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Scritto Sabato 05 maggio 2001 alle 18:15

COLOTTA (RIFONDAZIONE COMUNISTA): "SONO IL VERO CANDIDATO DEL TERRITORIO"

Francesco Colotta, 40 anni, è laureato in lettera moderne e insegna al Badoni di Merate E' delegato della rappresentanza sindacale della scuola e partecipa al direttivo della Cgil sia per la Camera del lavoro che per l'istruzione. Colotta è il candidato al Senato della Repubblica nella circoscrizione 35 per il Partito della Rifondazione Comunista, di cui è anche segretario del circolo meratese.


Quando è nata la passione politica e perché ha scelto proprio di aderire al Partito della Rifondazione Comunista?

Fin dalle superiori la politica mi ha sempre interessato. L'amore però è scoppiato alla fine degli anni '70, quando la politica era una questione ancora seria e veniva gestita con forte carica ideale. Allora scelsi il PCI perché mi ritrovavo nelle idee che proponeva. Quando si trattò di smantellare il Partito Comunista per lasciar spazio al Pds io mi opposi come potei perché significava perdere un immenso patrimonio e moltissime esperienze. E' stato un errore scegliere di trasformarsi solo per governare, rinunciando a idee e obiettivi: I Ds hanno finito per subordinarsi alle destre. Io invece sono rimasto fedele all'ideale.

Come si è giunti alla sua candidatura al Senato?

Credo che sia stato un riconoscimento per il lavoro che ho svolto sul territorio, sia come consigliere comunale di Cernusco Lombardone, che come responsabile del circolo meratese che nella segreteria politica provinciale del partito.
La nostra è una zona ricca di iscritti, militanti e giovani che ci sostengono. Con loro ho lavorato bene e si è ritenuto che insieme potessimo ottenere il risultato di avere un rappresentante in Parlamento.

Quali sono i punti qualificanti del suo programma?

Tutto ruota attorno all'utilità sociale. Mi spiego: c'è stato un peggioramento delle condizioni sociali negli ultimi anni, soprattutto a causa della diversità tra l'inflazione programmata e quella reale. Per questo vorrei contribuire al riequilibro delle condizioni sociali.

E come intende portare avanti questa istanza?

Inserendo meccanismi più rigidi. Oggi si lavora in condizioni troppo difficili e di insicurezza a causa dei ritmi, degli straordinari che si è costretti a fare e dei contratti selvaggi. E le problematiche sul lavoro influenzano tutta la vita. Come si fa ad avere i figli e curarli se si deve lavorare tanto? Lo sviluppo deve essere modificato offrendo nuove certezze, salari adeguati e diritti per i giovani lavoratori.
Io propongo almeno 200mila lire in più alle pensioni minime. Ci sono oltre 5milioni di persone che sono al di sotto della soglia di povertà che l'Onu ha fissato per l'Italia. Questo non è ammissibile. Propongo anche di tagliare le tasse sui salari, ma in maniera da aiutare subito chi ne ha bisogno.

E' tornato alla ribalta la questione dell'ospedale di Merate. Lei cosa pensa in proposito?

Il Mandic deve essere collegato all'Asl. L'ho sostenuto quando venne applicata la riforma Borsani - Formigoni e lo ripeto adesso: è stato un gravissimo errore accorpare l'ospedale di Merate a quello di Lecco. Mi dispiace che Guerra si sia accodato a Lupi e abbia interrotto la battaglia del Centrosinistra contro le Destre.
Il modello sanitario italiano è buono, mentre quello lombardo mi sembra deficitario. In Lombardia ci sono punte di sanità eccellenti ma la salute generale è peggiorata. Non si può applicare la privatizzazione su una questione tanto importante come la salute. Da studi condotti con criteri scientifici risulta che su 13.900 prestazioni realizzate, la metà erano "gonfiate" per guadagnare di più. Grazie a questa indagine si è riusciti a recuperare 15 miliardi di lire su 45 totali. Ciò succede quando in materia di sanità si è più preoccupati dei risultati economici che della prevenzione delle malattie e della cura dei pazienti.

Altri punti del suo programma?

Naturalmente la scuola. Non solo perché sono un insegnante, ma anche perché rappresenta il futuro del Paese. La scuola deve essere un luogo di integrazione sociale oltre che di formazione. Per questo la privatizzazione è assurda: si rischia di frammentare ulteriormente il tessuto sociale. Se eletto chiederò inoltre la revisione della riforma dei cicli, perché ridurre la permanenza a scuola non mi pare una buona cosa: in Europa siamo già tra i paesi con più basso livello di scolarizzazione.
Altro punto importante è l'ambiente: occorre far passare il principio cautelativo. Fino a quando non è dimostrato che un prodotto non è nocivo, bisogna proibirlo.
Infine la viabilità: ogni anno muoiono 3mila e 500 persone a causa del traffico, ovvero per incidenti stradali e per l'inquinamento. Io propongo la detrazione sui biglietti ferroviari per favorire l'utilizzo del treno.

All'uninominale nel collegio 15 per la Camera Rifondazione comunista non presenta nessun candidato. Ha qualche indicazione di voto per i suoi sostenitori?

Io personalmente voterò Mauro Guerra, ma è una decisione personale, non una indicazione di voto. Abbiamo deciso di non presentarci alla Camera per non favorire la vittoria delle Destre e aiutare in qualche modo l'Ulivo. Ci spiace solo che è stata una decisione unilaterale e che il Centrosinistra non ha riconosciuto questo nostro passo. Speriamo comunque che Berlusconi venga sconfitto e che si possa collaborare con Rutelli.

Perché gli elettori dovrebbero votare lei al Senato?

Innanzitutto perché sono un esponente del Partito della Rifondazione Comunista, la quale ha sempre mostrato coraggio e coerenza rifiutando anche posti importanti e remunera. Poi perché ho proposte alternative ai due schieramenti, i quali invece si assomigliano moltissimo. Infine io sono l'unico vero candidato del territorio.
Le possibilità per essere eletto credo di averle. Non nello scontro diretto, ma con i ripescaggi penso che posso giocarmela.
Intervista a cura di Daniele De Salvo
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