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Scritto Lunedì 13 settembre 2010 alle 19:32

Bonacina e il Ramadan: lettera aperta a un sindaco cui cittadini intelligenti batterebbero le mani

Il sindaco Umberto Bonacina
Tra mille prudenze, due calcoli e una fiduciosa concessione all'intelligenza di cristiani e musulmani, Umberto Bonacina sindaco di Costa Masnaga ha autorizzato la celebrazione della fine del Ramadan alla comunità islamica che gravita per residenza e lavoro in quella parte di Brianza. Bravo sindaco. Lei è di taglia forte, ma di acume sottile. Cittadini intelligenti le batteranno le mani e non si curi di chi, nascondendo la lingua, le bofonchierà dietro sibili impronunciabili. Con la sua decisione che so essere stata sofferta, ma che ha accompagnato il buon senso e  il senso civico  delle nostre genti ad attraversare il guado della tolleranza e soprattutto dell'accettazione, lei ha dato prova di due cose. La prima: non si ha paura delle idee e delle religioni altrui se si ha convinzione e certezza delle proprie. La seconda:  negare senza motivazione quello che è  un sacrosanto diritto  porta a reazioni uguali e contrarie. Io non le cito la Costituzione della Repubblica Italiana cui lei ha dato perfetta attuazione. Basti  al riguardo la posizione del cardinale Tettamanzi. Oggi lei è in virtuale  compagnia del Presidente degli Stati Uniti, ma soprattutto ha teso la mano a uomini, donne e bambini che hanno una religiosità più sentita della nostra, che si manifesta in forme più affollate delle nostre e che ha il pieno diritto di manifestarsi ovunque. Verrà giorno che la comunità islamica le restituirà la cortesia sotto forma di aiuto e sostegno alla sua popolazione perché la mano tesa riceve altra mano tesa. E' sempre stato così. Naturalmente la festa di chiusura del Ramadam si è svolta in assoluta tranquillità. Lei ha fatto bene a pretendere la lingua italiana per la predica e la traduzione della preghiera e saggio è stato  il capo della comunità a dare alla celebrazione del proprio popolo caratteri di pubblicità. L'integrazione è così che si fa. Lei caro sindaco ha dato una bella lezione - non solo di stile - ma di sostanza politica  ai giovani primi cittadini che si abbeverano al Monviso ma non si dissetano. Il suo gesto contribuirà a portare serenità. Accolga il mio laico "pace e bene" in attesa che il suo intelligente gesto faccia proseliti.
Alberico Fumagalli
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