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Scritto Lunedì 23 aprile 2001 alle 16:17

DALLA SOFFITTA SOPRA NEW YORK LA VITA, L'AMORE E LA MAMMA



Corie ( Fausta Caldi ) e Paul ( Riccardo Benvegnù ) in un momento di tenerezza.
Ma siamo solo all'inizio della commedia.


Non ha deluso il testo di Marvin Neil Simon che " Gli Specchi", essenziale -anche troppo - compagnia teatrale di Binasco, ha rappresentato sabato 21 aprile 2001 a Pagnano davanti a un pubblico leggermente più scarso rispetto a quello che ha onorato i precedenti appuntamenti causa la concomitanza con il concerto del Coro Alpino all'auditorium Mary Ward delle Dame Inglesi. Se freddo e neve hanno indotto altri a riscaldarsi con le canzoni di montagna, freddo e neve sono stati di casa anche sul palcoscenico del Teatro OP. Il primo provocato dai comandi invertiti del termosifone e la seconda filtrante da un buco nel lucernario. Sia chiaro che parliamo della commedia non dell'ospitalità del servizio d'ordine dell'oratorio che, come sempre, ha bene supportato "Il Sipario" sia nella gestione degli attori ospiti che del pubblico. Per cui quando a mezzanotte Riccardo Benvegnù, primo attore della Compagnia di Binasco, ringrazia per l'ospitalità fa piacere vedere riconosciuta la professionalità e la spontanea disponibilità della gente di casa. Perbacco se fa piacere !
Dicevamo della commedia. Quattro attori e due caratteristi in scena. In platea diversi coloro che si erano preparati rivedendo in vhs la commedia in versione cinematografica. La quale cosa presenta rischi e un pregio. Si rischia la delusione - il raffronto è oggettivamente improponibile - , ma si ha il pregio di essere già entrati, con lieve anticipo, nell'atmosfera che il testo vuole creare e quindi l'orecchio risponde meglio alle sollecitazione della spumeggiante sceneggiatura. Insomma, mettiamola cosi : la seconda volta è sempre meglio della prima.
Qui però cominciano le dolenti note. Tre atti in una soffitta anni '60 esigono alcune cautele a cominciare dall'elemento scenografico che, se essenziale, deve essere caldo e se ricercato non può non essere appropriato. Sul punto la regia di Lucia Rognoni Guerra non ha guardato per il sottile per cui l'apparizione del Corriere della Sera e del Buondì Motta al posto del NY Time e di una semplice e anonimo cornetto non hanno disturbato più di tanto. Anche i costumi potevano meglio rappresentare il taglio dell'epoca, ma pantaloncini attillati e camicietta in tinta o a pois per lei e abito da avvocato in carriera per lui con risvolti della giacca stile primi Beatles hanno lasciato il posto a jeans e camicietta da sabato in campagna e abito blu nozze.
Gradevoli gli antipasti musicali. Forse un lievissimo sottofondo poteva essere mantenuto in certi momenti dello spettacolo. Gli attori: assolutamente in parte Riccardo Benvegnù. La sua recitazione è andata in crescendo, mai gigione, mai inespressivo e corroborato da un tono vocale pieno e modulare. Bravo. Macchiata da una cadenza recitativa cantilenante e in alcuni tratti masticata la prestazioni di Fausta Caldi, la cui figura comunque ben si presta- se diversamente vestita - al personaggio di Corie. Spassosa e in alcuni momenti irresistibile nella mimica facciale Tina Gatti, la mamma, il cui tono vocale ha però in qualche tratto ceduto. Macho, in un ruolo "self made man", Michele Conti un Victor Velasco il cui nome è già tutto un programma. Per concludere: bella la commedia, ma fredda nella costruzione scenica cui alcune voci in più fuori scena e un lucernario di plastica avrebbero conferito un'atmosfera più adatta. Anche la neve quando è caduta è sembrata….. risparmiosa. Due fiocchi. Una Compagnia essenziale. In tutto.
Arrivederci a sabato 5 maggio 2001. Arrivano gli egiziani a Pagnano. Una crociera sul Nilo è funestata da una catena di delitti. Indaga Hercule Poirot. Parola di Agatha Christie. Non mancate.
     

Victor Velasco ( Michele Conti ) e la madre                                                      Corie e Paul in crisi
di Corie ( Tina Gatti )

Il saluto al pubblico al termine dello spettacolo
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