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Scritto Sabato 11 settembre 2010 alle 17:01

Sartirana: la frazione onora i suoi caduti in Guerra, eroi della storia da non dimenticare

Marisa Milani non aveva ancora raggiunto il quinto anno di età nel gennaio dell'anno 1945 quando suo padre Giovanni morì in Germania, vittima del conflitto mondiale che costò la vita anche a tanti altri giovani meratesi.

All'epoca Marisa era una solo una bambina ma non ha mai dimenticato quel tragico episodio che ha segnato per sempre la sua vita. E' partita quindi da lei la proposta di creare un momento per ricordare tutti i giovani di Sartirana che hanno perso la vita durante la Seconda guerra mondiale.

VIDEO:


Venerdì 10 settembre è stata così celebrata una messa di suffragio presso la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo di Sartirana, che ha visto la partecipazione di parenti e conoscenti degli scomparsi.

I rappresentanti dell'amministrazione comunale e alcuni parenti dei caduti

La funzione si è aperta con un pensiero per tutti i combattenti, "ai quali la vita ha chiesto tenacia e sacrifici certamente più che a noi e ha imposto una maturità precoce...per molti di loro l'esperienza della guerra, e con essa della prigionia, è stata quella cruna dell'ago attraverso cui sembrava impossibile poter passare, e che invece, mediante l'affidamento totale della propria esistenza a Dio, ha finito per formare uomini di carattere, uomini saggi e buoni".

In particolare il pensiero è stato rivolto a chi non è più tornato dalla guerra, uomini che "sono alla base della vita dignitosa e libera che oggi ci è concessa. Oggi vogliamo toglierci questo enorme debito di gratitudine, senza alcuna retorica, ma ricordando a Dio il tesoro di bene che da questi nostri fratelli abbiamo ereditato e ogni giorno spendiamo senza averne consapevolezza".

Durante l'omelia don Davide Caldirola ha voluto lasciare la parola a chi la guerra l'ha vissuta da vicino, perciò ha letto un passo del Beato Carlo Gnocchi tratto dal capolavoro "Cristo con gli alpini" in cui il religioso non cessa di cercare Dio in mezzo agli orrori e alle sofferenze della guerra "Avevo cercato di cogliere l'accento della sua voce nel discorso dolente e uguale dei poveri e degli afflitti e mi era sembrato più volte che la sua ombra leggera mi avesse sfiorato nel crepuscolo fatale dei morenti" recitano le parole di don Carlo Gnocchi.

All'offertorio il ritratto dei 47 caduti e la benedizione della corona d'alloro

I presenti, terminata la Messa, si sono portati in corteo presso la lapide dedicata alla memoria dei caduti dove gli Alpini hanno reso loro omaggio con la deposizione di una corona di alloro. Il sindaco di Merate Andrea Robbiani ha preso la parola per ricordare il sacrificio di quei giovani.

Il corteo verso il monumento

"Oggi è importante essere qui per rendere onore alle persone che sono morte perchè questo Paese sia libero e affinchè oggi noi possiamo esser qui a parlare di questo. Credo che sia importante spiegare alla nuove generazioni che hanno la fortuna di leggere della guerra soltanto sui libri e di non averla vissuta di spiegare che cos'è stata e che cosa rappresenta in termini di onore e sacrificio. L'importante è quello di non dimenticare e ricordare le persone che ne hanno fatto parte, perché questo ci permette di evitare di fare errori che sono stati fatti in passato".

Gli Alpini davanti al monumento ai caduti

E' stata letta la "preghiera dell'Alpino" e si è quindi chiusa la cerimonia con la speranza che ogni 8 settembre diventi l'occasione per dire "traditi ma ricordati".

Jessica Rocca
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