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Scritto Mercoledì 09 maggio 2001 alle 15:57

E D'IMPROVVISO LA SALA S'INFIAMMA

Non c'era Renato Sala, sindaco dell'Ulivo uscente al forum di martedì 8 maggio nella grande, ma raccolta sala pubblica di Viale Sommi Picenardi. In sua vece c'era la notiziola ritagliata dal settimanale locale con l'annuncio- meglio la denuncia- di un illecito edilizio commesso molti anni prima della sua ascesa alla poltrona di primo cittadino e portata alla luce solo nel mese di marzo di quest'anno. Senso del dovere di un cittadino che giustamente non tollera le violazioni ? Bombetta ad orologeria posizionata in periodo poco sospetto con timer programmato a poche ore dall'appuntamento elettorale confidando o fidando sulla lentezza della macchina comunale ? Sottovaluazione da parte dello stesso Renato Sala consapevole che di serra si tratta e non di edificio, manufatto o altro corpo di fabbrica produttivo di reddito? Non lo sapremo, se non attraverso una di quelle piccole indagini modello archeologico che consentono la ricostruzione di un fatto, fatte salve le inevitabili piccole lacune del senno del poi. Fatto è che le prime fiamme di un incendio fino a quel momento sotto controllo scoppiettano quando è un esponente ulivista che pone a Guido Gavazzi una domanda da sfida all'Ok Corral sulla presunta incompatibilità del suo status professionale con la figura di sindaco eventualmente eletto. Gavazzi è dirigente di un'azienda che intrattiene rapporti di fornitura con il Comune di Olgiate Molgora. Occhio per occhio, dente per dente. La platea che fino a un attimo primo aveva plaudito i due contendenti per la civiltà e il senso della misura con i quali avevano risposto alle domande del giornalista moderatore di Merateonline Fabrizio Alfano, si schiera ed è subito frattura. Un sostenitore della Casa delle Libertà solletica Alessandro Brambilla sull'abuso di Renato Sala. Un altro bolla il sindaco uscente come deludente nel rapporto comunicativo con la popolazione. Arrogante, è la sua definizione. Brambilla forse abbocca troppo alla provocazione e anziché cavarsela portando a scudo - posizione che sarebbe apparsa legittima- non solo l'assenza del diretto interessato, ma anche la sua assenza dalla lista dei candidati ( per scelta dallo stesso Sala annunciata già al momento dell'assunzione del mandato sindacale 4 anni fa), accetta la bagarre e forse pronuncia una frase di troppo che viene masticata male, digerita peggio e rispedita al mittente in salse sia a voce di maschio che di femmina. Il dibattito non degenera, questo no, ma " sporca " una serata che era iniziata in maniera anche troppo languida per un caso comunale che nel 1997 aveva visto L'Ulivo prevalere sulla Lega per soli 44 voti. E allora la civile contrapposizione dei due candidati è apparsa come di facciata. Gavazzi e Brambilla si stimano, ma non attendono che di vincere. Il primo sospinto dall'onda lunga della personalizzazione che Berlusconi ha dato al 13 maggio e che il centrodestra spera possa investire anche le realtà locali. Il secondo assecondato dall'affiatata squadra uscente che gli garantirebbe un subentro dolce e non traumatico. Sul piano dei problemi Gavazzi ha denotato qualche incertezza, comprensibile in chi non ha alle spalle anni di diretta esperienza sul campo. Più sicuro Alessandro Brambilla che a taluni problemi è parso dare un contenuto di maggiore prospettiva. La sensazione è che i due siano persone degne della carica cui ambiscono. Ma l'incendio scoppiato a metà sera deve averli convinti - più di quanto non lo fossero già - che il paese è schierato a metà. Il che significa dal 14 maggio in avanti: maggioranza intransigente e opposizione dura. Come prima, come sempre.
Alberico Fumagalli
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