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Scritto Venerdì 03 settembre 2010 alle 16:39

Lavoro e precarietà coi i delegati sindacali delle 2 province di MB e LC

Lavoro al centro del dibattito alla Festa PD di Lecco e Monza-Brianza. In anni di grosse difficoltà per imprese e lavoratori, ad aprire gli incontri della festa interprovinciale che il Partito Democratico ha organizzato alla Fiera di Osnago, l'argomento non poteva essere che questo: “Crisi aziendali e proposte di soluzione”. Con l'area dibattiti che ha registrato una presenza decisamente numerosa. In particolare di chi, come i lavoratori di molte fabbriche, questa crisi l'ha subita o la sta ancora subendo. Per citare esperienze recenti, raccontate al tavolo dei relatori, la Badoni, la Leuci o la Lucchini di Lecco, la Colombo di Agrate.
"Nel 2009 il PIL in Lombardia è diminuito del 5 per cento, più che nelle altre regioni - ha detto Enrico Brambilla, segretario PD Monza-Brianza, aprendo il dibattito - la ripresa è lenta e non è accompagnata da nuova occupazione. I dati sulla disoccupazione e inoccupazione, soprattutto dei giovani, sono preoccupanti".

Da sinistra Antonio Zurlo (Uil), Enrico Brambilla segretario provinciale del Pd di Monza e Brianza,
Marco Viganò della Cisl di MB e Antonio Anghileri della Cgil Lc

"Stiamo parlando di crisi nelle aziende e da quattro mesi non abbiamo il ministro dello sviluppo economico - ha continuato Alberto Anghileri, segretario provinciale Cgil Lecco - come ha detto il presidente Napolitano, in Italia manca una politica industriale. Lecco ha un tessuto produttivo caratterizzato dal manifatturiero, soprattutto piccole  medie aziende, e sta pagando duramente la crisi. Nel 2009 le aziende che hanno chiesto gli ammortizzatori sociali, che per fortuna avevamo chiesto, sono state più di 1000, con 20 milioni di ore di cassa integrazione. Nel luglio 2010 eravamo già a 10 milioni e 400mila. A questi si devono aggiungere i precari della scuola e i giovani disoccupati. Nelle risposte a questa crisi, io sottolineo che Lecco deve rimanere legata al manifatturiero, ma non può pensare di fare da sola".
Marco Viganò, segretario Cisl di Monza, ha spiegato che "anche nella mia provincia ci sono difficoltà. Le aziende con problemi sono circa 500; 9mila i lavoratori sostenuti dagli ammortizzatori sociali. Nel 2009 la cassa integrazione è aumentata del 470 per cento. La mobilità del 570 per cento. Nel Vimercatese, le multinazionali sono arrivate e se ne vanno. E nessuno dice nulla. I piani industriali discussi non hanno ancora trovato applicazione".
Antonio Zurlo, della Uil, ha sottolineato come "la salvezza è stata rappresentata finora dagli ammortizzatori sociali, che però potrebbero diventare ora un doppio svantaggio. Il 29 settembre dovremo essere tutti alla manifestazione sindacale convocata a Bruxelles".

L'On.Lucia Codurelli, Italo Bruseghi e il consigliere regionale Carlo Spreafico


Le testimonianze, peraltro molto applaudite di Davide Daddi, ex Badoni di Lecco "Alla vigilia di Natale ancora si lavorava. Il 17 gennaio sono arrivate le comunicazioni. La fabbrica avrebbe chiuso. Non abbiamo capito i motivi. Costruivamo grosse macchine di precisione. Il mercato c'era. Da quello che vediamo intorno ancora tiene. Abbiamo lottato a lungo. Il 3 luglio la chiusura con un accordo che, considerata la situazione, definirei discreto. Ma la mattina, quando vedi tua moglie uscire per andare al lavoro, e tu fai la stessa cosa per cercare un posto, è durissima. Al sindacato chiediamo di tornare all'unità".
Federico Beretta, uno degli operai che per 22 giorni sono rimasti sul tetto della Colombo di Agrate: "La Colombo era azienda leader nella trafileria. Non ci sembrava di avere problemi. Abbiamo discusso la ristrutturazione che prevedeva comunque la ricollocazione di 30 persone. Abbiamo manifestato a lungo, ma nessuno ci dava retta. Abbiamo deciso e siamo andati sul tetto. Ci siamo rimasti per 22 giorni, ma per difendere i nostri diritti ci rimarremmo 22 mesi. Dobbiamo ringraziare la Fiom e il PD che ci hanno sostenuti. Il sindacato deve ritornare unito. Da soli perdiamo tutti".
Un delegato Leuci di Lecco, azienda che produce lampade, ha sottolineato la necessità di "Non abbassare mai la guardia. Negli anni d'oro eravamo 450, siamo scesi a 250, ora siamo in 100. Già sei anni fa avevamo proposto la "green economy", che adesso sembra andare bene. Nel PRG della giunta precedente, l'area della nostra azienda era stata confermata come industriale. Abbiamo sentito voci sul nuovo PGT e siamo preoccupati. Abbiamo già chiesto un incontro al sindaco Virginio Brivio". Testimonianze anche dalla Lucchini e interventi da Italo Bruseghini e Gigi Ponti, capogruppo PD nella province di Lecco e Monza.
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