loro la dignità morale e politica. Il programma concretamente si articola in dieci punti: Europa, Stato e servizi, scuola e ricerca, lavoro e formazione, fisco e banche, giustizia e sicurezza, consumatori, comunicazioni, conflitti d'interesse e partitocrazia e lobby.

Per la scuola precisamente cosa vorreste fare?

Innanzitutto adeguare gli stipendi degli operatori alla media europea. Inoltre occorre valutare i risultati sia dei professori che degli alunni. I docenti universitari poi devono svolgere la professione a tempo pieno anche per migliorare il collegamento tra ricerca scientifica e industria.

La giustizia è sicuramente un tema che vi sta a cuore, dati anche i trascorsi del vostro leader.

Certo. Per questo abbiamo in programma di potenziare la Polizia Europea, l'Europol, e unificare le Forze dell'ordine sotto un unico comando. Siamo anche per la carcerazione dopo la condanna in processo di appello e la confisca reale dei beni dei mafiosi. Sul fronte dell'immigrazione vorremmo invece istituire il reato della clandestinità. Occorre certezza della pena e per i recidivi deve essere inasprita.

Pensate di riuscire ad avere rappresentanti in Parlamento?

Sinceramente credo di sì. Abbiamo raccolto mezzo milione di firme e presentato candidati in circa 450 collegi uninominali. Personalmente penso anche di riuscire ad essere eletto per la quota proporzionale.

Quali sono i motivi per cui si sente di chiedere un voto agli elettori?

Perché conosco i problemi del territorio. Merate in verità fino ad ora è sempre stato fuori dalle mie competenze amministrative, ma non credo che mi sarà difficile conoscerlo se dovessi essere eletto. Io ho un rapporto diretto con i sindaci della zona e quindi li rappresento tutti. Chiedo un voto perché sono un candidato locale.
Intervista a cura di Luisa Biella
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco