• Sei il visitatore n° 475.932.314
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Domenica 20 maggio 2012 alle 21:09

IL FISCO E’ COME LA MATEMATICA. GUAI A CONSIDERARLO UN’OPINIONE

Cari lettori, quale sarebbe la vostra reazione se  un bel mese, di punto in bianco, il datore di lavoro per il quale lavorate  si rifiutasse di consegnarvi la busta paga ivi incluso  l'allegato assegno bancario dello stipendio con la seguente  motivazione  "tanto lo so che li spendete male i soldi che vi do, quindi ve ne do di meno, anzi  non ve li do più!".
Tradotto in fiscalese, come reagirebbe lo Stato se di punto in bianco i cittadini smettessero di pagare le imposte oppure chi oggi ne paga tante decidesse di pagarne di meno e di andare a ulteriormente ingrossare la lunghissima e imbarazzante lista degli evasori totali e parziali?
Ecco perché vi  espongo  il cartello di una delle tante case chiuse di un tempo ove sta scritto che ai signori clienti (i cittadini contribuenti) è vietato molestare le signorine (i funzionari delle agenzie delle Entrate e di Equitalia spa)  prima di avere pagato la marchetta (le imposte).

Scherzo, ma mica tanto.

Il grande e qualificante lavoro fatto a tempo di record da Merateonline - e scivolato troppo rapidamente nella parte bassa della homepage -   con la messa in rete dei dati reddituali medi dichiarati con il modello Unico 2011 per l'anno 2010 dai contribuenti di tutti i  90 Comuni della Provincia dovrebbe indurre più di uno a soffermarvici e a riflettere. Il 2010 è ieri, quindi i dati sono aggiornatissimi. Gli è che la materia fiscale è complicatissima, piena di deroghe ed eccezioni, quasi personalizzata e risente di quella "incertezza reddituale" che oggettivamente distingue i titolari di un reddito fisso (dipendenti e pensionati)  tassato alla fonte da quell'esattore di stato che sono il datore di lavoro o l'Istituto di Previdenza dai titolari di reddito autonomo la cui tassazione colpisce il reddito risultante dalla scritture contabili e dagli stessi dichiarato "spontaneamente".
Opinione diffusa è che i primi paghino le imposte al 100% e i secondi al 50%.
Non è sempre così. I primi non possono fingere di non avere incassato lo stipendio o la pensione, ma possono celare affitti in  nero e  ore di straordinario pagate fuori busta, oppure per evitare il cumulo dei redditi possono coinvolgere terze persone cui intestare redditi da loro prodotti, ma che so imputati ad altri  godono di tassazione agevolata. I secondi se hanno per clienti enti pubblici, monopoli o aziende hanno margini ridotti per sottofatturare. Diverso è il caso quando il cliente è un privato cittadino. In questo caso non scontrinare un caffè o sottofatturare la vendita di un appartamento è più agevole se vi è il consenso dell'acquirente.
Per aiutarvi a capire vi invito ad esaminare le due tabelle sottostanti: la prima riferisce dei redditi imponibili  irpef che i  contribuenti  persone fisiche residenti a  Merate hanno dichiarato di avere guadagno nell'anno 2010.La seconda  raffronta il reddito annuo prima e dopo le imposte e lo traduce in reddito mensile con cui vivere.


Sincerità per sincerità, anche la tabella esplicativa non spiega interamente, esattamente come le medie annualmente diffuse dall'Agenzia delle Entrate sono inattendibili perché ignorano una serie di variabili (inizi, cessazioni, sospensioni, inattività) che uno statistico serio estrapolerebbe dalla sua indagine.
I calcoli esposti nella tabella elaborata da Merateonline sono esatti per un contribuente single, ma risentono di riduzione del carico fiscale  per i contribuenti con familiari a carico. Al tempo stesso il contribuente imprenditore o professionista si vede esposto un reddito inferiore a quello effettivo, che è  già stato diminuito dell'ammontare dei contributi pensionistici e di altri investimenti previdenziali e che pertanto è superiore.
Certo è che se l'occhio si fermasse solo sull'ammontare del reddito prima del prelievo fiscale e si collegasse questo importo al numero dei cittadini che lo dichiarano verrebbe facile trarre la conclusione di residenti in una provincia e  in un Comune del nord considerati per tradizione e cultura ricchi e operosi, ma che  nel 2010 parrebbero essere  vissuti in ambiti reddituali ristretti dentro i quali magari, oltre ad autosostenersi, trovare margini per  pagare le rate del mutuo, le tasse universitarie, le vacanze,  una buona parte della retta del ricovero dell'anziano genitore, la colf o la badante e affrontare  anche gli imprevisti che non mancano mai e sono il tredicesimo mese di ciascun anno. Lasciamo stare il risparmio.
Io non faccio i conti in tasca a nessuno, ma rilevo come al momento agli angoli delle strade coloro che chiedono l'elemosina hanno tratti somatici o ombreggiature di viso  diversi da quelli comunemente conosciuti. Ci può essere una sola spiegazione allora ed è quella che nell'ambito della famiglia i redditi sono più di uno e lo sono da tanti anni. Di qui la propensione al risparmio, l'investimento nella prima casa e così via.
Rimane il dato di un'evasione annua - la qualcosa vuol dire che si ripete ogni anno da decenni - di redditi per 250 miliardi di euro e di imposte omesse per 125 miliardi.
Entrassero questi soldi nelle casse dell'Erario  ci pagheremmo  ogni anno e senza fare una piega gli interessi del debito pubblico e ne avanzerebbero ancora tanti.
Evidente che i clienti che non pagano la marchetta allo Stato a prescindere dalla qualità del servizio reso sono ancora tanti. Secca a chi scrive che siano gli unici a provare piacere.
Alberico Fumagalli
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco