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Scritto Venerdì 27 agosto 2010 alle 15:27

Sull'articolo di A. Fumagalli

Egr. Fumagalli, lo "sfogo" contro le amministrazioni comunali dei nostri territori in riferimento ai danni provocati dall'ultimo nubifragio, se da un lato è condivisibile, dall'altro mi sembra un tantino esagerato.
Non mi pare corretto dare agli amministratori tutte le responsabilità delle costruzioni fatte in determinate posizioni a rischio, perchè, in molti casi, i permessi sono stati dati dopo "infinite ed insistenti richieste" (chiamiamole così) da parte di proprietari o costruttori, ai quali interessa solo sfruttare o guadagnare il massimo da quel pezzo di terra.
Certo l'ideale sarebbe non dare i permessi, ma l'ideale sarebbe anche che chi costruisce in determinate zone, e non solo, si prenda la responsabilità di garantire la sicurezza dei fabbricati e, soprattutto, quella degli occupanti.
Facile costruire dove si vuole (ai piedi di colline o scarpate, a ridosso del letto di torrenti o, anche solo di rigagnoli d'acqua, sotto il livello dei fiumi nelle loro immediate vicinanze, ecc.) e pretendere che le amministrazioni garantiscano, a spese di tutta la comunità , la sicurezza con opere a volte costosissime.
Per finire una quisquiglia: la didascalia "una tubazione poco utile lungo il Molgora" riferita ad una foto dell'articolo, non rende giustizia dell'effettiva situazione: quel canaletto non è evidentemente il Molgora, ma, appunto, un canale di scolo ai piedi di una collinetta; quei tubi sono stati messi, probabilmente, per garantire il passaggio dell'acqua dato che parte della riva è franata (si vede bene anche dalla foto) riempiendo il canale scolmatore, quindi non è una tubazione poco utile, ma, anche se provvisoria, ha forse evitato di creare una spiacevole situazione.

con stima

Dario
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