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Scritto Martedì 03 luglio 2012 alle 08:53

Meratese: 6.099 cittadini hanno fatto il test per il sangue nelle feci. In 238 sono positivi

La dottoressa Ilardo
6.099 test eseguiti a fronte di 11.505 persone invitate a farlo. Il 53% dei soggetti, over 50, afferenti al presidio Asl di Cernusco Lombardone e  dunque cittadini di Cernusco, Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Osnago, Paderno d'Adda, Robbiate, Verderio Inferiore, Verderio Superiore ha scelto di sottoporsi allo screening per la verifica della presenza di sangue occulto nelle feci, primo “step” per prevenire il tumore al colon. “Si tratta di un dato ottimo” ha spiegato la dottoressa Antonina Ilardo, responsabile per Asl. “Prima di tutto perché la Regione chiede una partecipazione del 40%. Poi perché in realtà tale dato è “provvisorio”, nel senso che non è ancora stato consolidato e rappresenta dunque un valore sottostimato rispetto a quello reale”. L’attività di screening, avviata nel territorio che fa riferimento all’Asl di Cernusco lo scorso 2 aprile e chiusa il 25 maggio, dovrà infatti essere rendicontata all’apposito osservatorio nazionale, che ne valuterà l’efficacia in base ad un determinato programma di controllo della qualità. Proprio per questo, il dato ora a disposizione delle dottoressa dovrà essere ulteriormente “epurato”, con una percentuale di adesione destinata dunque a salire, scremando dal numero complessivo di utenti invitati a sottoposti al test, coloro i quali non hanno ricevuto il kit per via di problemi di invio (e dunque anche gli invii inesistenti), le lettere tornate al mittente e, non meno importante, quella porzione di pazienti che ha non ha partecipato allo screening perché già “esaminata” al di fuori di esso ovvero si è già sottoposta nell’arco dell’anno ad accertamenti specifici o alla colonscopia.
In ogni caso, dei 6.099 test effettuati, 238 hanno avuto esito positivo: 238 utenti sono dunque stati invitati a sottoporsi a approfondimento coloscopio volto a far chiarezza. Il tumore al colon-retto, per la prevenzione del quale viene attivata l’attività di screening, rappresenta infatti la seconda neoplasia più frequente nelle donne e la terza negli uomini. In generale poi, rappresenta la seconda causa di morte per tumore, preceduto solo da quello al polmone per i maschi e di quello alla mammella per le donne. E’ stato inoltre calcolato che se tutti gli ultracinquantenni si sottoponessero regolarmente a screening, almeno il 60% delle morti per tumore colo-rettale potrebbe essere evitata. Anche per questo dunque, l’Asl continua nella sua attività di prevenzione. “Da maggio sono stati avviati gli screening per i presidi di Introbio e Casargo. A settembre partiranno per Galbiate e Olginate. A ottobre per Olgiate Molgora” ha proseguito la dottoressa Ilardo che non esita a definire i volontari delle diverse associazioni che collaborano con la sua Azienda come “il punto di forza dell’attività”: “è grazie al loro impegno che riusciamo ad avere un’adesione così alta”. Prestandosi come “receptionist” per ricevere i test effettuati, i volontari delle diverse onlus permettono all’Asl di “raggiungere ancora più da vicino il cittadino, rinsaldando l’unione tra l’Asl stessa e il territorio”.
A.M.
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