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Scritto Venerdì 13 luglio 2012 alle 08:45

Lecco: accusato di estorsione, condannato a pena di 6 anni e 8 mesi

E' stato condannato dal collegio giudicante presieduto dal giudice Ceron alla pena di sei anni e otto mesi di reclusione, oltre a 800 euro di multa, Claudio C. di Galbiate, per il reato di estorsione ai danni del parrucchiere Bruno M. Il presidente Ambrogio Ceron, i giudici a latere Gian Marco De Vincenzi e Mirco Lombardi hanno accolto interamente le tesi motivate nella requisitoria dal pm Paolo Del Grosso che ha esposto il quadro accusatorio basato essenzialmente sulle dichiarazioni della parte offesa, e le indagini del maresciallo capo dei carabinieri di Olginate, Davide Arrigoni.
L’episodio clou delle accuse è quello accaduto il 4 giugno 2011 perché l’accusato avrebbe mostrato un coltellino a serramanico per farsi dare venti o trenta euro. Ieri in aula è comparso il teste G.R., cliente del parrucchiere e conoscente delle due persone coinvolte.
Tuttavia l'uomo ha fornito una versione contrastante rispetto alle dichiarazioni fornite ai militari della stazione di Olginate, ridimensionando la posizione dell'imputato. ''Mi ha chiesto 20 euro, ma soltanto una volta, e non glieli ho dati perchè avevo nel portafogli solo 15 euro per pagare il taglio di capelli. Di altri episodi non sono a conoscenza'' ha spiegato il teste, nei confronti del quale infatti il pm Del Grosso ha chiesto la restituzione degli atti per procedere nell’ipotesi di reato di falsa testimonianza.
E' stata poi la volta dell'imputato Claudio C., sottopostosi all'esame del collegio. ''E' vero ho chiesto più volte del denaro al parrucchiere, ma non ho alcun debito con lui, gli ho restituito tutto'' ha spiegato il galbiatese. ''Non sono mai entrato nel suo negozio ubriaco, con la birra sì, ma non ho mai fatto nulla di male. Non mi spiego il motivo di questa denuncia''.
L’avvocato Luigi Taruselli, difensore di Corabi, nell’arringa si è battuto anzitutto per l’assoluzione con formula dubitativa, chiedendo poi di derubricare il reato in violenza privata. Il Tribunale sentite tutte le versioni e analizzati gli atti del procedimento penale, ha deciso per sei anni e otto mesi oltre a ottocento euro di multa.
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