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Scritto Lunedì 07 maggio 2012 alle 23:20

Novate: in tribunale cinque testimoni per la morte di Felice Guarna, dimesso poco prima dal PS

L'androne del palazzo dove morì Felice Guarna
Si è svolta lunedì mattina presso il tribunale di Lecco la prima udienza del processo per la morte di Felice Guarna, il 63enne di Novate deceduto a seguito di un malore pochi minuti dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso dell'ospedale Mandic di Merate. La vicenda, che risale al maggio del 2009, vede sul banco degli imputati con l'accusa di omicidio colposo la dottoressa Antonella Peigottu, all'epoca dei fatti medico presso il ps del nosocomio meratese. Fu, infatti, proprio la dottoressa Peigottu a dimettere Felice Guarna dopo avergli somministrato una puntura di Voltaren. L'uomo, una volta arrivato a casa, si accasciò proprio nell'androne della sua abitazione e non riprese più conoscenza. A nulla valsero i tentavi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118, che poterono solo constatarne il decesso.
Cinque le persone chiamate oggi a testimoniare in aula: il maresciallo Edonio Pecoraro, comandante della stazione carabinieri di Merate, la moglie e il figlio della vittima, il vicino di casa che accompagnò il signor Guarna prima dalla guardia medica e poi al pronto soccorso, ed infine il medico di turno nell'ambulatorio di guardia medica quella notte, il dottor Salvatore Caci. Stando a quanto emerso dalle dichiarazioni rilasciate dai testi, la vittima aveva cominciato ad accusare dolori alla spalla fin dalla mattinata del sabato, mentre stava svolgendo dei piccoli lavoretti di manutenzione presso la casa del figlio, dolori poi continuanti anche nel pomeriggio e nella serata e tali da indurre l'uomo ad effettuare una prima telefonata alla guardia medica. Fu proprio il dottor Caci a rispondere a questa chiamata arrivata intorno alla una della notte tra sabato 2 e domenica 3 maggio, invitando quindi il signor Guarna, che abitava con la moglie in via Giotto, a poca distanza dal Mandic, a recarsi direttamente presso l'ambulatorio. A questo punto Felice Guarna, accompagnato dal vicino Giovanni V., raggiunse in auto il San Leopoldo Mandic dove, a seguito della visita effettuata dallo stesso dottor Caci, venne invitato a recarsi presso il vicino pronto soccorso per, citiamo testualmente, "ulteriori accertamenti". Quella che, infatti, in un primo momento poteva sembrare "una banale contrattura", ha ricordato il dottor Caci in aula citando le parole utilizzate dalla vittima stessa nel descrivere il tipo di dolore accusato, era parsa in seguito compatibile con la sintomatologia tipica di un problema cardiaco. Passarono pochi minuti e il signor Guarna effettuò l'accettazione presso il triage del pronto scorso dove, con codice verde, venne sottoposto a visita medica ed esame radiografico, ma non all'elettrocardiogramma, e venne infine dimesso con diagnosi "dorsalgia da contrattura muscolare".
Particolarmente toccante è stata la testimonianza resa dalla moglie della vittima, la signora Ivana, che con dolore ha ripercorso le ultime ore di vita del marito fino ai drammatici momenti consumati nell'androne di casa, dove il signor Guarna è deceduto sotto il suo sguardo sconvolto e incredulo. Una morte difficile da accettare, ha precisato la signora Ivana, a cui si aggiungono anche le difficoltà economiche sorte proprio a seguito della prematura scomparsa del marito. L'uomo, stimato manager presso una multinazionale con sede in Svizzera, percepiva, infatti, uno stipendio di gran lunga superiore rispetto alla modesta pensione di reversibilità con cui la donna è oggi costretta a vivere. Come dicevamo è stato chiamato a testimoniare anche il figlio del signor Guarna, Simone, che ha confermato davanti al giudice un particolare emerso durante le prime fasi dell'indagine. Il giovane ha, infatti, riferito in aula di aver assistito negli istanti immediatamente successivi al decesso del padre ad una concitata telefonata del medico del 118 intervenuto presso l'abitazione di via Giotto, telefonata durante la quale l'uomo, visibilmente alterato, avrebbe detto "è l'ultima persona che dimettete e che dite che non ha un cazzo". 
Durante la prossima udienza del processo, fissata per il mese di ottobre, verranno ascoltati i consulenti incaricati dal pubblico ministero.

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