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Scritto Mercoledì 18 aprile 2012 alle 20:23

Merate: dopo sei anni il titolare del ''Carillon'' ottiene giustizia. Immobiliarista condannato, rimborso anche per lite temeraria


Sono entrambi di Merate. Il primo è Gaetano Colombo, titolare del Carillon Pub, in via Sant' Ambrogio. La seconda è la società Finam srl rappresentata dal geometra Dario Meschi. Il primo compra i locali dove esercita il bar dalla seconda che gli impone una pesante partecipazione alle spese di recupero dell'intero edificio. Il primo comincia a pagare, poi dubita, si rivolge a un legale e instaura causa civile avanti il Tribunale di Lecco. E' l'inizio del 2006.

L’avvocato Renato Cogliati  di Olgiate Molgora difensore di Gaetano Colombo

La seconda reagisce male, si costituisce e nel frattempo chiede al giudice di ingiungere al primo di pagare a saldo l'ulteriore somma di euro 142.000, in aggiunta ai 68.000 già versati, per la partecipazione ai costi di ristrutturazione di un edificio condominiale  che al primo  appartiene solo per il 17%. La causa passa dalle mani di un primo giudice a un secondo, ma la visione dei magistrati è univoca. Gaetano Colombo è "vittima" di una sorta di  "ingordigia". Non solo non deve versare a Finam srl la somma richiesta di euro 142.000, ma dei  68.000 già versati in buona fede a titolo di acconto ne deve ricevere in restituzione 21.738 più interessi. Inoltre Finam srl deve pagargli 12.301 euro più interessi per danni arrecati alla sua proprietà esclusiva durante i lavori e ulteriori  euro 17.766 di spese  legali e il totale fa 51.805 euro.

Gaetano Colombo

E non è finita. Il giudice Mirco Lombardi non si ferma alla valutazione del merito e, accolta  la domanda dell'avvocato del Colombo, sanziona Finam srl che, in solido con il proprio legale rappresentante geometra Dario Meschi, deve pagare a Gaetano Colombo ulteriori 10.000 euro a titolo di risarcimento danni da responsabilità aggravata a sensi dell'articolo 96 del codice di procedura civile.
E il totale sale a euro 61.815.
Ecco l'articolo del codice richiamato dal giudice civile del Tribunale di Lecco.


Il magistrato ha valutato l'agire e la resistenza in giudizio di Finam srl e del suo legale rappresentante pro tempore - assistito nella causa dagli avvocati Matteo Notaro e  F .M. Bianchi  di Merate - temerarie, ovvero instaurate su un presupposto che ha elementi di malafede o di colpa grave.
Tradotto: le cause avanti i Tribunali sono cose serie e si propongono o si tengono in vita solo se si  ha ragionevole certezza del proprio buon diritto e non per impressionare l'altra parte. Il giudice Lombardi ha rinvenuto a carico di Finam srl il cosiddetto "abuso del diritto di azione", ovvero una condotta processuale temeraria e l'ha sanzionata con il "danno punitivo" di 10.000 euro che, di converso, equivale a un "premio" riconosciuto alla "vittima" per l'impegno profuso nell'affermare il suo buon diritto.
La lettura degli atti che hanno impegnato avvocati, consulenti tecnici d'ufficio e due giudici per 6 anni spiega il perché di una sentenza così severa. C'è di tutto e di più nel corposo carteggio documentale cui i protagonisti, escluso il Colombo, non hanno voluto dare il loro contributo testimoniale sottraendosi  alla convocazione del giudice. Un pacchettino di fango degno di un thriller di serie B proiettato in un cinemino di periferia. Ci ha pensato poi l'avvocato Renato Cogliati a smantellare pezzo su pezzo ed euro su euro l'esasperata costruzione fattuale dell'immobiliarista.


Dario Meschi, legale rappresentante della Finam srl e direttore dei lavori

Riferisce, con delicatezza, l'avvocato Renato Cogliati - al quale va dato atto di avere assistito  Gaetano Colombo ben oltre i doveri professionali di un mandato fiduciario - che la moglie del commerciante di via sant'Ambrogio saputo dell'esito della causa ha avuto un momento di commozione.  Aveva perso la fiducia dopo tanti anni. Dal canto suo Gaetano è parso smarrirsi a sua volta quando gli è stato detto che il magistrato aveva accolto in toto le  loro richieste, incluso il risarcimento di 10.000 euro inflitto a  Finam srl.
La conclusione: Finam srl voleva altri 142.000 euro in aggiunta ai 68.000 già pagati dal Colombo e invece oltre a non incassare i primi dovrà restituire 34.000 dei secondi con l'aggiunta della sanzione  di 10.000 euro  per lite temeraria e 18.000 euro per spese legali.
La morale? Non avere mai paura di colui che intende fare pesare la sua forza contrattuale e finanziaria, avere fiducia nella Magistratura e la fortuna di trovare un avvocato che legge le carte senza depositare il cuore nel cassetto della scrivania.
La sentenza è immediatamente esecutiva e i 62.000 euro Finam srl li deve scucire subito.
Alberico Fumagalli
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